Collettivo Stipaturi

Collettivo Stipaturi . Tendenzialmente çami roçkin. Sempre dalla stessa parte: quella degli ultimi.

Sono passati 46 anni dal 2 agosto del 1980 quando una bomba fece esplodere parte della stazione di bologna uccidendo 85 ...
02/08/2026

Sono passati 46 anni dal 2 agosto del 1980 quando una bomba fece esplodere parte della stazione di bologna uccidendo 85 persone e ferendone centinaia.

Da allora menzogne, depistaggi e insabbiamenti si sono susseguiti nel tentativo di nascondere esecutori e mandanti.

Per questo siamo qui ancora oggi, per ricordare le vittime, certo, ma soprattutto per non dimenticare chi furono i colpevoli di quella strage: i fascisti, la loggia massonica P2 e alcuni settori dello stato.
Costoro nel tentativo di impedire alle forze popolari di prendere il sopravvento, scelsero, con la strategia della tensione, di mandare in frantumi il movimento operaio che in quel periodo lottava e avanzava ottenendo risultati concreti nei diritti sociali.

In un'epoca complessa dove i padroni sembrano aver vinto, dove la propaganda confonde verità e falsità, dobbiamo continuare a tenere lontani dal nostro paese, i fascisti, i nazionalisti e coloro i quali scelgono deliberatamente di opprimerci e di sfruttarci.

Lottare per un'Italia senza padroni e i loro servi fascisti è oggi attuale come non mai.

29/07/2026

NOTA STAMPA COLLETTIVO STIPATURI La parte ancora sana della nostra società ha scelto di manifestare a Cosenza per stringersi intorno al dolore di una madre a cui è stato strappato il figlio: Momo. Abbiamo deciso di esserci per amplificare un messaggio chiaro: l’ingiustizia e la repressione non p...

🔴 Ieri pomeriggio la parte ancora sana della nostra società ha scelto di manifestare a Cosenza per stringersi intorno al...
28/07/2026

🔴 Ieri pomeriggio la parte ancora sana della nostra società ha scelto di manifestare a Cosenza per stringersi intorno al dolore di una madre a cui è stato strappato il figlio: Momo. Abbiamo deciso di esserci per amplificare un messaggio chiaro: l'ingiustizia e la repressione non passeranno.

Momo (Mohamed Amin Bassioud) era un ragazzo come tanti, quello che molti definirebbero immigrato di secondo generazione, era un giovane che aveva certamente compiuto alcuni sbagli ma che non meritava di finire giù dal terzo piano della sua casa. Soffriva da tempo di depressione, aveva compiuto atti di autolesionismo in seguito alla fine del suo sogno di diventare calciatore e alla morte del padre e, allo stesso tempo, era estremamente stressato e in angoscia per il modo in cui i carabinieri portavano avanti le perquisizioni e i controlli a cui era periodicamente sottoposto per gli arresti domiciliari.

Lo stress, la paura, lo smarrimento dovevano aver preso il sopravvento nel suo cuore quando, durante la perquisizione dello scorso giovedì, ha deciso di lanciarsi nel vuoto, ammanettato, senza che nessuno lo fermasse.

Quello a cui abbiamo assistito ieri, durante l'intervento di Nabila (la mamma di Momo), è stato straziante. Nabila ha raccontato con forza e dignità gli ultimi momenti di suo figlio, ha raccontato di come le forze dell'ordine chiuse nella sua stanza lo avessero ammanettato, di come lo stessero minacciando di non farlo più uscire di galera, delle ultime parole di Momo "mamma non ce la faccio più" che ancora ci rimbombano nelle orecchie...
Ma la parte più agghiacciante è stata quando ha rivelato come il vice brigadiere abbia cercato di contaminare la scena correndo giù per togliere le manette a Momo tenendolo fermo con il piede nei suoi ultimi momenti di vita.

Ci siamo trovati di fronte a una madre dilaniata dal dolore che chiedeva giustizia per il proprio figlio ed è quello che insieme a tanti abbiamo gridato ieri per le strade di Cosenza: Giustizia per Momo!

