Altro Popolo

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"Altro Popolo" è un movimento metapolitico che si prefigge l’obiettivo di incidere nella società attuale e propone lo sviluppo di una coscienza critica costruttiva e l'attuazione di un programma basato su un modello diverso di Stato.

22/05/2022

Come scrive Gibson nel Neuromante

"La dottoressa Rambali sorrise.

17/05/2022

UN PROIETTILE A CURVATURA.
A chi si domanda se in un processo per pedofilia o per stupro è sensato porre ascolto alla logica del criminale che anziché dimostrare la falsità dell’accusa conferma il gesto cercando di dimostrarne la legittimità, la risposta è NI. Un pedofilo o uno stupratore reo confesso sono entrambi condannati in partenza. L’ascolto è una formalità per disimpegnare moralmente il sistema penale.

C’è dunque un errore di interpretazione in chi polemizza contro questo “falso” risveglio dell’ascolto delle ragioni dell’Altro; un errore non tanto nel denunciare una falsità perpetuata in malafede, perché di malafede c’è, quanto perchè delle ragioni della Putin/Russia non gliene frega un gran ché a nessuno. Putin è colpevole poiché la sentenza è stata emessa prima ancora del processo. E la sentenza ha soprattutto un valore strumentale.
L’errore di chi teme un’assoluzione di Putin è quello di non aver interpretato letteralmente quanto si sta dicendo in televisione: “Si, Putin è colpevole perché ha aggredito l’Ucraina, ma…”, e qui massima attenzione a quanto segue. Il “ma” in questo caso non funge da astuta disattivazione dell’affermazione principale, pronunciata con intenzioni di comodo per tutelarsi da quanto poi si avrà davvero intenzione di affermare in seguito; piuttosto è l’affermazione principale ad essere strumentalizzata per caricare il proiettile che il “ma” sparerà. “Si, Putin è il colpevole” e sottinteso: Putin deve necessariamente essere il colpevole. Egli deve incarnare più che mai il simbolo del male assoluto turbonarcisista dispotico autocrate imperialista. Il Male Assoluto che vuole se stesso, ottuso, rabbioso come un cane, verso cui non v’è possibilità di ragionare di pace; ma solo di affari.
I nemici usano il mito del nemico. Flaubert nella geopolitica.

Riempito il caricatore parte il “ma”, lo sparo che deve centrare il vero obiettivo: “ma poiché Putin è ottuso come un cane rabbioso allora non possiamo che colpevolizzare chi invece è capace di ragionare, MA non ha voluto farlo a suo tempo, ovvero gli Stati Uniti.

Mentre si condanna l’aggressione della Russia i media muovono dure critiche all’azione degli Stati Uniti e la sua sconsiderata operazione di allargamento dei confini N.A.T.O; critiche che non rompono per il momento con il Patto Atlantico, ma hanno la chiara intenzione di ridimensionare il ruolo dell’egemonia americana, e questa volta nessuno, a seguire la politica, si impegna oramai a nascondere che ogni alleanza è fatta all’insegna della convenienza.
Trump era stato il primo a dichiarare questo rapporto Usa ed Europa stantio “Vi abbiamo salvato dal Nazismo, siamo stufi di farvi da badanti”. L’Europa pare voler capovolgere le intenzioni di Trump, appropriarsene a suo vantaggio: “Ci siamo rotti di esservi debitori per il Nazismo, levatevi dalle scatole.”, e poi ancora “Per di più ci avete pure messo nei casini”.
L'Europa assume su di se l'idiozia attribuitagli. Flaubert colpisce ancora.

“La ragioni della Russia” significano le nostre ragioni. Le ragioni di un Europa – probabilmente a trazione francofona- che vuol ragionare da superpotenza che stabilisce i termini dell’equidistanza fra i due contendenti stabilendo aree cuscinetto con le trattative. Isolare potenze non democratiche lasciandogli conquistare le proprie aree di influenza; allo stesso tempo intercettare l’azione americana, mettersi in mezzo, limitarla.
C’è desiderio di potenza nel discorso sulla pace.

