Futuro Possibile

Futuro Possibile Blog aperto al dialogo e alla discussione del gruppo "Uniamoci per Macomer"

Luogo di discussione sulla politica di Macomer e del Marghine promosso dal gruppo politico

20/07/2022

IL PASTICCIO DEL CONSORZIO INDUSTRIALE E TOSSILO SPA FIRMATO SUCCU E RUBATTU
Un inceneritore, quello di Roma, rischia probabilmente di far cadere il Governo con maggiori consensi parlamentari nella storia repubblicana, mentre un altro, quello di Tossilo, non riuscirà di certo a far cadere il peggiore e più imbarazzante governo nella storia della città di Macomer.
Ce lo raccontano le cronache di questi giorni, nelle quali i nostri valenti amministratori comunali hanno dato una grande prova di sé dimostrando, ancora una volta, la loro reale natura.
Il sindaco Antonio Succu e l'assessore all'Ambiente Andrea Rubattu dichiarano alla stampa e alla televisione che non sanno perchè qualcuno vorrebbe chiudere la Tossilo Spa che gestisce il sistema di trattamento dei rifiuti di Macomer, gravata da circa 4 milioni di debiti.
Come Alice nel Paese delle meraviglie i due sembrano svegliarsi in un mondo parallelo e vedere per la prima volta quello che, agli occhi di chi segue le questioni locali col solo interesse per il bene pubblico, era una realtà ormai consolidata: la Tossilo Spa perdeva soldi, anche prima che si fermassero gli impianti di incenerimento.
E' il codice civile che regola in maniera precisa la chiusura di una Società di capitali gravata da così tanti debiti.
Se comprendiamo la disattenzione del sindaco, impegnato in questi ultimi anni a difendersi da accuse infamanti che tutti speriamo possano essere smentite dal processo che lo vede protagonista, più difficile è da capire la disattenzione dell'assessore comunale all'Ambiente.
Una possibile chiave di lettura di questa distrazione ce l'ha data lui stesso circa un anno fa quando, dopo le sue poco credibili dimissioni in piena pandemia, poi immediatamente rientrate, descrisse il suo impegno in Comune come quello di un uomo (testuali parole) che era: “ventre a terra, schiena dritta e natiche ben salde sulle poltrone”. Ecco scoperto l'arcano! Se l'assessore avesse sollevato le natiche dalle poltrone si sarebbe reso conto della situazione che gravava sul Consorzio industriale e sull'inceneritore. Avrebbe scoperto che il Consorzio era commissariato dal 2008 e che, dal 2012, c'era una delibera congiunta dei Comuni di Macomer e Borore, per trovare una nuova strada per costituire un’ altra realtà consortile che desse maggiore voce in capitolo alle comunità locali.
Avrebbe scoperto che la Tossilo Spa perdeva soldi anche quando continuava a incenerire i rifiuti e che il problema di gestione di quella società era strutturale. Avrebbe capito che Consorzio e Tossilo Spa sono di fatto la stessa cosa da quando la compartecipata ha perso il suo socio privato e che aver trascurato colpevolmente le sorti del Consorzio industriale è la causa prima delle difficoltà in cui oggi versano la società e di conseguenza i suoi lavoratori.
Ciò che più rattrista, in questa storia, è proprio che questi amministratori gestiscono l'intera vicenda di Consorzio industriale e inceneritore, utilizzando gli operai che rischiano di perdere il posto di lavoro, come veri e propri scudi umani dietro i quali nascondersi per cancellare le loro enormi responsabilità politiche e amministrative.
Succu e Rubattu, insieme, dicono che la colpa è della Regione e del Commissario liquidatore. C'è sempre qualcun altro su cui scaricare colpe e responsabilità.
Le poltrone, d'altronde, servono per poggiarci le natiche e non per prendersi pubblicamente responsabilità che i cittadini possano verificare. La situazione di Consorzio e Tossilo Spa è talmente intricata, ma anche talmente chiara, che è possibile che anche la Regione possa avere responsabilità anche gravi su ciò che è successo e che succederà. Non potrà certo imputargliele comunque chi, in questi anni, è stato troppo distratto da preoccupazioni personali, anche se presunte, o da chi aveva le natiche troppo attaccate alla poltrona tanto da non rendersi conto di ciò che era sotto gli occhi di tutti i cittadini. Non potrà imputargliele chi, passando dall'opposizione alla prima Giunta Succu osteggiava la
realizzazione del nuovo inceneritore per poi passare subito dopo a svolgere il ruolo di assessore nella seconda Giunta Succu diventando, del nuovo inceneritore, un forte sostenitore.
Sotto una lettera del Commissario liquidatore del Consorzio industriale che descrive un quadro ben diverso di quello che i nostri amministratori hanno voluto far credere all’opinione pubblica in questi anni. Basta leggerlo per capire il grado di ipocrisia, inaffidabilità e scarsa collaborazione che il Comune di Macomer ha tenuto in questa difficile vicenda. Ciascuno potrà farsi un’idea più chiara sulle reali responsabilità in campo. Mostra meno

