03/09/2026
Ieri sera ho avuto l'onore come Amministrazione del Comune di Lugo di partecipare a una commemorazione importante che dovrebbe farci pensare molto, copio qui il discorso integrale della Presidente ANPI e il post della Sindaca perché fanno a mio parere molto riflettere. NON DIMENTICHIAMO la storia insegna.
La violenza che diventa ideale e progetto e la negazione di ogni idea e di ogni modo di vivere che non sia conforme alla esaltata volontà di essere superiori
Questo sono nazismo e fascismo: e sono inesorabili nel praticare la loro supremazia; schiavizzano, eliminano, impoveriscono, affamano, disumanizzano, portano la guerra a casa di tutti: il loro unico orizzonte è il potere di vita e morte su tutti gli altri, non solo quelli che cercano di contrastarli.
E gli altri sono quelli che, nonostante tutto, lavorano, studiano, sopravvivono: l'orizzonte di questi altri è essere liberi dall'oppressione della fame, della povertà, della miseria; orizzonte in cui la guerra non è una soluzione, ma una iattura, un disastro, una fonte infinita di dolore e disperazione.
La ricerca nazista e fascista della “superumanità” ha disseminato il mondo di tragedie e continua a farlo e qui a Felisio la tragedia è stata brutale.
Dare valore alla memoria, ricordare, è chiedersi: come è stato possibile che simili indegnità siano potute succedere e poi scegliere per andare in un'altra direzione, ricercare la Pace, in tutte le sue forme.
Gli assassini fascisti delle Brigate Nere di Faenza si attivarono per attuare la rappresaglia ordinata dai nazisti (un soldato tedesco fu ucciso in un non ben chiarito attacco partigiano).
Quello che non si può dimenticare sono l'efferatezza, la brutalità, il cinismo, il disprezzo con cui i fascisti trattarono i nove uomini rastrellati che sapevano essere innocenti.
Oltre ad ucciderli, li derubarono, torturarono, seviziarono, appesero i loro corpi e festeggiarono la loro impresa; poi fecero gettare i cadaveri in una fossa comune, per privarli anche della pietà dei loro cari: cercarono in tutti i modi di offendere e disprezzare le vittime.
Questi personaggi spregevoli e infami hanno aperto una ferita nelle famiglie colpite e nel territorio che ancora sanguina, un dolore che non si rimargina.
Ricordare i nomi degli assassinati e ciò che sappiamo delle loro vite è il nostro tentativo di restituire loro la dignità di cui gli assassini hanno cercato di privarli.
Primo Tampieri
(Nato il 7 gennaio 1911 a Faenza)
Rastrellato a Formellino; mezzadro, nato a Faenza il 7 gennaio 1911. È vedovo con un figlio di sette anni. Ha perso anche la madre morta sotto un bombardamento. Lui stesso ha subito ferite in quell'occasione. Assieme a una sorella sta tornando a casa dal lavoro con in mano un cesto di pere appena raccolte, quando viene catturato.
Dionisio Mazzara
(Nato il 15 luglio 1901)
Viene catturato a Castel Bolognese. Aveva 43 anni al momento della morte. Dionisio Mazzara è di Villanova di Bagnacavallo, dov'è nato il 15 luglio 1901, sposato con tre figli, fabbricante di scope. Quando lo prendono è in casa, incredulo di quanto gli sta accadendo.
Giovanni Caroli
Nato a Faenza il 18 novembre 1903, allevatore e allenatore di cavalli da corsa. Catturato a Formellino, a casa dei Budena (Buldrini).
Luigi Alessandrini
(Conosciuto anche come "Gino" nei registri locali)
Ha compiuto diciannove anni dodici giorni prima. Studente, nipote di Giovanni Caroli. Anche lui catturato a Formellino, a casa dei Budena.
Ferruccio Fiumi
Si trova a casa dei Budena a Formellino e lì viene catturato. È capostazione a Milano e un amico di famiglia. È nato a Forlì l'11 settembre 1901.
Stefano Banzola
(detto Giuliano)
Faentino, nato il 3 agosto 1923. Celibe, vive del suo lavoro di maniscalco, tanto che molti lo chiamano Giuliano. È sfollato da Faenza a Formellino con i genitori dopo i primi bombardamenti sulla città. Quel giorno sta anch'egli tornando a casa, in bicicletta.
Giuseppe Buffardeci
(indicato in alcune lapidi commemorative come "Gino Buffarderci")
Giovane di Palermo nato il 1° gennaio 1919. Era militare; quel 2 settembre è a casa della fidanzata Mary Piccolo, figlia di un ufficiale medico. Catturato a Castel Bolognese.
Angelo Linguerri e Antonio Linguerri
A Pergola vengono presi due contadini, i fratelli Angelo e Antonio Linguerri.
Angelo Linguerri, nato a Riolo il 13 ottobre 1909, è sposato e padre di due bambini.
Antonio Linguerri, nato anch'egli a Riolo il 12 gennaio 1912, è celibe.
Mariarosaria Venturi
per il Direttivo ANPI di Solarolo.
Post della Sindaca di Solarolo:
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