Alcuni esponenti della politica italiana hanno affermato apertamente che dal dopoguerra in poi nessuna nazione poteva fare come gli pareva. Queste dichiarazioni rendono ufficiale la logica della politica mondiale, quella di un mondo interconnesso: non esistono più questioni realmente regionali. Ogni conflitto locale cessa o si perpetua per volontà dei grandi predatori. Le singole nazioni sono costrette ad aggregarsi ad un branco per sopravvivere, altrimenti vengono lasciate in balia di chi ci vuol giocare. Per poi ve**re assimilate comunque.

Le grandi potenze mettono fine all’autonomia delle nazioni, ridotte ad entità subalterne.
Esistono solo agglomerati nazionali. Zaibatsu. Leghe. O se vogliamo federazioni.

L’Europa pare abbia ancora l’intenzione di volerne formare una sua. E la finlandizzazione dell’Ucraina non è una decisione presa autonomamente dall’Ucraina; perché l’Ucraina non decide, viene decisa.

Sempre qualcuno ha ipotizzato che la caduta della Russia comporterebbe un rafforzamento della potenza cinese, la quale approfitterebbe dell’occasione per accaparrarsi l’immensa quantità di materie prime che la Russia possiede.
L’Europa sarebbe costretta a commerciare in materie prime con l’America succube dei suoi costi.
All’Europa non interessa la caduta della Russia.
Al contrario pare essere addirittura conveniente fare affari con potenze non democratiche: rapporti basati sul cinico profitto; nessuno che ti contesti l’uso improprio della democrazia perché tanto a loro non gliene frega assolutamente niente.
E non posso trascinarti nella situazione imbarazzante di una “guerra di pace” in nome della democrazia a cui sei tenuto a rispondere.

L’Ucraina ha un ruolo preciso in questa faccenda, quello del monito. Imperativo categorico è posizionarti come ti viene chiesto. Cedere le regioni che ti viene detto di cedere. Più o meno come la Grecia fece da monito con la troika.

10/05/2022
30/03/2022

Ammirevole il popolo ucraino deciso qual è a farsi massacrare pur di difendere le sue posizioni. Loro vogliono entrare nella N.A.T.O e non intendono sentire ragioni. Noi italiani li ammiriamo per questo.
Perché allora ci siamo subito detti che NO, l'Ucraina va finlandizzata? E poi NO, gli Stati Uniti hanno esagerato?
Perché non andiamo a scornarci contro Putin direttamente invece di regalare le armi? Andiamo a difendere la Democrazia degli altri.
"La nostra costituzione non lo prevede!". Che c**o, eh?
La verità è che la solidarietà ci piace astratta, e
sotto sotto ci dà fastidio la presa di posizione ucraina.
Suggeriamo al popolo ucraino di arrendersi: facciamolo a furor di popolo (italiano).
Fingiamo di essere sinceri per una volta.
Ora tornate pure a fare i barbecue per la pace.

"Si stima che in Italia il costo sociale della depressione, in termini di ore lavorative p***e, sia pari a 4 miliardi di...
29/12/2021

"Si stima che in Italia il costo sociale della depressione, in termini di ore lavorative p***e, sia pari a 4 miliardi di euro l’anno".
È un dato che non tranquillizza, per non parlare della durata media - circa 6 mesi, nella migliore delle ipotesi.

Ha un impatto devastante non solo sul malato e chi lo circonda, ma anche sulla società e sull’economia. Dieci parole per comprenderla.

Secondo una bozza di direttiva della Commissione dell'Unione Sov... ehm, Europea, fra 6 anni dovrà essere proibito vende...
09/12/2021

Secondo una bozza di direttiva della Commissione dell'Unione Sov... ehm, Europea, fra 6 anni dovrà essere proibito vendere o affittare abitazioni che non abbiano una classe energetica elevata. Entro il 2033 il minimo sarà fissato a C.
N.B.: la maggior parte delle abitazioni in Italia è in classe G, la più bassa, e un'ampissima maggioranza sta sotto la classe C. (dalla bacheca di Daniele Scalea)

Il virus del "politicamente green" colpisce ancora e sarà difficile da debellare.