Il futuro del Consorzio industriale di Tossilo segnato dall'incapacità del ComuneIl prossimo 30 giugno scadono i termini...
24/06/2022

Il futuro del Consorzio industriale di Tossilo segnato dall'incapacità del Comune

Il prossimo 30 giugno scadono i termini assegnati dalla Regione Sardegna per la definitiva liquidazione dei Consorzi industriali sardi fra cui quello di Tossilo.Il Comune di Macomer arriva a questo appuntamento, come a tutti quelli rilevanti che ha dovuto affrontare, con un ritardo e un'approssimazione che ne hanno qualificato l'attività in tutti questi ultimi nove anni. Deciso dalla Regione con Delibera dello 29 dicembre 2021, quel termine prevedeva che, qualora i Comuni di Macomer e Borore non avessero accettato formalmente il subentro nella gestione dell'area industriale tramite una delibera degli Enti consorziati, la stessa area industriale sarebbe stata trasferita entro 30 giorni in favore del Consorzio industriale della Sardegna centrale di Nuoro-Ottana.
Dopo non aver fatto praticamente nulla al riguardo e ora che il passaggio di Tossilo al Consorzio Asi sembra imminente, il Comune di Macomer grida alla scandalo, mettendo in campo una balbettante richiesta di intervento alla Regione perchè ripiani i debiti del Consorzio e della Società Tossilo Spa a cui fanno capo il nuovo inceneritore e il sistema di trattamento dei rifiuti solidi urbani per scongiurare che lo stesso Consorzio di Tossilo finisca per essere considerato unConsorzio di serie B nel panorama regionale.
Ciò che più stupisce in questa vicenda, del Comune di Macomer, è l'atteggiamento pretenzioso di un ente che dopo essersi disinteressato per anni delle sorti della sua area industriale e delle attività in essa ospitate, non sappia oggi far altro che mendicare circa 6 milioni di euro per ripianare perdite che sono il frutto anche di politiche disastrose su cui lo stesso Comune avrebbe potuto e dovuto interve**re nel corso di questi anni. Non un accenno, in questa delicata fase, sul possibile futuro gestionale e industriale di un sito che da troppo tempo è abbandonato a sé stesso e di conseguenza sottoposto a una precarietà ormai strutturale.
Nulla il Comune di Macomer ha detto né tanto meno fatto quando scelte politche scellerate, animate da non si sa quali intenti strategici, hanno privato il Consorzio del servizio di depurazione che rappresentava sia finanziariamente che dal punto di vista industriale un' eccellenza nel panorama regionale. Qualcuno a Cagliari decise per il suo passaggio ad Abbanoa nel silenzio generale se non col consenso e nella complicità degli attuali amministratori di Macomer.
Non una parola viene detta oggi sul possibile avvio e sulla gestione del nuovo inceneritore di Tossilo i cui lavori sono finiti ormai da tempo ma di cui non si conosce la possibile sorte. Sindaco e amministratori di Macomer non dicono quale natura dovrà avere la sua gestione, se dovrà essere pubblica o privata e nulla dicono sugli aspetti industriali più controversi come quello che riguarda una possibile discarica di servizio in cui inviare eventualmente le ceneri derivate dai processi di incenerimento. Silenzio assoluto anche sulle quantità dei rifiuti che verranno bruciate nell'impianto e sulla loro provenienza.
Non c'è dunque pericolo che, il prossimo 30 giugno, il Consorzio industriale di Tossilo possa iniziare una nuova fase della sua vita che lo relegherà a un ente di serie B perchè è diventato un ente irrilevante proprio in questi anni grazie all'inerzia e all'insignificanza della politica che governa Macomer troppo interessata ai propri problemi per interessarsi a quelli del suo tessuto produttivo. Tossilo è già di fatto un Consorzio di serie B e non ne potrà riscattare la centralità né l'importanza strategica chi ne è stato colpevole affossatore per omissione e incapacità manifesta.

