Liberi e Uguali - Prov. Macerata

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17/06/2018

Riflessioni a margine dell’inchiesta su Parnasi. A proposito di Roma, dell’abolizione del finanziamento pubblico e del vecchio intramontabile trasversalismo

05/06/2018
31/05/2018

IL TEMPO DELLA GENEROSITA’ E DELLA CHIAREZZA
Proposta alle forze politiche e sociali della sinistra e del campo democratico

La crisi istituzionale davanti a cui ci troviamo affonda le radici nella crisi del sistema politico e ancor di più in quella economica che ha minato profondamente la coesione sociale e che oggi mette in discussione la tenuta stessa della nostra democrazia.
La precarietà e l’aumento smisurato della povertà e delle disuguaglianze hanno alimentato insicurezze e paure che oggi costituiscono la base sociale del consenso con cui la Lega e il Movimento 5Stelle provano a dare un governo al paese nel segno di una regressione sul piano culturale, dei diritti e del rispetto delle istituzioni.
Non a caso l’offensiva politica nei confronti del Presidente della Repubblica ha assunto i toni di un vero e proprio assalto all'autonomia del Quirinale, fino alla ridicola richiesta di messa in stato di accusa avanzata dal M5S. I partiti che hanno tentato di piegare la Costituzione in questo frangente inaugurano oggi un disegno pericoloso: la trasformazione del Presidente della Repubblica in un mero passacarte, del Parlamento nell’esecutore di un Contratto di Governo scritto altrove, dell'esecutivo nel dominus assoluto. Per questo riteniamo la difesa delle istituzioni repubblicane un dovere morale davanti a nuove derive autoritarie.
Siamo davanti ad una crisi di legittimità delle istituzioni che riguarda in primo luogo la dimensione europea. Crisi che affonda le radici in un processo di integrazione incompleto, basato prevalentemente sulla moneta e sul sistema finanziario e non innanzitutto sulla coesione sociale e la democrazia.
La crisi che attraversa oggi il nostro Paese è figlia anche di questa impalcatura istituzionale che rischia di mettere in discussione la stessa autonomia delle democrazie rappresentative. Lo testimoniano le parole sconsiderate del Commissario europeo per il bilancio Oettinger, che segnalano la distanza abissale tra le tecnocrazie ed i popoli europei, così come la vicenda che ha riguardato la nomina del Ministro dell’Economia, che pone una questione rilevante e inedita relativa alla natura del rapporto tra la democrazia e i mercati. Questione molto seria che non può essere affrontata con forzature come quelle del M5S e della Lega che servono più a costruire il consenso elettorale che ad affrontare realmente il problema.
Questione democratica e questione sociale non possono quindi essere scollegate. Serve capire a fondo la natura di questa crisi per potere immaginarne il suo superamento, fare i conti con le politiche che hanno determinato le condizioni attuali.
Per dirla in poche parole serve mettere in campo una nuova proposta che si opponga alla nuova destra rappresentata oggi da Lega e M5S ad alle politiche di austerità che hanno permesso la loro ascesa.
Serve quindi una svolta, una radicale discontinuità con le politiche degli ultimi anni, un programma fondamentale chiaro, netto, che abbia al centro innanzitutto la parte più debole del paese, quella che ha pagato il prezzo più alto della crisi.
La priorità deve essere la lotta senza quartiere alla svalorizzazione del lavoro: serve una legislazione che limiti la reiterazione di contratti precari all’infinito, che dia attuazione alla carta dei diritti promossa dalla Cgil, che riformi radicalmente il sistema previdenziale riducendo l’età pensionabile, che intervenga sulle delocalizzazioni selvagge. Il Mezzogiorno deve tornare ad essere centrale, con una nuova politica di investimenti diretti. Bisogna chiudere definitivamente l’epoca dei condoni fiscali e contrapporre alla Flat tax un principio semplice e chiaro: chi ha di più paga di più, contribuendo ad alleggerire il peso delle imposte sul ceto medio impoverito. Bisogna finalmente garantire un reale ed esigibile diritto alla cura.
In campo europeo serve una proposta di revisione dei trattati, a partire dal patto di stabilità che soffoca gli investimenti senza contribuire a ridurre il debito, dalla modifica del Fiscal compact che vada nella direzione di una golden rule relativa a spese di investimento anche nazionali e quelle per ricerca, sviluppo e innovazione. Dobbiamo ripensare nuove politiche migratorie che promuovano l'apertura immediata di corridoi umanitari garantendo «canali di accesso legali e controllati» attraverso i Paesi di transito a chi scappa da persecuzioni, guerra e conflitti per mettere fine alle stragi in mare e in terra, e quindi debellare il traffico di esseri umani, anche con una nuova politica dei visti.
In caso di elezioni nei prossimi mesi, Liberi e Uguali, nella consapevolezza della drammaticità di questo passaggio, chiede a tutte le forze politiche e sociali della sinistra e del campo democratico di aprire un confronto per verificare la possibilità di una nuova proposta per il paese.
Convinti che se la partita elettorale si trasforma nel bipolarismo tra insider e outsider, euroentusiasti ed euroscettici, rigoristi e sovranisti a pagarne il prezzo più alto sarebbe in primo luogo il Paese.
Non serve quindi un indistinto fronte repubblicano, un’ammucchiata in difesa dell’esistente, ma una proposta che sappia ricucire le divisioni del passato dentro una nuova stagione politica. Serve una scossa! Serve un nuovo campo di forze che parta dalla necessaria discontinuità di contenuti, di metodi, di gruppi dirigenti.
Serve far emergere la capacità di rispondere alle sofferenze e alle paure di vasti strati della popolazione.
Ci rivolgiamo in primo luogo a tutti coloro che hanno a cuore la difesa della democrazia costituzionale, il destino di una Europa sociale non dominata dall'austerità, la lotta alle diseguaglianze economiche, territoriali, generazionali e di genere.
Nel caso in cui nascesse un governo politico di destra, oltre alla ferma opposizione nel Parlamento e nel Paese, daremo immediato avvio al percorso politico di Liberi e Uguali, così come deciso nell'Assemblea nazionale di sabato 26 maggio.

