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31/08/2026

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SANITÀ E INTRAMOENIA: DOVE FINISCONO I SOLDI PUBBLICI?Analizziamo il dossier che sta scuotendo la sanità trentina: la ca...
31/08/2026

SANITÀ E INTRAMOENIA: DOVE FINISCONO I SOLDI PUBBLICI?
Analizziamo il dossier che sta scuotendo la sanità trentina: la cancellazione del confine tra servizio pubblico e Libera Professione. Un meccanismo “ibrido” attraverso cui l’Azienda Sanitaria inserisce i pazienti del canale ordinario nelle agende dell’Intramoenia: l’utente paga il ticket, il medico incassa come privato e la Provincia ripiana il deficit con fondi pubblici. I numeri ufficiali emersi dalla risposta all’interrogazione provinciale rivelano una vera esplosione del fenomeno:
📉 2025: 2.569 visite erogate con questo canale.
📈 1° Trimestre 2026: Già quota 3.084 visite (superato l’intero anno precedente in soli 90 giorni!).
🔮 Proiezione 2026: Oltre 12.000 prestazioni “ibride” e un volume LP in crescita fino a 120.000 visite. Ma cosa si nasconde dietro la risposta ufficiale della Giunta?
Tra registrazioni dei dati definite “in corsa” che rischiano di falsare le rilevazioni nazionali Agenas e l’assenza di tracciabilità, l’uso delle risorse pubbliche per retribuire l’intramoenia apre scenari di forte perplessità contabile di fronte alla Corte dei Conti.

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Non è intolleranza dire no all'odio: è l'unico modo che abbiamo per custodire la libertà di tutti. Sono partita dall'epi...
30/08/2026

Non è intolleranza dire no all'odio: è l'unico modo che abbiamo per custodire la libertà di tutti. Sono partita dall'episodio di Dro per fare un viaggio dentro i valori che mi hanno formata, quelli che difendo ogni giorno e che definiscono la mia appartenenza politica.
Questo podcast è una riflessione a cuore aperto che dedico a chi non si rassegna all'indifferenza.

📌https://t.me/paola_demagri/43

Se volete seguire da vicino ciò che accade sul territorio, le scelte che ci riguardano ogni giorno e il lavoro che porto...
29/08/2026

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La scuola e i nodi da sciogliere È online il nuovo episodio del mio podcast: ti propongo di ascoltare una storia che rig...
29/08/2026

La scuola e i nodi da sciogliere

È online il nuovo episodio del mio podcast: ti propongo di ascoltare una storia che riguarda da vicino il nostro territorio.

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AGRICOLTURA IN CRISI: LA GIUNTA ASPETTA LA PIOGGIA, MA I RISTORI CI SONO E NESSUNO LO SA! 🚜🌧️Mentre la Giunta provincial...
27/08/2026

AGRICOLTURA IN CRISI: LA GIUNTA ASPETTA LA PIOGGIA, MA I RISTORI CI SONO E NESSUNO LO SA! 🚜🌧️
Mentre la Giunta provinciale sembra sperare solo nel meteo per risolvere la morsa del caldo e della siccità, il settore agricolo e zootecnico trentino sta affondando.
🚨 La denuncia di Coldiretti:
I numeri del disastro sono sotto gli occhi di tutti. Si registrano perdite fino al 50% della produzione e un crollo del fieno che arriva a -70%. Le piogge scarse e improvvise non bastano a compensare i mesi di deficit idrico, mettendo in ginocchio pascoli, allevamenti e raccolti.
❓ L’interrogazione depositata attraverso la quale incalzo l’esecutivo con un’interrogazione puntuale:

Perché la Giunta stanzia contributi “spot” (come quelli per le falciatrici) proprio quando non c’è fieno da sfalciare?
Esistono strumenti di sostegno e fondi come AgriCat o il fondo IST Latte, ma sono del tutto privi di un’adeguata campagna promozionale e quindi quasi sconosciuti ai piccoli produttori.
A quanto ammontano le risorse ancora disponibili e quante aziende ne hanno davvero beneficiato?