Le dimissioni dell’Assessore alla Cultura: dalla Mostra Regionale del Libro alla Fiera internazionale dell’Ipocrisia.Rip...
06/04/2022

Le dimissioni dell’Assessore alla Cultura: dalla Mostra Regionale del Libro alla Fiera internazionale dell’Ipocrisia.
Riprendiamo il caso delle clamorose dimissioni dell’assessore alla Cultura Tiziana Atzori, dopo aver atteso e sperato in questi mesi che i protagonisti di questa vicenda – la diretta interessata in primo luogo, ma anche il Sindaco ed il capogruppo di Maggioranza che ha preso il suo posto in Giunta – si decidessero a fare chiarezza, squarciando il velo di ipocrisia e reticenza che ha avvolto il caso.
Una prima constatazione: le ragioni delle dimissioni devono essere serie e gravi, se la Atzori si è dimessa non solo dalla Giunta ma perfino dal Consiglio comunale, decidendo in sostanza di porre fine alla sua esperienza politica. Questo in una fase in cui si andava rafforzando il suo peso all’interno della Giunta comunale, con un attivismo che spesso sconfinava nelle deleghe altrui, il tutto accompagnato da grandi esternazioni di plauso da parte del Sindaco e della Maggioranza per il suo operato.
Viene quindi doveroso chiedersi per quali ragioni la donna emergente della Giunta Succu abbia improvvisamente deciso di farsi da parte. L’ex Assessore converrà con noi che è piuttosto debole la motivazione che essa ha addotto di “distanze createsi all’interno della Giunta” e del venir meno della “comunicazione diretta ed aperta e della condivisione di vedute”, come si legge nella sua lettera di dimissioni. Dovremmo forse credere che un assessore che gode dell’apprezzamento incondizionato del Sindaco, si dimette dalla Giunta e perfino del Consiglio comunale, solo perché all’interno dell’Esecutivo ci sono opinioni diverse?
Esortiamo l’ex assessore a fare chiarezza, spiegando quali sono le vere materie del contrasto e con chi all’interno della Giunta si è creato il dissenso. Ed il Sindaco Succu ed il capogruppo Congiu – dopo aver addirittura ipotizzato una modifica dello Statuto per far rientrare in Giunta la Atzori come assessore esterno - possono sperare di cavarsela parlando genericamente di tensioni e di scelte individuali, nel corso del Consiglio comunale in cui la dimissionaria è stata prontamente liquidata e sostituita, nel mutismo totale di tutti gli altri assessori e consiglieri?
Si ha la netta sensazione che nei mesi scorsi a Macomer si sia celebrata la Fiera Internazionale dell’Ipocrisia e non la Mostra Regionale del Libro, evento questo che probabilmente ha molto a che fare con le dimissioni dell’Assessore.
C’è da restare allibiti di fronte a questa totale mancanza di trasparenza politica da parte del Sindaco e della Maggioranza, un vero e proprio oltraggio all’intelligenza dei cittadini, che fa il pari con le ambiguità e gli assordanti silenzi sull’inchiesta Ippocrate e sul voto di scambio.
Temiamo che a questa oscura vicenda non sia estraneo un post velenoso pubblicato su Facebook due giorni prima della lettera di dimissioni della Atzori da una persona molto addentro alla politica comunale ed in stretti rapporti personali con l’ex Capogruppo e neo-assessore alla Cultura; post nel quale – con probabile riferimento alla Mostra del Libro – si parla di “soldi buttati con parenti, le*****lo ed amici”; di “fatturoni e di quattro cagate messe in croce pagate quattro volte il normale”; si accenna a “complici” e si evoca l’intervento della Magistratura; si utilizzano termini ingiuriosi declinati al femminile. Si tratta, in sostanza, di una vera e propria “notizia di reato” e non è un caso che il post sia stato rapidamente fatto sparire, sperando che passasse inosservato.
Pretendiamo che i protagonisti principali di questa vicenda forniscano gli indispensabili chiarimenti, in assenza dei quali è lecito pensare che le dimissioni siano frutto di un’operazione studiata a tavolino, per eliminare un concorrente scomodo in vista delle prossime scadenze elettorali in Comune e Regione.

