20/07/2022
IL PASTICCIO DEL CONSORZIO INDUSTRIALE E TOSSILO SPA FIRMATO SUCCU E RUBATTU
Un inceneritore, quello di Roma, rischia probabilmente di far cadere il Governo con maggiori consensi parlamentari nella storia repubblicana, mentre un altro, quello di Tossilo, non riuscirà di certo a far cadere il peggiore e più imbarazzante governo nella storia della città di Macomer.
Ce lo raccontano le cronache di questi giorni, nelle quali i nostri valenti amministratori comunali hanno dato una grande prova di sé dimostrando, ancora una volta, la loro reale natura.
Il sindaco Antonio Succu e l'assessore all'Ambiente Andrea Rubattu dichiarano alla stampa e alla televisione che non sanno perchè qualcuno vorrebbe chiudere la Tossilo Spa che gestisce il sistema di trattamento dei rifiuti di Macomer, gravata da circa 4 milioni di debiti.
Come Alice nel Paese delle meraviglie i due sembrano svegliarsi in un mondo parallelo e vedere per la prima volta quello che, agli occhi di chi segue le questioni locali col solo interesse per il bene pubblico, era una realtà ormai consolidata: la Tossilo Spa perdeva soldi, anche prima che si fermassero gli impianti di incenerimento.
E' il codice civile che regola in maniera precisa la chiusura di una Società di capitali gravata da così tanti debiti.
Se comprendiamo la disattenzione del sindaco, impegnato in questi ultimi anni a difendersi da accuse infamanti che tutti speriamo possano essere smentite dal processo che lo vede protagonista, più difficile è da capire la disattenzione dell'assessore comunale all'Ambiente.
Una possibile chiave di lettura di questa distrazione ce l'ha data lui stesso circa un anno fa quando, dopo le sue poco credibili dimissioni in piena pandemia, poi immediatamente rientrate, descrisse il suo impegno in Comune come quello di un uomo (testuali parole) che era: “ventre a terra, schiena dritta e natiche ben salde sulle poltrone”. Ecco scoperto l'arcano! Se l'assessore avesse sollevato le natiche dalle poltrone si sarebbe reso conto della situazione che gravava sul Consorzio industriale e sull'inceneritore. Avrebbe scoperto che il Consorzio era commissariato dal 2008 e che, dal 2012, c'era una delibera congiunta dei Comuni di Macomer e Borore, per trovare una nuova strada per costituire un’ altra realtà consortile che desse maggiore voce in capitolo alle comunità locali.
Avrebbe scoperto che la Tossilo Spa perdeva soldi anche quando continuava a incenerire i rifiuti e che il problema di gestione di quella società era strutturale. Avrebbe capito che Consorzio e Tossilo Spa sono di fatto la stessa cosa da quando la compartecipata ha perso il suo socio privato e che aver trascurato colpevolmente le sorti del Consorzio industriale è la causa prima delle difficoltà in cui oggi versano la società e di conseguenza i suoi lavoratori.
Ciò che più rattrista, in questa storia, è proprio che questi amministratori gestiscono l'intera vicenda di Consorzio industriale e inceneritore, utilizzando gli operai che rischiano di perdere il posto di lavoro, come veri e propri scudi umani dietro i quali nascondersi per cancellare le loro enormi responsabilità politiche e amministrative.
Succu e Rubattu, insieme, dicono che la colpa è della Regione e del Commissario liquidatore. C'è sempre qualcun altro su cui scaricare colpe e responsabilità.
Le poltrone, d'altronde, servono per poggiarci le natiche e non per prendersi pubblicamente responsabilità che i cittadini possano verificare. La situazione di Consorzio e Tossilo Spa è talmente intricata, ma anche talmente chiara, che è possibile che anche la Regione possa avere responsabilità anche gravi su ciò che è successo e che succederà. Non potrà certo imputargliele comunque chi, in questi anni, è stato troppo distratto da preoccupazioni personali, anche se presunte, o da chi aveva le natiche troppo attaccate alla poltrona tanto da non rendersi conto di ciò che era sotto gli occhi di tutti i cittadini. Non potrà imputargliele chi, passando dall'opposizione alla prima Giunta Succu osteggiava la
realizzazione del nuovo inceneritore per poi passare subito dopo a svolgere il ruolo di assessore nella seconda Giunta Succu diventando, del nuovo inceneritore, un forte sostenitore.
Sotto una lettera del Commissario liquidatore del Consorzio industriale che descrive un quadro ben diverso di quello che i nostri amministratori hanno voluto far credere all’opinione pubblica in questi anni. Basta leggerlo per capire il grado di ipocrisia, inaffidabilità e scarsa collaborazione che il Comune di Macomer ha tenuto in questa difficile vicenda. Ciascuno potrà farsi un’idea più chiara sulle reali responsabilità in campo. Mostra meno