💃 L’immobilismo della Giunta:
Invece di attivare un piano strategico sulle risorse idriche, diffondere l’accesso ai fondi già esistenti e sostenere seriamente il reddito degli allevatori, la Giunta si limita a “fare la danza della pioggia” e a elargire interventi scollegati dalla realtà quotidiana delle stalle.

Non serve inventarsi nulla basta attingere da misure già disponibili!

Quando la politica non guarda a Bruxelles, il conto rischia di arrivare a Trento. E a pagarlo sono i cittadini.Il passag...
23/08/2026

Quando la politica non guarda a Bruxelles, il conto rischia di arrivare a Trento. E a pagarlo sono i cittadini.

Il passaggio dall’N+3 all’N+2 era noto: un anno in meno per trasformare gli impegni in spesa certificata e scongiurare il disimpegno dei fondi europei. Eppure, secondo quanto emerge dall’interrogazione appena depositata, qualcosa potrebbe non aver funzionato nella macchina amministrativa e politica trentina.

Il rischio è concreto e riguarda oltre 48 milioni di euro. Non sono soldi che gli agricoltori rischiano necessariamente di perdere: il problema è un altro. Se i fondi europei e statali non verranno più erogati per effetto del disimpegno, a coprire il mancato finanziamento potrebbe essere chiamata la Provincia autonoma di Trento, utilizzando risorse proprie.

In altre parole: fondi che dovevano arrivare dall’Europa e dallo Stato potrebbero essere sostituiti con soldi dei trentini.

E allora la domanda è inevitabile: come è stato possibile arrivare a questo punto? Perché una modifica delle regole europee, comunicata da tempo, non sarebbe stata adeguatamente recepita? Chi doveva vigilare? Chi doveva garantire il raccordo con Bruxelles? E perché oggi gli uffici sono costretti a rincorrere aziende e beneficiari chiedendo documentazione, SAL e rendicontazioni anticipate?

Non è una questione burocratica. È una questione politica e di responsabilità nella gestione del denaro pubblico.

Perdere risorse europee e poi utilizzare risorse provinciali per compensarle non significa semplicemente “metterci una pezza”. Significa sottrarre milioni di euro ad altri possibili interventi: sanità, welfare, scuola, sostegno alle famiglie e alle imprese.

Il Trentino ha sempre rivendicato l’efficienza della propria autonomia e la capacità di gestire al meglio le risorse europee. Proprio per questo, se le contestazioni venissero confermate, sarebbe necessario dare risposte chiare.

Perché l’autonomia non può diventare il paracadute per gli errori della politica.

👇L’articolo completo nel primo commento.

Sanità in tilt e caos sistemi digitali, come sono stati usati i fondi Pnrr e i soldi sono stati tutti presi?“Ritardi evi...
21/08/2026

Sanità in tilt e caos sistemi digitali, come sono stati usati i fondi Pnrr e i soldi sono stati tutti presi?
“Ritardi evidenti e affidarsi ancora a consulenze esterne lascia perplessi”

Problemi, scarsa affidabilità e rallentamenti in sanità sulla parte tecnologica: la scelta di affidarsi a una consulenza esterna per le verifiche e la ventilata riorganizzazione del Dipartimento alimenta perplessità ma non è l’unica criticità.
Paola Demagri (Casa Autonomia): “C’è stata la capacità di aver speso correttamente i 20 milioni del Pnrr destinati alla digitalizzazione sanitaria?
Sembra che la contabilità non torni e ci sono interrogativi che non possono essere lasciati sospesi”

👇 link all’articolo completo nel primo commento

Questo è il periodo dell’anno in cui le nostre montagne diventano meta privilegiata per chi cerca panorami, escursioni, ...
19/08/2026

Questo è il periodo dell’anno in cui le nostre montagne diventano meta privilegiata per chi cerca panorami, escursioni, sport e contatto con la natura. Proprio per questo dovremmo riflettere sul modo corretto di vivere la quota e ciò che essa offre.