Un rimpasto avvelenato con delega all'ipocrisiaCon la nomina del consigliere Gianfranco Congiu all'assessorato alla Cult...
12/01/2022

Un rimpasto avvelenato con delega all'ipocrisia

Con la nomina del consigliere Gianfranco Congiu all'assessorato alla Cultura e ad altre deleghe varie ed eventuali, si chiude formalmente la crisi nel Comune di Macomer scoppiata, nel mese di dicembre, con le dimissioni dell'assessora Tiziana Atzori. Ne danno il fausto annuncio gli organi di stampa che, seguendo una falsa narrazione che compiace l'amministrazione comunale, descrivono il fatto come un semplice rimpasto nella giunta comunale. Visti i contorni che hanno accompagnato la vicenda, ciò che è avvenuto, ha più il sapore di una resa di conti all'interno del gruppo politico che guida la città e dei suoi ambienti limitrofi di cui ha pagato il conto l'ex assessora Atzori, troppo debole per reggere gli urti di una maggioranza rabberciata che si regge solo ed esclusivamente per garantire interessi che poco hanno a che vedere con quelli della comunità macomerese. Nonostante sia stata osannata per il suo mirabile e annoso lavoro a favore della Cultura della città e per gli straordinari risultati portati a casa dopo l'ultima edizione della Mostra del libro in Sardegna, la Atzori viene scaricata brutalmente nonostante le prime dichiarazioni del sindaco Antonio Succu avessero addirittura ipotizzato un suo possibile rientro in giunta nelle vesti di assessore esterno. Parole di circostanza per rimandare a tempi meno turbolenti un passaggio imbarazzante nella speranza che ci si dimenticasse di questi nobili propositi. La verità, nota a molti in città, è che alle dimissioni della Atzori diversi membri della maggioranza e dei suoi ambienti limitrofi, abbiano anticipato i festeggiamenti natalizi stappando lo spumante. Come per numerose delle vicende che hanno caratterizzato la vita dell'esperienza politica del sindaco Antonio Succu fin dai suoi esordi, anche in questa, è l'ipocrisia la cifra che domina le dinamiche politiche all'interno del Comune. Si nascondono divisioni e fratture per occultare le distorsioni politiche, gestionali ed amministrative che dividono gli assessori, i consiglieri di maggioranza e che, purtroppo stanno dividendo ormai da troppi anni anche la comunità che dovrà fare i conti con le macerie che questo metodo ipocrita lascerà sul terreno quando questa amministrazione (purtroppo sempre troppo tardi) finirà la sua esperienza. Una riflessione è necessaria anche sulla nomina di Congiu che, oltre alla Cultura, acquisisce tra le numerose deleghe, anche quella di Bilancio e Programmazione. Proprio lui, quello che quando aveva la delega di Bilancio e Programmazione nella passata amministrazione si era contraddistinto, con la complicità del sindaco, per l'aumento dell'addizionale Irpef comunale e della fissazione della Tasi al massimo consentito dalla legge con grave danno per le famiglie macomeresi. Una scelta di qualità, non c'è che dire. La sua nomina, inoltre, lascia sgomento il mondo dello sport macomerese che con Congiu perde un affidabile e coerente amministratore. Se ne dispiace soprattutto il mondo del calcio che gli è grato per avere potuto iniziare fin dalla prima di Campionato la sua attività agonistica allo Stadio Scalarba, debitamente messo in sicurezza, grazie alla sua oculata attenzione di buon amministratore. Davanti al suo passaggio dallo Sport al Bilancio di tutti noi, gli sportivi se ne faranno una ragione. Per l'ennesima volta questa triste e un po' torbida vicenda ci dice che ci sono due Macomer separate. Una quella reale che vive una dimensione di sofferenza e difficoltà; l'altra quella del Palazzo che si nasconde dietro infingimenti e ipocrisie che la realtà prima o poi mette in evidenza. Quella di questo finto rimpasto, ne siamo sicuri, non sarà certo l'ultima vicenda imbarazzante, ma altre ne verranno. Potrebbe sembrare normale, ma così non è in una città in cui l'esperienza politica che la governa, di normale non ha proprio più niente.