"L’affidamento ai privati della gestione di servizi tradizionalmente forniti dal settore pubblico (che per semplificare ...
08/12/2021

"L’affidamento ai privati della gestione di servizi tradizionalmente forniti dal settore pubblico (che per semplificare chiameremo Stato, anche quando si tratta di altre sue articolazioni come ad esempio i Comuni, le Regioni, le Authority) è motivato essenzialmente da due variabili. La prima è il pregiudizio secondo cui il privato è sempre più efficiente, veloce e innovativo. La seconda è la pretesa di introdurre la concorrenza anche in quei casi in cui la concorrenza è di fatto impossibile, come per i monopoli naturali." (di Carlo Clericetti)

Pensare di liberalizzare "la qualunque" per credere di ricevere un servizio più efficiente, è quanto mai banale. Siamo convinti che lo Stato - in quanto tale, ovvero, la SOCIETÀ per eccellenza - debba poter "governare" e vigilare sui servizi strategici.

di Carlo Clericetti

"Anno dopo anno, decennio dopo decennio, è però accaduto che questo equilibriotra il lavoro come “vendere sé stessi” e i...
24/11/2021

"Anno dopo anno, decennio dopo decennio, è però accaduto che questo equilibrio
tra il lavoro come “vendere sé stessi” e il lavoro come valore umano è venuto meno, avvicinandosi pericolosamente verso l’affermazione del lavoro oggettualizzato, incurante dell’essere umano, la cui estremizzazione è il ritorno alla schiavitù, seppur edulcorata dalla presenza di un sistema di valori senz’anima.
L’Uomo Che Non Ha Idea sa che la strada segnata è ormai questa, e spaesato e preoccupato cerca di capire se esiste una soluzione verso cui creare un’aggregazione di persone e di idee capace di invertire rotta.
La risposta è ovviamente sì.
La lotta. La capacità degli uomini di lottare, è un patrimonio dell’umanità, è stato da sempre il mezzo usato dall’essere umano per evolversi, per migliorarsi. Purtroppo il valore della lotta è stato distorto e declassato sino ad essere imprigionato nell’idea della violenza, della violenza fine a sé stessa. [...] C’è un tassello fondamentale da considerare per comprendere la realtà del sistema capitalista attuale, ossia l’abbaglio incredibile che la collettività ha preso con l’avvento della tecnologia, che è stata da sempre presentata e “venduta” dalla politica come uno strumento che avrebbe proiettato, senza se e senza ma, le masse verso un futuro più radioso, verso un maggiore benessere sociale.
In verità, avendo lasciato al capitale il compito di guidare la spinta al cambiamento tecnologico, di incorporarlo nel proprio sistema di produzione, questo ha fatto l’unica cosa che è in grado di fare: trarne il massimo profitto. In tal modo, il capitale è riuscito a riportare indietro le lancette dell’orologio, verso quell’idea di fabbriche dell’800 e del 900, nell’ambito delle quali i lavoratori erano considerati un piccolo anello della catena di produzione."

Chi viaggia nel XXI secolo difficilmente può non incontrare Jeff Bezos. E così, L’Uomo Che Non Ha Idea con la neutralità di chi non conosce il giudizio, questa settimana condivide il suo incontro con l’iconico progressista e invita Lidia Undiemi e tutti coloro che “comprano” o “non comp...

25/10/2021

Barbero: la classe dirigente non capisce più a che cosa servano la cultura, l’insegnamento e lo spirito critico Pubblicato da Aldo Domenico Ficara in data ottobre 23, 2021 Ottieni link Facebook Twitter Pinterest Email Altre app  Gli insegnanti oggi sono una vera e propria categoria “sotto atta...

