21/02/2019
Cara amica, o caro amico che stai leggendo, con queste prime parole apro questo scritto che cercherà di esporre "l'anima" del percorso che andremo ad affrontare, un viaggio nella visione profonda (darshana) dello yoga e della rivelazione non-duale (Advaita). Mentre la prima parte della pratica, il percorso di yoga tantrico kundalini, pur trattando aspetti dell'energia sottile riesce comunque a mantenere una connessione con la logica esperenziale, quando entriamo nel campo della non-dualità ogni cosa perde il suo significato e ci troviamo in un territorio completamente nuovo e non concettualizzabile. Le righe che seguono sono dedicate proprio a questa tematica e mi scuso per la lunghezza di questo post ma il tema trattato lo ritengo fondamentale per il proseguo.
Inizio col dire che la rivelazione non-duale può essere contemplata da diverse prospettive, ma essenzialmente parte da un presupposto totalmente duale, ovvero che la coscienza è distinta dalla mente. Questo perché l'esplorazione non segue una logica concettuale, non si preoccupa di contradire se stessa, ma è proiettata a creare una “breccia” nella struttura mentale in modo da lasciar emergere l'ignoto. Così il percorso più pratico è quello di prendere atto della distinzione tra il corpo-mente e l'Essere Consapevolezza e in questo modo, li nel mezzo, lasciare che si crei la “fenditura” per l'affioramento.
Nello stato esistenziale ordinario, coscienza e mente sono sovrapposte e fuse tra loro, così la coscienza, che è la facoltà del conoscere, si mescola alla mente che è invece un suo oggetto di conoscenza. Accade così che ciò che più intimamente “è”, coscienza, viene offuscata dalle manifestazioni fisiche-mentali e rimane come contratta in esse dando vita alla percezione illusoria dell'entità unica e separata dal resto “corpo mente-coscienza” e poi, al di là il mondo esterno. Questa errata percezione esistenziale è “avidya” l'ignoranza metafisica radice di ogni dolore.
Nel silenzio dello stabile permanere nella pura coscienza, affiora l'esperienza di realtà non ordinaria, l’accesso all’intuizione supercosciente. “Scollata” dai meccanismi difensivi psichici e dalle sovrapposizioni identificatorie, la pura coscienza si manifesta nella sua libertà, nel suo essere vuota e pura, diventando così un campo libero da barriere mentali e dall'assorbimento nel senso “dell'io” (Ahamkara).
C'è totalità, questo è ciò che viene indicato. La frammentazione che sperimentiamo è sempre totalità che appare separata e la separazione è ancora totalità che così si esprime. Ma questa totalità nel suo substrato rimane comunque unica, non molteplice, omogenea, immacolata, appunto non-duale. A dire il vero questo termine "non-duale" vuole andare ancora oltre, si spinge al di là della coscienza stessa e di ogni possibile concettualità, qualunque essa sia, al di là quindi della parola "non-duale", ma questo è un discorso che aquisterà senso durante il percorso.
La parola Yoga significa "unire, unione", ed è proprio a questa inconcepibile totalità che si riferisce. Realizzare lo Yoga significa compiere questo balzo, dal relativo alla
totalità assoluta, evento che determina ciò che viene indicato con la parola "illuminazione-liberazione".
Proprio questo ultimo punto è al centro di infinite discussioni. In questo ultimo decennio la rivelazione non-duale ha preso molto campo, si è molto diffusa ma si tratta di un approccio ancora "giovane" e quindi soggetto a fraintendimenti. Oggi assistiamo a una sorta di isteria intorno a questo argomento, dibattiti accesi sulla parola illuminazione, sulla figura del guru e soprattutto sul fatto che questo "balzo" dal relativo all'assoluto non possa essere indotto, ma possa avve**re solo spontaneamente, realizzarsi naturalmente o solo apparentemente attraverso lo sforzo e la volontà, ma anche qui siamo ancora nel concetto e se vogliamo aprire un dibattito su questa posizione che molti sostengono come condizione imprescindibile, entriamo nella spirale di un rompicapo che si risolve in un nuovo rompicapo.