29/11/2021

Mostra nazionale del libro in Sardegna. L'ennesima figuraccia di un Comune allo sbando

La dura lettera dell'Associazione degli Editori Sardi (AES) sull'imminente edizione della Mostra
regionale del Libro in Sardegna che a breve partirà a Macomer, chiarisce i contorni fortemente
discutibili con cui per l'ennesima volta il Comune ha organizzato un evento di livello regionale
spacciandolo per quello che non è. Ciò che maggiormente colpisce, in questa vicenda, non è tanto la
comprensibile rimostranza di un intero comparto strategico nel sistema della Cultura regionale
legittimamente preoccupato per la sua esclusione dall'organizzazione della manifestazione e
dall'utilizzo dei fondi pubblici ad essa dedicati, quanto il silenzio, sul punto, dell'assessora alla
Cultura del Comune di Macomer. A dir la verità non c'era da aspettarsi di più da chi sarà ricordata
per la totale confusione con cui ha gestito il suo mandato assessoriale, da chi confonde una sala
vuota e inospitale per un Cinema e un Cinema vero per un nemico, da chi non sa riconoscere la
violenza verbale verso una donna se la donna non è collaterale alla propria fazione politica, da chi
confonde un corso di yoga con un'attività di promozione alla lettura. Non poteva essere altrimenti
visto che l'assessora è cresciuta in questi anni in un'esperienza politica che, della confusione, ha
dovuto fare una virtù. Un'esperienza nella quale gli antiabortisti di ieri si sono scoperti per causa di
forza maggiore radicali e libertari, dove il garantismo è diventata la principale bandiera da
sventolare per nascondersi dalle proprie responsabilità e dove ci si vanta di organizzare una Mostra
del libro con quattro editori sardi lasciandone fuori quei 25 che rappresentano l'85% della
produzione libraria sarda, senza provarne vergogna. L'inciampo di questa volta svela una volta per
tutte, se ce ne fosse stato ancora bisogno, l'alto tasso di ipocrisia che accompagna il Partito dei sardi
di cui questa maggioranza e giunta comunale sono espressione. Sempre pronti a sbandierare in
maniera strumentale e interessata sardismo, sovranismo, indipendenza, cultura sarda e quant'altro,
nella realtà, della cultura sarda, sono i primi nemici, interessati solo ed esclusivamente ai destini
personali di qualche loro rappresentante tanto da non preoccuparsi di mortificare un intero comparto
industriale come quello degli editori sardi, pur di portare a casa un presunto risultato che per
l'ennesima volta mortifica la città di Macomer. Di fatto a due giorni dall'inaugurazione, la Mostra
regionale del Libro in Sardegna che dovrebbe essere uno dei più importanti appuntamenti nel
mondo della cultura sarda, appare come un evento clandestino di cui nessuno parla. Come niente ci
si poteva aspettare dall'assessora Atzori niente ci si poteva aspettare dal Partito dei Sardi. E' gente
che confonde gli interessi generali con quelli di partito, gente che voleva proporre una Costituzione
ai sardi e non conosce il rispetto degli altri, gente che non conosce neanche la città che amministra e
che sostiene impunemente che Macomer non ha avuto una vocazione nell'industria tessile. Da
questa gente ci teniamo lontani. Sosteniamo la legittima protesta del comparto degli editori sardi
perchè pensiamo che, diversamente da quello che vorrebbero farci credere, non solo quella protesta
non sia rivolta contro la città di Macomer ma possa rappresentare un'opportunità per riflette sul
fatto che la città meriterebbe altra cura e attenzione nell'essere amministrata rispetto a questa
continua improvvisazione e sciatteria a cui ci sta abituando, ormai da troppo tempo, la maggioranza
che guida il Comune.