«Se abbiamo Draghi vuol dire che i partiti navigavano molto male, altrimenti non sarebbe stato necessario un governo tec...
21/10/2021

«Se abbiamo Draghi vuol dire che i partiti navigavano molto male, altrimenti non sarebbe stato necessario un governo tecnico. In una società complessa chi offre una soluzione semplice e tranquillizzante viene apprezzato, poiché ci dispensa dalla fatica di pensare. Invece bisogna tornare al pensiero, a pensare per competenze, e se la scuola funzionasse ci orienterebbe in tal senso.» (Umberto Galimberti)

Le emergenze sono il terreno comodo dei PRAGMATICI, che pragmatici poi non sono.
Andrebbero definiti MORALISTI DELLA PRASSI: personaggi che fanno della necessità di agire, della determinazione, della lucidità, un'ideologia pronta a giustificare l'ottusità e la convenienza della soluzione spicciola.
C'è sempre caos sotto il cielo per chi ha fretta di fare chiasso.
Nell'antichità gli uomini risoluti amavano la guerra per dare prova del loro valore. Eppure nessuno amava gli esaltati. Il comandante inesperto veniva punito con disonore.
I Greci ben sapevano che l'Azione è il prodotto dell'Educazione. La vita per un uomo di quel tempo era sempre una cosa tragica.
Il RISOLUTISMO è un arte per pochi.
Con la scusa della crisi prima, e dell'emergenza poi, ci viene impedito di formarci una giusta cultura che affronti i tempi. Ci mettono ansia, per non farci pensare.

AVVISO IMPORTANTE PER I LETTORI.A seguito di quanto leggerete è giusto fare le dovute domande: questo fenomeno può esser...
19/10/2021

AVVISO IMPORTANTE PER I LETTORI.

A seguito di quanto leggerete è giusto fare le dovute domande: questo fenomeno può essere sfruttato a vantaggio delle elìte? In che modo? Proponendo forse tecnologia nuova che riduca lo stress su lavoro? Tecnologia che si sostituisca al lavoro umano promettendoci una vita pacchiana?
Chi ci dice che coloro che vorranno andare incontro ai nostri desideri non ci vendano "oppiacei"? Lo stesso problema si può rivolgere alla questione ecologica: chi lucrerà sulla conversione?
Licenziarsi è un atto estremo di grande segnale, ma deve essere un atto popolare, e per tanto deve appropriarsene interamente il Popolo. Questi non deve solo compiere gli atti, ma anche seguirne la fondazione che ne segue.

La sfida per una crescita diversa passa sì dal digitale e dalla transizione ecologica, ma anche da uno sviluppo socialmente e umanamente sostenibile

"In secondo luogo, essa sembra colpire in maniera diversa sia chi vive nelle grandi città, sia chi vive nei piccoli cent...
17/10/2021

"In secondo luogo, essa sembra colpire in maniera diversa sia chi vive nelle grandi città, sia chi vive nei piccoli centri e ha un tenore di vita basso. I primi subiscono la dispersione delle grandi città, non hanno il tempo materiale per costruire relazioni salde e sono spesso ignari della vita delle persone che li circondano; hanno relazioni spesso insoddisfacenti e difficoltà ad inserirsi nella comunità di riferimento. I secondi, pagano la mancanza di contatti, la classe sociale e il livello di istruzione, facendo fatica a costruire momenti di condivisione a causa della mancanza di strumenti adeguati.
Entrambi pagano il prezzo dell’individualismo contemporaneo, ma se i primi pagano il prezzo di condizioni sociali ben conosciute e affermate, i giovani pagano anche quello di un mondo che richiede performance sempre più alte che possono produrre paura del giudizio altrui, senso di inadeguatezza e conseguente isolamento. [...] Si può dire, quindi, che non sia la pandemia ad aver cambiato i giovani, ma piuttosto che questa ha fatto sì che si acuissero gli aspetti peggiori di una società che sull’individualismo moderno stava già costruendo distanze incolmabili per i singoli individui." (di Laura Pusceddu)

La pandemia ha acuito la solitudine, dimostrando come sia un fenomeno trasversale. Per contrastarla servono adeguate politiche sociali.

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