20/07/2023
📄Sul protocollo sottoscritto dalla Camera Penale in merito al colloqui a Regina Coeli.
🚫Ci sono a nostro avviso degli aspetti sui quali la Camera Penale non ha né titolo né motivo per scendere a compromessi, quali che siano i piccoli o grandi vantaggi che ne derivano nell'organizzazione del nostro lavoro.
❌️Per questo motivo non abbiamo condiviso la sottoscrizione del recente protocollo sulle modalità di prenotazione e di svolgimento dei colloqui, con il quale le limitazioni introdotte durante la pandemia secondo una logica emergenziale vengono ora formalizzate e prolungate nel tempo, anche con il nostro avallo, attraverso l'inafferrabile criterio dello "sforzo massimo possibile alle condizioni date".
⌛️Sono stati rimossi i colloqui di sabato preziosa possibilità sempre sfruttata prima della pandemia, oggi rimessa ai soli nuovi giunti (coi quali per legge i colloqui, prima della convalida, sono senza limite alcuno).
Ogni colloquio è ora limitato a 50 minuti o a 20 minuti, indipendentemente dalle necessità difensive o dalle disponibilità orarie.
📲I colloqui via WA richiedono lo stesso impegno di personale “lato detenuto” e alleggeriscono solo la gestione dei flussi in ingresso, ciò che era emergenza viene elevato a sistema e noi conosciamo bene i danni di una legislazione emergenziale.
⚖️Nel rispetto dell'operato di tutti - dei diversi colleghi che si sono adoperati nelle trattative come della stessa Direttrice di Regina Coeli, certamente impegnata a gestire una situazione difficile – siamo convinti che i diritti fondamentali riconosciuti a livello costituzionale ai detenuti e ai difensori non possono essere sottoposti ad alcuna "mediazione" per esigenze organizzative.
🧪Ciò che ancor più preoccupa è l’adozione “in via sperimentale” di un protocollo che agisce sulle possibilità difensive, la cui efficacia non ha modo di essere misurata né posta ad un termine di valutazione definito giacché non è chiaro quale sia l’obiettivo perseguito se non l’efficentismo delle risorse che per definizione sono sempre scarse.
👨⚖️👩⚖️Nel denunciare a più riprese la vergognosa condizione in cui si svolge quotidianamente l'attività giurisdizionale del Tribunale di Sorveglianza di Roma, indicendo sul punto ben tre giorni di astensione dalle udienze, le Camere Penali del Lazio hanno inteso riportare al centro del dibattito proprio il diritto dei detenuti ad un trattamento conforme alla legge.
🔊Per le stesse ragioni, riteniamo allora che analoga denuncia debba investire anche le scelte "organizzative" che continuano a registrarsi all'interno del carcere proprio in danno di chi non ha voce, ribadendo con semplicità e coerenza che al potere esecutivo spetta il compito di applicare e di far applicare le leggi.
🚗Abbiamo difficoltà a cogliere la medesima ratio in queste due posizioni e determinare, con una scelta di natura organizzativa, le modalità di lavoro di tutti i colleghi che si trovano ad accedere al carcere magari venendo anche da fuori Roma o fuori Regione.
🔦🏛La Camera Penale ha sempre voluto ed avuto la funzione di controllo sulla applicazione corretta della legge, è stata e speriamo sia baluardo e sentinella del giusto processo, avremmo dovuto denunciare una lesione dei diritti a fronte di 50 minuti contingentati e non concordare che quella limitazione è tollerabile in ragione dell’efficienza degli uffici.
🔴Auspichiamo una rapida revisione e la condivisione di scelte che tengano come obiettivo la massima effettività della difesa, fino ad allora il nostro “no” sarà fermissimo.
Francesco Compagna
Marina Lo Faro
Fabrizio Merluzzi
Emma Tosi