        L'assessore solerte e i cittadini masochisti? Non è quello che è successo a Macomer.Come sempre accade la replic...
09/10/2021



L'assessore solerte e i cittadini masochisti? Non è quello che è successo a Macomer.

Come sempre accade la replica con cui l'assessore allo sport del Comune di Macomer Gianfranco Congiu obietta alla nostra denuncia sui ritardi nell'approntamento dei campi di calcio di Scalarba e Sertinu che molti disagi ha creato, non è data per rispondere alla comunità, ai cittadini che usufruiscono di quei servizi, ma solo ed esclusivamente per giustificare il proprio operato agli occhi dei propri sostenitori. Tralasciando la ricostruzione parziale, divisiva e scorretta di ciò che realmente è accaduto e che abbiamo denunciato, colpisce che l'assessore non si renda conto che nonostante la sua volontà di attribuirsi attenzione ed efficienza nelle operazioni di sistemazione dei due impianti, proprio dalle sue parole traspare la grave responsabilità con cui l'amministrazione sta seguendo l'intero patrimonio pubblico del Comune. Dichiarare beatamente che la delibera di Giunta che stanzia i fondi per sistemare la situazione delle strutture sportive interessate dal problema, sia del 27 agosto, la dice lunga sulla solerzia riservata a una situazione che si trascinava da anni. Giustifica inoltre il fatto che, i lavori di sistemazione necessari per mettere in condizione le società sportive impegnate nei rispettivi campionati regionali di operare con tranquillità, siano partiti in piena emergenza e, come abbiamo denunciato, nella classica zona Cesarini. C'è da chiedersi se l'assessore si sia posto il problema del perchè il Macomer calcio abbia deciso di giocare la sua prima partita della stagione chiedendo ospitalità al Comune di Bonorva. E' una scelta masochistica della società o i tempi lasciati a disposizione per l'organizzazione della gara non consentivano alternativa? Conosce l'assessore impegni, energie, difficoltà e persino responsabilità che accompagnano l'organizzazione di questi eventi? Si è premurato l'assessore di chiedere le motivazioni di quella scelta visto che l'efficiente macchina organizzativa del Comune aveva realizzato tutto per tempo? Noi sappiamo come sono andate le cose e non per aver raccattato le notizie dal primo passante distratto e interessato, ma perchè cerchiamo di vivere la città parlando con le persone che, anche quando interessate, rimangono cittadini a cui dare risposte e con cui comunque confrontarsi nel rispetto dei reciproci ruoli. Sarebbe bastato riconoscere il ritardo con cui il problema è stato preso in carico dal Comune per evitare queste inutili polemiche. Speriamo per il prossimo futuro di ve**re smentiti e che la cura per le strutture comunali possa ricevere maggiore attenzione ma già in questi giorni arrivano ulteriori lamentele di cittadini, legittimamente interessati al loro utilizzo, che ci denunciano gravi malfunzionamenti nelle strutture sportive la cui competenza è in carico all'amministrazione. Si attrezzi signore assessore!