Siamo consapevoli che la sfida che abbiamo davanti è più importante del destino degli attuali gruppi dirigenti e delle singole organizzazioni. Questo è il tempo della generosità, ma anche della chiarezza e noi siamo pronti a fare la nostra parte.

Pietro Grasso
Leader di Liberi e Uguali

22/05/2018
12/05/2018

La mia proposta è che al più presto si convochi l'assemblea nazionale di Liberi e Uguali, e che da quel giorno si faccia partire un percorso costituente con un obiettivo preciso: trasformare quella che è stata una lista elettorale in un partito politico come previsto dall'articolo 49 della Costit...

23/04/2018

Nella tragedia del terremoto, nelle sue dimensioni, nei ritardi troppi, nella burocrazia che impera, nella confusione delle norme e degli ostacoli che impediscono ancora l’avvio della ricostruzione, pubblica e privata; c’è ancora la gestione dell’emergenza che deve terminare e c’è la partita della costruzione delle SAE, ancora purtroppo lontana dall’essere terminata. E scopriamo che nei cantieri sono impiegati lavoratori senza il rispetto delle norme sulla sicurezza, sul diritto ad una retribuzione equa, sottoposti a turni di lavoro inaccettabili e addirittura impiegati in nero. Questo è quanto risulta, da controlli effettuati dalla CGIL e da autodenunce di alcuni, pochi lavoratori. In un sistema dove attraverso il meccanismo dei subappalti e della pura logica al massimo tornaconto, per strada si perdono i diritti e la dignità dei lavoratori ed anche la garanzia del ruolo dello Stato, che manca colpevolmente nel sistema dei controlli.

Intendiamo ringraziare chi, le forze sociali ed i lavoratori, hanno fatto emergere questo quadro triste e preoccupante, e nel contempo chiedere a tutti i soggetti istituzionali una maggiore attenzione e puntualità nelle risposte, facendosi carico anche del rapporto con le ditte coinvolte e facendo chiarezza su tutta la vicenda.

Una vicenda che riguarda tutti e che per la nostra parte seguiremo con gli strumenti che abbiamo, in Regione ed in Parlamento.


- Coordinamento Leu Marche

22/04/2018

Stamattina una delegazione di Liberi e Uguali della Provincia di Macerata e del Coordinamento regionale, ha partecipato al presidio indetto dai sindacati davanti alla Teuco di Montelupone.

