30/05/2026
LA GRUBER E IL PROCESSO INFINITO ALLA NOSTRA SEGRETARIA Elly Schlein
Ancora una volta abbiamo avuto la sensazione che quando si parla di Elly Schlein il metro usato da una parte del giornalismo televisivo sia diverso da quello riservato ad altri leader politici.
A Otto e Mezzo, più che un confronto sulle proposte del Partito Democratico, sembra spesso andare in scena un processo permanente alla leadership della Schlein. La domanda non è mai cosa propone sul lavoro, sui salari, sulla sanità o sulla politica estera, ma se è abbastanza forte, se reggerà, se perderà contro Meloni, se nel suo partito c'è qualcuno pronto a sostituirla.
Lilly Gruber è una professionista di grande esperienza e ha tutto il diritto di porre domande scomode. Tuttavia, quando le stesse domande vengono ripetute ossessivamente, il rischio è quello di trasformare l'analisi politica in una narrazione precostituita: una sinistra sempre in crisi e una leader sempre sotto esame.
Eppure la realtà è più complessa. Elly Schlein interviene continuamente sui temi del lavoro, del salario minimo, della sicurezza nelle fabbriche, della sanità pubblica, dell'Ucraina, di Gaza e del riconoscimento dello Stato di Palestina. Si può essere d'accordo o meno con le sue posizioni, ma ridurre tutto alla questione della leadership significa ignorare il merito delle battaglie politiche.
Forse il problema non è Schlein. Forse una parte del dibattito televisivo fatica ad accettare una sinistra che prova a rinnovarsi e a parlare un linguaggio diverso da quello del passato.
Le leadership si giudicano nelle urne, non nei talk show. E come ha ricordato anche Luigi Zanda, saranno gli elettori a decidere nel 2027.
Forza Elly, avanti con le idee e con il confronto vero. Meno processi mediatici e più discussione sui problemi reali del Paese.
PD Londa