P.S. Nel nostro intervento, diversamente da quanto da lei sostenuto, non c'è niente di anonimo tanto che le dichiarazioni che abbiamo pubblicato sono state riprese dalla stampa locale a nome di un nostro esponente. Tutto ciò che “Futuro Possibile” pubblica è frutto del lavoro di persone libere e facilmente identificabili perchè non è nostra abitudine né sui social, né nella vita pubblica, nasconderci in alcun gruppo anonimo o segreto. Sarebbe ora di finirla di vedere nella critica altrui disegni di complotto o un risentimento personale che traducete spesso come lesa maestà. E' la semplice dialettica della politica che, nei paesi normali, è il sale della democrazia. Alla prossima!

La propaganda dell'assessore sullo sport a Macomer e le bugie dalle gambe corteLa notizia di due stanziamenti votati nel...
06/10/2021

La propaganda dell'assessore sullo sport a Macomer e le bugie dalle gambe corte

La notizia di due stanziamenti votati nell'ultima seduta del Consiglio comunale di Macomer a favore di interventi necessari a poter usufruire dei campi di calcio di Scalarba e Sertinu è stata venduta alla comunità di Macomer come lungimirante scelta dell'amministrazione a favore dello sport cittadino. Ripresa con questi stessi toni trionfalistici dalla stampa locale, quella notizia conferma invece quanto avevamo denunciato solo qualche giorno fa e cioè la totale impreparazione del Comune a programmare anche i più semplici interventi di ordinaria manutenzione sul patrimonio pubblico. Non a caso, diversamente da quanto affermato dall'assessore allo Sport Gianfranco Congiu, una delle due squadre della città impegnate nei campionati dilettantistici regionali, ha dovuto iniziare la propria attività agonistica per giocare la sua prima partita di campionato, chiedendo ospitalità al Comune di Bonorva proprio per i ritardi con cui ci si è mossi per risolvere problemi che si conoscevano da mesi. Un bel biglietto da visita per chi sostiene di avere particolarmente a cuore, in questa parte della consiliatura, le politiche a favore delle attività sportive. A raccontare la verità dell'abbandono in cui questa Giunta ha mantenuto il patrimonio sportivo di Macomer c'è proprio la necessità di dover ricorrere a due variazioni di Bilancio proposte in zona Cesarini, a stagione agonistica praticamente iniziata, per cercare di risolvere problemi che da mesi erano noti a tutti e che, in ogni caso, non sono servite ad evitare l'ennesimo disservizio a danno dei cittadini. Di fatto, ancora oggi, il campo di Sertinu è privo di quella omologazione che la legge prevede venga effettuata ogni 3 anni e le squadre di Macomer che saranno costrette a giocarci per la contestuale inutilizzabilità dello Scalarba, lo faranno i deroga a questo obbligo. Il ritardo con cui si arriva a realizzare opere di ordinaria amministrazione, quest'anno appare ancora più insopportabile visto che, per quasi tutto il 2020 e parte del 2021, le strutture sportive di Macomer sono rimaste praticamente inutilizzate e si sarebbe potuto interve**re per tempo senza intralciare le attività delle società impegnate nelle diverse discipline, per garantire una ripresa dello sport, mai attesa come quest'anno a seguito dei vari periodi di lockdown a cui sono stati sottoposti i cittadini. Propagandare interesse mentre si dissemina incapacità non serve tuttavia a nascondere i grossi problemi con cui quotidianamente si deve confrontare chi, con fatica e in maniera del tutto volontaria, cerca di fare sport a Macomer e che sa ben distinguere l'impegno sincero, costante e disinteressato da un pasticciato tentativo di nascondere le proprie incapacità ad amministrare.

     Mostra del libro e partecipazione Sono passati due anni dall’ultima edizione della Mostra regionale del Libro in Sa...
30/09/2021