Sono più di 100 i dipendenti che non percepiscono più lo stipendio dal luglio scorso, in assenza di cassa integrazione da gennaio e che cercano di andare avanti con enorme fatica, attingendo anche dalle loro risorse messe da parte per la pensione ipotecando così anche il loro futuro.

Il copione di questa vicenda è purtroppo ben noto ed assomiglia a molti altri già visti nella nostra provincia e non solo: i fondi stranieri rilevano la maggioranza della società, guadagnano il più possibile e poi annunciano chiusure e licenziamenti comportandosi come veri e propri predatori.



Liberi e Uguali, fin dall'inizio, ha posto il lavoro sempre al centro del proprio programma, criticando aspramente la mancanza di tutele contro questi atteggiamenti dei grandi gruppi e presentando anche in questa legislatura molte proposte per ridare dignità al lavoro come un grande piano di investimenti pubblici, la reintroduzione dell'articolo 18, un piano contro le delocalizzazioni e un vero reddito di dignità per chi non ha lavoro.

Oggi, purtroppo, il resto della politica era assente davanti ai cancelli della Teuco, evidentemente poco interessata visto che la campagna elettorale è ormai finita da quasi due mesi. Liberi e Uguali, oltre a esprimere vicinanza a tutti i lavoratori coinvolti, ha messo a disposizione i suoi rappresentanti in Consiglio regionale e in Parlamento per tenere alta l'attenzione sulla vicenda.

22/04/2018

COMUNICATO LIBERI E UGUALI CIVITANOVA
21.4.2018

Abbiamo letto dai giornali che nella stessa maggioranza si contesta l’operato della giunta e del sindaco di Civitanova Marche.

Il tema attuale è quello relativo alla graduatoria per le assunzioni al Paolo Ricci che può essere utilizzata anche da altri enti, nella quale è stata inserita in buona posizione la moglie del sindaco, attraverso una selezione basata su di un bando e su criteri non discussi e non approvati dal cda, secondo quanto espresso sulla stampa; e si contesta inoltre da parte di un componente di maggioranza che anche la commissione esaminatrice non sarebbe stata composta secondo i criteri stabiliti nel cda; la stampa ha dato infine notizia che il componente di maggioranza del cda che contesta quanto avvenuto si è dimessa dall’incarico per estraneità del modus operandi contestato, alla propria caratura morale ed alla propria professionalità. Si sottolinea che la posizione del componente di maggioranza ha poi trovato solidarietà in altro componente del cda, di minoranza.

Sono poi di questi giorni ulteriori sollecitazioni al sindaco affinché superi la mancata applicazione della norma antidiscriminatoria circa gli incarichi di giunta, per la quale è stata richiesta l’applicazione di una sanzione da 10.000 euro, che sarebbero destinati evidentemente a gravare sulle risorse del bilancio, con possibili ricadute sulla cittadinanza.

Non da molto altre dimissioni vi sono state nel cda dell’Azienda Teatri per forti contrasti con la giunta cittadina; ciò tra l’altro nella stessa Azienda Teatri era avvenuto all’indomani dell’insediamento di questa amministrazione.

L’attuale giunta cittadina ha ereditato dalla precedente amministrazione un progetto complessivo già finanziato per la viabilità di Civitanova, ma lo sta snobbando nonostante che sia essenziale date le attuali strozzature del traffico, per un nuovo sviluppo di questo comune, utile a superare la crisi produttiva che ci attanaglia e che già ha messo in forte difficoltà numerosi lavoratori e le loro famiglie.
Ciò in particolare dal punto di vista dello sviluppo dell’attività turistica, essendo stato completato già da tempo l’asse della SS77 che ci collega con l’Umbria e con una serie di importanti arterie stradali che seguono, per le quali è stato possibile raggiungere velocemente le nostre realtà poco conosciute, ma apprezzabili, da parte dei cittadini di altre regioni che però si trovano alla conclusione della 77 difronte all’ostacolo della scarsa viabilità comunale.

Infine, nessun seguito è stato dato alla richiesta avanzata da componenti dell’opposizione e dall’Associazione Partigiani per la convocazione del consiglio comunale sulla discussione ed approvazione di una mozione antifascista, con all’oggetto: l’affermazione comune di valori antifascisti, la negazione di spazi pubblici a movimenti neofascisti e la celebrazione della giornata del 29 giugno che ha visto la liberazione della città di Civitanova Marche.