In questi giorni si è letto davvero di tutto: lunghe file, definite da molti come “overturismo”, per raggiungere il Rifugio Friedrich August, a 2.300 metri ai piedi del Sassolungo, sopra Campitello di Fassa, al solo scopo di mangiare un krapfen. Una fotografia diventata virale ha trasformato il sentiero in una fila interminabile.

Dal mio punto di vista è quasi incomprensibile lasciarsi ammaliare da un’attrazione che dura il secondo di uno scatto e il minuto di un morso. Chi si mette in coda ha davvero apprezzato il paesaggio? Si è goduto salita e discesa? Ha sostenuto la struttura? E soprattutto, si è riportato a valle i propri rifiuti?

A questo si collega il secondo tema: i 39 interventi del Soccorso Alpino nel fine settimana di Ferragosto. Persone impreparate, percorsi o tempi calcolati male, difficoltà nel rientro. Quello che per noi montanari è l’ABC — calzature, abbigliamento, meteo, itinerario e preparazione fisica — viene troppo spesso sottovalutato. Molte emergenze si sarebbero potute evitare con una pianificazione ragionata.

Infine, la richiesta della SAT al gestore del Rifugio Marchetti, sul Monte Stivo, di ritirare la bandiera della Palestina. Non si tratta di essere contrari alla vicinanza verso un popolo colpito dalla guerra, ma di ricordare che chi rappresenta la SAT è chiamato a mantenere la neutralità, senza esternare posizioni politiche o ideologiche.

E poi ci sono strutture in quota gestite sempre più come il Papeete o i locali della costa. I nostri presidi alpini non sono discoteche estive. È una stonatura, una vera stortura.

Su questo rifletto e valuto chi propone un’idea di accoglienza di questo tipo, ma soprattutto critico, con l’auspicio di aiutare, chi decide di salire con una mentalità superficiale: un atteggiamento che non appartiene a noi montanari e che si pone a un’infinita distanza dai principi che hanno sempre custodito il senso autentico delle terre alte.

Undicesimo mese: conciliazione o macchina che produce costi e disservizi?In queste settimane ho ascoltato insegnanti, cu...
18/08/2026

Undicesimo mese: conciliazione o macchina che produce costi e disservizi?
In queste settimane ho ascoltato insegnanti, cuochi, personale dei servizi scolastici e famiglie. Ne emerge uno spaccato che non può essere ignorato.
Numeri sulle iscrizioni che non raccontano le frequenze reali. Autobus che viaggiano spesso vuoti. Approvvigionamenti che rischiano l’esubero. Un servizio a domanda che non garantisce continuità né progettualità.
E poi c’è il tema del benessere scolastico: scritto nella legge, ma ancora lontano dalla quotidianità di chi nella scuola lavora. Ferie difficili da programmare, carichi crescenti, compresenze sacrificate, personale in affanno.
Per capire se una politica funziona non bastano percentuali convenienti. Servono dati completi, verificabili e confrontabili, ma soprattutto serve ascoltare chi la scuola la vive ogni giorno.
Ho un’interrogazione depositata il 30 marzo, alla quale è stata data una risposta interlocutoria il 15 aprile. La scadenza era il 14 maggio. Siamo a Ferragosto e la risposta completa ancora non è arrivata.
La trasparenza non è un’opzione: è un dovere.
A settembre la scuola riaprirà e queste questioni arriveranno sui banchi del Consiglio provinciale. La domanda, allora, sarà inevitabile:
quale futuro vogliamo per la nostra scuola?

👇link all’articolo del Dolomiti nel primo commento


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Madonna Di Campiglio

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