👉La riflessione politica che si apre di fronte a questi fatti è tanto complessa quanto importante per la fase storica che stiamo vivendo.
Ci sono milioni di cittadini nel nostro paese che vivono situazioni di disagio sociale, economico, psicologico, situazioni che si sommano tra loro portando a una marginalizzazione di queste persone che si ritrovano prive del supporto medico, psicologico ed economico dovuto dallo Stato.
Il sistema economico attuale, che predilige il guadagno sulla pelle dei meno abbienti, preferisce investire 20 miliardi in armi piuttosto che nel welfare, d'altronde sappiamo bene che istruzione, sanità, ricerca non generano certo guadagni facili, sono piuttosto fonti di spesa.

La gestione del disagio psichico in Italia è ai minimi termini sotto tutti i punti di vista e lo abbiamo visto nelle scorse settimane anche con la morte di Fakir a Bologna: lo Stato sceglie il contenimento e la repressione al posto dell' assistenza e della cura.
È una storia che conosciamo bene: le istituzioni, che siano di centro destra o di centro sinistra, rispondono con politiche securitarie e repressive all'aumento delle disuguaglianze e dei conflitti sociali che da esse derivano.

A riprova di questo c’è un altro gravissimo fatto accaduto in questi giorni e raccontato dalla mamma di Momo durante il suo intervento: il tentativo da parte delle istituzioni di mettere a tacere la sua voce (tra l’altro una delle poche testimoni del fatto) cercando di comminarle un TSO a firma del sindaco di Cosenza - è così che funziona - non andato fortunatamente a buon fine ma che ci ha lasciato attoniti e disgustati! Il sintomo di una vigliaccheria istituzionale senza precedenti, di una classe politica inetta che non si prende la responsabilità politica delle proprie azioni e che con ogni mezzo tenta di difendere i propri privilegi.

Comprendiamo bene che si tratta di una lotta difficile e complessa, ma è necessario porre un argine alla deriva non solo securitaria e repressiva dei governi che si sono succeduti in questi anni ma soprattutto all’individualismo sfrenato, all’egocentrismo, all’interesse solo per il proprio orticello che permea la nostra società e che ci è imposto dal sistema economico capitalista che ha preso il sopravvento nelle nostre vite.

Dobbiamo recuperare quel senso di collettività che ci contraddistingueva e lottare contro le ingiustizie di questo sistema.
Lo dobbiamo fare per noi, per le generazioni future, per Momo e per tutte le vittime delle ingiustizie e delle disuguaglianze.

Giustizia per Momo!
Momo è vivo e lotta insieme a noi!

Il primo giugno, ad Amendolara, è stata scritta una delle pagine più spietate della storia recente del nostro territorio...
10/06/2026

Il primo giugno, ad Amendolara, è stata scritta una delle pagine più spietate della storia recente del nostro territorio. Quattro giovani lavoratori, quattro braccianti:
• Waseem Khan (29 anni), originario del Pakistan;
• Amin Fazal Khogjani (28 anni), originario dell'Afghanistan;
• Safi Iayjad (27 anni), originario dell'Afghanistan;
• Ullah Ismat Qiemi (19 anni), originario dell'Afghanistan;
sono stati bruciati vivi, bloccati con la forza in una trappola di lamiere da due caporali.

La loro unica colpa è stata quella di aver osato alzare la testa chiedendo il salario che spettava loro, insieme al rispetto della dignità umana e ai propri diritti contro un sistema di sfruttamento brutale e feroce che li voleva schiavi, invisibili e ricattabili.

Ciò che è successo ad Amendolara è il risultato prevedibile e feroce del caporalato, implacabile ingranaggio ad uso di avidi padroni e padroncini, ben oliato da politiche che sempre nel nome del profitto, specie nel comparto agricolo, alimentano questa moderna schiavitù.
Non si tratta di un episodio isolato bensì della diretta conseguenza del modello produttivo capitalista che ha bisogno di corpi da spremere, da sfruttare, da disumanizzare e da trasformare in nemici per poi poterli eliminare bruciandoli - come in questo caso - o abbandonandoli in fin di vita, tutto con il solo scopo di garantire margini di guadagno sempre maggiori a imprenditori senza scrupoli.

Come Collettivo Stipaturi abbiamo partecipato convintamente alla manifestazione di sabato 6 giugno ad Amendolara, non per esprimere un cordoglio di facciata come tanti nomi grandi e piccoli (nazionali e locali) che si sono avvicendati sul palco, ma per gridare che la rabbia dei braccianti, degli immigrati, degli operai e di tutti gli sfruttati è anche la nostra rabbia!

O le nostre vite!
O i loro profitti!

Non volevamo crederci ma alla fine è successo.Nel silenzio più totale, durante la riunione di giunta regionale del 22 ap...
30/04/2026

Non volevamo crederci ma alla fine è successo.
Nel silenzio più totale, durante la riunione di giunta regionale del 22 aprile scorso, su iniziativa della consigliera regionale Pasqualina Straface, all'interno delle iniziative individuate dal "Piano regionale di supporto alle fragilità - Salute e Welfare", Francesco Campana è stato nominato commissario ad acta per la trasformazione delle Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza (Ipab) per “Fondazione Pio Ospizio De Benedictis e M.T. Frega” di Lungro (https://www.regione.calabria.it/regione-ok-giunta-agli-psicologi-nella-case-di-comunita-e-al-piano-antincendio-boschivo-2026/).

La notizia del commissariamento è improvvisa e lascia sgomenti, specie chi auspicava che prima o poi venisse fatta chiarezza sulla situazione finanziaria dell'ente e sulle sue future iniziative, ma la trasparenza evidentemente non è di questo mondo.
Dalla data del nostro ultimo post (https://stipaturi.blogspot.com/2023/06/lungro-prosegue-la-telenovela-del-pio.html) sono trascorsi quasi tre anni, nessuno si è mai preso la briga di rispondere alle nostre domande, nessuno ha fatto mai chiarezza, ci siamo ritrovati a dover rincorrere voci e pettegolezzi sull'andamento della Fondazione, nel frattempo la situazione è degenerata a un punto tale da rendere, a quanto pare, indispensabile l'opzione del commissariamento.

Negli ultimi anni sembrerebbe che il CdA della fondazione abbia subito gravi defezioni, due consiglieri si sono dimessi, ma gli enti che avevano l'incarico di rinnovare le nomine (la fondazione CARIME e la prefettura) hanno ritenuto che non ci fossero le condizioni per la nomina dei sostituti, pertanto si è proseguiti con un CdA azzoppato formato da 3 membri (provincia, comune e parrocchia) che a quanto pare non è riuscito muovere un passo in alcuna direzione. Sarebbe interessante conoscerne le motivazioni!
In questi anni non possiamo negare di aver vissuto con fastidio e imbarazzo le sortite fuori tempo massimo di qualche decaduto consigliere del vecchio CdA del Pio Ospizio che, come abbiamo avuto già modo di dire, cerca di ricostruirsi una verginità perduta con "la scusa" di informare la popolazione sulla situazione dell'ente.

E Ora? Qual è il futuro della fondazione?
Il comunicato stampa parla di trasformazione dell'ente, sappiamo bene che in base alle ultime normative è in atto un riordino delle Ipab ma ciò che più ci preme è: saranno prese in considerazione e tutelate le volontà testamentarie del De Benedictis? La fondazione è un bene comune, questo commissariamento la riporterà a disposizione delle necessità dei cittadini?

Restiamo in trepidante attesa di un ultimo atto di trasparenza affinché tutto venga chiarito pubblicamente di fronte alla popolazione lungrese.

🔴La maggior parte dei   non ha combattuto per la società che oggi abbiamo in Italia e neanche per quella che vorrebbero ...
25/04/2026

🔴La maggior parte dei non ha combattuto per la società che oggi abbiamo in Italia e neanche per quella che vorrebbero le opposizioni.

Hanno combattuto per un Paese che si schierasse sempre con i popoli oppressi, non solo quando conviene sul piano elettorale.

Per il diritto alla salute sempre, non solo quando il mercato dà il permesso.

Per l'abolizione della guerra imperialista, senza fare eccezioni quando a scatenarla sono i nostri "alleati".

Per l'abolizione dello sfruttamento, non per il "salario minimo".

Il non è una ricorrenza!
Ora e sempre, !

🔴Quando perde un fascio è sempre una buona notizia!La sonora disfatta dell'ultra-nazionalista Orban, alle elezioni di ie...
13/04/2026

🔴Quando perde un fascio è sempre una buona notizia!
La sonora disfatta dell'ultra-nazionalista Orban, alle elezioni di ieri in Ungheria, è certamente un fatto positivo, tuttavia non riusciamo ad accodarci ai giubili dei sinistrati nazionali, locali e un po' provincialotti che tronfi della disfatta del miglior amico di Giorgia e Matteo (che sempre di più si conferma come il re Mida al contrario, il suo sostegno equivale al bacio della morte!), esultano al grido di "il tempo della destra è finito".

👉Cerchiamo di essere chiari: a trionfare è stato un politico della destra conservatrice: Petér Magyar è infatti cresciuto politicamente e organicamente nel partito di Orban, il suo unico lato positivo, a detta dei giubilanti, sarebbe quello di essere a favore dell'Europa. Quello che ci viene spontaneo chiederci a questo punto è: quale Europa? Quella che appoggia incondizionatamente Israele? Quella del piano Rearm Europe? Quella delle manovre lacrime e sangue fatta a colpi di tagli orizzontali a istruzione, sanità e cultura?

Ah no!

Forse quella che accetta senza batter ciglio le politiche USA, che approva la guerra contro l'Iran e il colpo di stato in Venezuela? O quella che accetta che il popolo cubano venga soffocato dal "bloqueo" illegittimo che strangola l'isola da oltre 60 anni? Questa è l'Europa per cui ci dovremmo rallegrare e a cui dovremmo dare appoggio?

🧐I progressisti nostrani continuano a festeggiare per le vittorie di qualcun altro consolidando una becera - e molto sinistra - tradizione: il cosiddetto "voto utile" e il "menopeggismo" che sono due delle peggiori derive politiche del nostro paese atte ad oscurare qualsiasi tentativo di costruzione di un movimento politico popolare che abbia come scopo l'interesse collettivo e non l'interesse finanziario di pochi. Non abbiamo imparato nulla da quando esultammo per la caduta di Berlusconi da cui nacque il governo lacrime e sangue Napolitano-Monti, una vergogna nella storia della repubblica italiana. Nella nuova postura internazionale anche la destra più becera è accettata se a favore dei cangevoli valori occidentali-europei e di politiche guerrafondaie in un'ottica NATO.

☝️È chiaro come in questi anni Orban avesse trasformato il suo paese in una democrazia illiberale con una legge elettorale mista maggioritaria, una giustizia sotto il controllo dell'esecutivo e sdoganando i più beceri rigurgiti ultra nazionalisti e neonazisti (non vi ricorda niente?). In Ungheria 16 anni di governo sono stati sufficienti per richiedere un cambiamento e Magyar ha risposto a pieno a queste esigenze in un'ottica di riposizionamento filo-europeista che fa tanto fremere le parti intime ai sinistrati-liberal-ecologisti, i quali non si rendono conto di come alcune questioni di fondo restino irrisolte (come ad esempio la forte dipendenza ungherese dagli asset energetici russi). Il nuovo primo ministro Magyar potrà anche aver detto che riformerà la giustizia, ma queste iniziative non possono essere immediate, potrebbe volerci del tempo o potrebbe mancare la volonta di farlo, alla stregua dei governi dei governi PD-pentastellati che non fecero un passo verso l'eliminazione dei decreti sicurezza di Salvini.

🔴Alla prova dei fatti nel parlamento ungherese attuale siederanno 3 partiti: uno di destra conservatore, uno di estrema destra nazionalista e uno di ultra destra filo nazista.
C'è poco da festeggiare.

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