Ma, ci chiediamo, l’attuale esperienza amministrativa al Comune di Civitanova per cosa si qualifica, se non per l’intensa propaganda del periodo elettorale, nella quale sono stati sottolineati fino all’esasperazione problemi che attualmente invece di risolversi si sono aggravati?

E’ necessaria una forte riflessione sullo stallo economico e sociale del nostro comune e sulla gestione amministrativa fortemente contestata, rispetto alla quale la questione della graduatoria del Paolo Ricci è solo l’ultimo degli eventi.

LIBERI e UGUALI CIVITANOVA MARCHE

22/04/2018

COMUNICATO LIBERI E UGUALI CIVITANOVA
21.4.2018

Abbiamo letto dai giornali che nella stessa maggioranza si contesta l’operato della giunta e del sindaco di Civitanova Marche.

Il tema attuale è quello relativo alla graduatoria per le assunzioni al Paolo Ricci che può essere utilizzata anche da altri enti, nella quale è stata inserita in buona posizione la moglie del sindaco, attraverso una selezione basata su di un bando e su criteri non discussi e non approvati dal cda, secondo quanto espresso sulla stampa; e si contesta inoltre da parte di un componente di maggioranza che anche la commissione esaminatrice non sarebbe stata composta secondo i criteri stabiliti nel cda; la stampa ha dato infine notizia che il componente di maggioranza del cda che contesta quanto avvenuto si è dimessa dall’incarico per estraneità del modus operandi contestato, alla propria caratura morale ed alla propria professionalità. Si sottolinea che la posizione del componente di maggioranza ha poi trovato solidarietà in altro componente del cda, di minoranza.

Sono poi di questi giorni ulteriori sollecitazioni al sindaco affinché superi la mancata applicazione della norma antidiscriminatoria circa gli incarichi di giunta, per la quale è stata richiesta l’applicazione di una sanzione da 10.000 euro, che sarebbero destinati evidentemente a gravare sulle risorse del bilancio, con possibili ricadute sulla cittadinanza.

Non da molto altre dimissioni vi sono state nel cda dell’Azienda Teatri per forti contrasti con la giunta cittadina; ciò tra l’altro nella stessa Azienda Teatri era avvenuto all’indomani dell’insediamento di questa amministrazione.

L’attuale giunta cittadina ha ereditato dalla precedente amministrazione un progetto complessivo già finanziato per la viabilità di Civitanova, ma lo sta snobbando nonostante che sia essenziale date le attuali strozzature del traffico, per un nuovo sviluppo di questo comune, utile a superare la crisi produttiva che ci attanaglia e che già ha messo in forte difficoltà numerosi lavoratori e le loro famiglie.
Ciò in particolare dal punto di vista dello sviluppo dell’attività turistica, essendo stato completato già da tempo l’asse della SS77 che ci collega con l’Umbria e con una serie di importanti arterie stradali che seguono, per le quali è stato possibile raggiungere velocemente le nostre realtà poco conosciute, ma apprezzabili, da parte dei cittadini di altre regioni che però si trovano alla conclusione della 77 difronte all’ostacolo della scarsa viabilità comunale.

Infine, nessun seguito è stato dato alla richiesta avanzata da componenti dell’opposizione e dall’Associazione Partigiani per la convocazione del consiglio comunale sulla discussione ed approvazione di una mozione antifascista, con all’oggetto: l’affermazione comune di valori antifascisti, la negazione di spazi pubblici a movimenti neofascisti e la celebrazione della giornata del 29 giugno che ha visto la liberazione della città di Civitanova Marche.

Ma, ci chiediamo, l’attuale esperienza amministrativa al Comune di Civitanova per cosa si qualifica, se non per l’intensa propaganda del periodo elettorale, nella quale sono stati sottolineati fino all’esasperazione problemi che attualmente invece di risolversi si sono aggravati?

E’ necessaria una forte riflessione sullo stallo economico e sociale del nostro comune e sulla gestione amministrativa fortemente contestata, rispetto alla quale la questione della graduatoria del Paolo Ricci è solo l’ultimo degli eventi.

LIBERI/E UGUALI CIVITANOVA MARCHE

19/04/2018

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