La non-dualità e il mistero esistenziale si risolvono solo nel silenzio. Affermare quindi che questa cosiddetta illuminazione, questa sorta di balzo prospettico, possa avve**re solo spontaneamente o al contrario essere indotto volontariamente, ha la stessa equivocità intellettiva di tutto il resto. D'altronde, come possiamo mettere condizioni e limiti a ciò che è illimitato e incondizionato?
"Neti neti – ne questo ne quello", qui è racchiusa la risposta ad ogni discussione.
Nel mio piccolo ciò che posso dire è che ci troviamo in un concetto illusorio molto più travolgente, misterioso e indescrivibile di qualsiasi cosa possiamo immaginare e che anche le rivelazioni dei stessi saggi vanno accolte senza porre i sigilli dell'assolutezza totale. Si dice che per un saggio affermare una cosa o l’altra non è affar suo, le parole, come un fiume che scorre naturale, fluiscono armoniose nelle correnti della risonanza, si esprimono in questo o in quel modo in sintonia con l’interlocutore, in sintonia con la comunità che intorno a essi si è formata.
Più realmente, ogni cosa possiamo dire riguardo spirito e materia, sarà sempre relativa, costituita da un fondamento sostanzialmente irreale. Capire questo ci alleggerisce dalla densità delle prese di posizione e dalla nostra ambizione personale. La realtà insegue in cerchio se stessa.
Stupirsi. Se non c’è meraviglia e stupore, se abbiamo incasellato la rivelazione, la strada è stata perduta.“Neti neti – ne questo ne quello”. Tutto questo, tutto quanto, è un’inconcepibile riverbero privo di reali riferimenti cui aggrapparci. Questo è l’Asparsavada Yoga, lo yoga senza sostegno, il terminale di ogni via spirituale.
Il grande mistero dell'esistenza non potrà mai essere dedotto, quindi deve essere approcciato con grande leggerezza e apertura. Il termine "Totalità-Unità" è una suggestione, una suggestione sulla quale, in modalità più o meno aperte o nascoste e in diverse sfumature, ogni percorso spirituale è fondato. Chi pratica o ha interesse nel campo religioso e olistico, conosce bene le affermazioni "tutto è Dio" e "tutto è Uno", quindi non parliamo di un argomento segreto. Detto ciò sono poi in pochi coloro che approfondiscono la ricerca e senza approfondimento difficilmente possono trasparire le implicazioni esistenziali che la non-dualità comporta. Questa esplorazione, mano a mano che si dispiega, apre a scenari sempre più illusori e vacui spingendosi sempre più verso l'ignoto.
Il mio mentore Sri Ramana Maharshi ha indicato quale via per la ricerca (l'Atma Vichara) il metodo di autoindagine “Ney Yar”, “Chi sono io?”, un'investigazione sul “Sè” molto semplice e diretta, ma che se non supportata da fondamenta in grado di accoglierla può facilmente essere travisata e indirizzare al fraintendimento. Il nostro percorso sarà un viaggio profondo all'interno della Maya, l'illusione esistenziale, un viaggio che possa creare i presupposti per avvicinarci più “nudi” all'Atma Vichara (pratica “ney yar”). Il percorso è astratto, diretto verso la vacuità concettuale e questo ci trasporterà naturalmente verso l'Asparsavada Yoga, lo yoga senza sostegno.
La mancanza di sostegno, indica l'impossibilità di appoggiarci a qualsiasi filosofia razionale, qui entriamo nel regno dell'inconcepibile ed è qui che mi rivolgo alla maturità spirituale del praticante, maturità intesa non come un qualcosa di elevato o trascendentale, ma più semplicemente come disponibilità ad aprirsi a tematiche che al concetto razionale non possono che apparire incredibili, quale sensibilità di accettare e accogliere un modo di comunicare che contraddice le sue stesse parole, che parla di te e di me, di mente, d’intenzionalità e di ricerca, ma che subito dopo pone in una luce di illusorietà la loro esistenza.
Quindi, liberi da limitazioni, quella che percorreremo è un’esplorazione intima nell’illusorietà relativa dell’io”, la via più diretta, un viaggio in questa sensazione di “me-individualità” che sovrapponendosi alla manifestazione, oscura la trasparenza nascondendola nell’identificazione con l’apparenza.
La contemplazione discriminativa (Viveka) sarà il mezzo impiegato per portare avanti questa ricerca.