29/05/2017
Domani cominceranno le votazioni in Commissione Affari Costituzionali sugli emendamenti alla nuova proposta di legge elettorale.
Facciamo che questa non sia l’ennesima occasione persa.
Come Giovani Democratici scegliamo di stare dalla parte di chi vuole favorire la partecipazione elettorale, di chi vuole ampliare le garanzie per l’esercizio del diritto di voto.
Per questo saremo dalla parte di chi vuole che venga garantito il voto anche agli studenti fuorisede.
La proposta dei Giovani Democratici è molto semplice: .
Per questo proponiamo una delega al governo per l’individuazione di meccanismi che possano permettere, ai cittadini che studiano in un luogo lontano da quello di residenza, di poter esercitare “a distanza” il proprio diritto di voto per le elezioni politiche, i referendum abrogativi e costituzionali e le elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo. Si tratta di un’istanza partita dai Giovani Democratici Marche, a prima firma dell’onorevole Emanuele Lodolini su un apposito disegno di legge. La discussione sulla nuova proposta di legge elettorale ha riacceso l’attenzione sul tema e ha permesso che venisse presentato un emendamento, a firma dell’onorevole Giuditta Pini, che includesse esattamente la proposta di legge per garantire il voto ai fuorisede nella propria città di studio o di lavoro.
Già con l’Italicum si era provveduto ad inserire una norma (sacrosanta) che permettesse ai soggetti che si rechino all’estero per lavoro, studio o cure mediche, di poter esercitare il loro diritto di voto attraverso i servizi consolari italiani del Paese nel quale soggiornano. Resta però insoluto il problema relativo all'esercizio del voto da parte degli studenti universitari fuori sede. In caso di elezioni o referendum, questi studenti, per poter validamente esercitare il suo diritto di voto, saranno necessariamente costretti a far ritorno nel luogo di residenza.
E’ inimmaginabile, a nostro avviso, che si possa trascurare ancora l’esigenza di migliaia e migliaia di studenti, costretti ogni volta che si tengono elezioni o referendum a infinte peripezie e a notevoli esborsi di denaro per tornare a casa. I tempi sono oramai maturi, per una legislazione elettorale moderna e giusta. Quanto noi proponiamo, infatti, è una realtà consolidata in molti Paesi.
Chiediamo quindi al nostro Partito, ai nostri deputati e senatori, di darci una mano in questa importante battaglia, che noi riteniamo essere una battaglia di civiltà. Del voto fuori sede bisognerebbe parlare in tutti i giornali, dovrebbe essere in cima all’agenda politica del Parlamento. Purtroppo non è (ancora) così.
Noi ce la metteremo tutta: lo dobbiamo alla nostra generazione.