Mostra del libro e partecipazione

Sono passati due anni dall’ultima edizione della Mostra regionale del Libro in Sardegna organizzata a Macomer da Comune, Regione e Associazione Editori Sardi (AES). L’arrivo della pandemia di Covid 19 ha bloccato in questo periodo qualsiasi iniziativa collettiva in tutto il territorio regionale e nazionale. Oggi che stiamo iniziando a vedere i buoni risultati della campagna vaccinale assistiamo alla ripartenza di eventi che consentono, grazie al green pass, la partecipazione di numerose persone e viene spontaneo chiedersi cosa si stia programmando, se si sta programmando qualcosa, per la Mostra del Libro che aveva sede in città. Tutto al riguardo tace. Conosciamo tutti la storia della Mostra, nata 20 anni fa da una iniziativa macomerese, e sviluppata nel tempo con importanti momenti ed eventi di rilievo accompagnati da una nutrita partecipazione di pubblico. Il processo involutivo a cui abbiamo assistito nelle ultime edizioni della rassegna ha visto la manifestazione scadere di livello sia per gli accesi scontri fra Comune e Associazione Editori che per l’incapacità della Mostra di suscitare interesse a livello regionale. La scarsa partecipazione di scuole e media è stato l'ulteriore effetto di questo decadimento. Pur contando sul lodevole impegno delle associazioni e dei soggetti presenti in città che a vario titolo contribuivano all'organizzazione dell'evento, è stata evidente la mancanza di una programmazione che fosse all'altezza dell'avvenimento. Le ultime notizie sulla Mostra risalgono ad articoli di giornale che parlavano di uno spezzettamento dell'iniziativa tra Tempio e Cagliari, su scelta dell’AES che sembra oggi preferire altre destinazioni per l'organizzazione della rassegna. Ci si chiede che fine abbiano fatto i cospicui finanziamenti per l’organizzazione della Mostra e se quelli finanziati per il 2020 siano disponibili o si debbano aspettare i fondi del 2021. Quali azioni stia mettendo in campo l’amministrazione per mantenerne l’organizzazione in città e se vi sia la volontà, finalmente, di creare un comitato scientifico che si concentri sui contenuti e gli obbiettivi da raggiungere. Non è dato sapere se l'amministrazione stia affrontando al suo interno questo dibattito, ma se lo sta facendo, quel dibattito andrebbe riportato nel contesto della comunità per strapparlo alle polverose stanze dell'assessorato comunale alla Cultura. Su questi temi, nei giorni scorsi, è intervenuta pubblicamente la vicesindaca Rossana Ledda che, contestando il luogo comune che sostiene che “a Macomer non ci sia mai niente da fare” lanciava un appello ai macomeresi perchè partecipassero maggiormente alle numerose iniziative che, Comune e privati, organizzano in città. Più che tardivo nei tempi, quell'appello è anche risibile nei contenuti se si pensa alle responsabilità e alle funzioni che svolge chi lo ha espresso. Se le persone non partecipano quanto ci si aspetterebbe da loro agli eventi proposti, non necessariamente la colpa è delle persone e forse bisognerebbe porsi qualche domanda. Non è possibile né accettabile pretendere dagli altri partecipazione e coinvolgimento quando, su temi e iniziative di interesse pubblico e generale, l'amministrazione opera in solitario senza alcun reale coinvolgimento e ponendo sul piatto delle proposte pacchetti di iniziative acquistate all'esterno e calate dall'alto senza la partecipazione delle realtà locali. La recente storia della Mostra del Libro in Sardegna, il mancato dibattito pubblico sulla degenerazione dei rapporti fra i soggetti che la proponevano e soprattutto l'assenza di dialogo sul suo possibile rilancio, stanno lì a dimostrare perchè la risposta dei macomeresi non è sempre quella che ci si aspetterebbe. Il problema tuttavia non è la scarsa attenzione delle persone alle meravigliose iniziative proposte da Comune e privati. Chi ha la responsabilità di fare politica culturale dovrebbe interrogarsi sugli effetti delle sue scelte e dei suoi metodi per capire se quelle scelte e quei metodi incidono positivamente sulla qualità della vita della propria comunità o se sono il frutto di un'idea di politica culturale che proviene da un universo parallelo che niente ha a che vedere col contesto sociale in cui si è chiamati ad operare. Per quanto ci riguarda riteniamo che il mantenimento e il rilancio della Mostra Regionale del Libro sia di fondamentale importanza per la città e il territorio e ci mostriamo disponibili ad azioni comuni perché questo avvenga.

Indirizzo

Macomer

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Futuro Possibile pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi