30/11/2024
“Radici di Maida: un viaggio nel tempo per i custodi di domani;
L'iniziativa che trasforma la storia del borgo in un patrimonio vivo, raccontato ai più piccoli per accendere l'orgoglio e il senso di appartenenza…”
La scelta di porre Maida al centro di un’iniziativa rivolta ai bambini rappresenta non solo un atto di amore verso la propria terra, ma un autentico manifesto culturale. L'articolo firmato da Tonino Ciliberto racconta, con semplicità ma anche con profonda sensibilità, l’importanza di far scoprire ai più piccoli le radici che affondano nel cuore della storia di Maida.
Un’impresa che merita non solo di essere celebrata, ma di diventare modello per altre realtà. Il titolo, "Far conoscere le proprie radici", già di per sé evoca un’immagine carica di significato. In un tempo in cui l’identità sembra diluirsi nelle maglie di un mondo globalizzato, il richiamo alle origini diventa un’ancora necessaria, un punto fermo da cui partire per costruire un futuro consapevole.
È sublime il modo in cui l’articolo intreccia storia, tradizione e senso di comunità, evidenziando come l’Associazione "Tra chjazza, ruga e carriari" si faccia portavoce di un patrimonio che rischia, altrimenti, di cadere nell’oblio. L’iniziativa da me ideata in collaborazione con l’Associazione "Tra chjazza, ruga e carriari" e con il supporto dell’Istituto Comprensivo di Maida, è una testimonianza di quanto l’educazione possa diventare strumento di rinascita della memoria storica.
Il coinvolgimento di artisti, l’attenzione ai dettagli e l’intento di “raccontare a misura di bambino” rappresentano un’operazione raffinata, dove il passato si fa narratore e i bambini ascoltatori curiosi, pronti a trasformarsi in custodi delle storie narrate. La ricca storia di Maida, evocata attraverso palazzi nobiliari, chiese e opere d’arte, diventa un palcoscenico ideale per accendere nei più piccoli una scintilla di appartenenza.
Il giornalista non manca di sottolineare la bellezza del viaggio, definendolo un “Emozionante lettura di un contesto con una storia che si perde nel tempo.” Ogni parola scelta vibra di orgoglio e consapevolezza, e ciò eleva l’articolo da semplice cronaca a riflessione culturale.
L’attenzione ai dettagli è meravigliosa: il coinvolgimento degli artisti di MaidaArt, la visita alla Galleria di piazza Garibaldi, i laboratori artistici, tutto concorre a creare un mosaico di esperienze che non si limita a celebrare il passato, ma lo rende vivo e tangibile, quasi palpabile.
Maida, con la sua storia millenaria, si erge non solo come luogo geografico, ma come anima pulsante di un’identità collettiva, pronta a rinascere attraverso le generazioni future.
Maida è un luogo dove il tempo sembra tessere fili invisibili che collegano la sua straordinaria storia a quella dell’Italia intera. Ricchissima di memoria, questo borgo affonda le sue radici nel Paleolitico, testimoniato dal sito archeologico di Casella di Maida, definito dal compianto professore Gambassini dell’Università di Pisa come «uno dei più importanti siti del Paleolitico in Europa» in una sua pubblicazione accademica. Il museo di Reggio Calabria, simbolo della cultura calabrese, apre proprio con le pietre ritrovate a Casella di Maida, grazie al lavoro del professor Leone di Lamezia Terme, a dimostrazione di quanto questa terra sia un pilastro della storia dell’Italia.
Maida è stata anche il teatro di scontri epocali: qui, anche se in pochi minuti, si sono affrontati due tra gli eserciti più potenti del loro tempo, quello di Napoleone Bonaparte e quello inglese, in una battaglia che ancora riecheggia nelle pagine dei libri di storia.
È il borgo che ha accolto Giuseppe Garibaldi, il quale, dal balcone del Palazzo Farao, il 29 agosto 1860 annunciò in piazza Garibaldi gremita «la disfatta di diecimila borbonici», lasciando un segno indelebile nella memoria collettiva.
Maida è anche una fucina di talenti che hanno illuminato il mondo. Qui nacque Vincenzo Vianeo, pioniere dell’attuale chirurgia plastica, il cui genio medico ancora oggi ispira ammirazione.
Da questo borgo partì, a soli diciassette anni, Antonio Cristiani, che da Parigi conquistò l’élite mondiale come uno dei più grandi sarti del suo tempo, vestendo le personalità più influenti dell’epoca. Sempre da Maida mosse i suoi primi passi lo scultore Giuseppe Donato, che, giovanissimo, incantò il grande Auguste Rodin, autore del celebre “Pensatore”.
E come dimenticare Gay Talese, figlio di Maida e padre del “New Journalism”, uno stile narrativo rivoluzionario che ha ridefinito il giornalismo moderno negli Stati Uniti! Oppure Nicholas Pileggi, la mente dietro capolavori cinematografici come “Quei bravi ragazzi”,”Casinò”, qualche anno fa ha nuovamente collaborato con Martin Scorsese per un documentario sulla mafia trasmesso su Netflix, con il leggendario Al Pacino come protagonista.
Maida è una sinfonia di storie e talenti, un luogo che ha dato i natali a innumerevoli figure di spicco, capaci di distinguersi nei campi più disparati, dall’arte alla scienza, dalla politica alla cultura. Eppure, neanche le parole più ricercate potrebbero contenere la ricchezza degli eventi che hanno attraversato questo antico borgo, culla di storia, genio e meraviglia. Maida è molto più di un luogo: è un’anima collettiva che continua a pulsare, ispirando chiunque abbia la fortuna di conoscerla.
Questo pezzo giornalistico, dunque, non è soltanto un elogio all’iniziativa, ma un invito alla riflessione. Che cos’è la memoria di un luogo, se non il terreno fertile su cui costruire il domani?
E quanto è straordinario il gesto di piantare in questa terra le radici della conoscenza, affinché i bambini di oggi diventino gli adulti consapevoli di domani? Tonino Ciliberto, con il suo articolo, ha tracciato un sentiero luminoso, che ogni lettore dovrebbe percorrere con lo stesso entusiasmo con cui i bambini hanno scoperto le bellezze di Maida.
Iniziative come queste non solo parlano della bellezza del passato, ma ci insegnano che il futuro si costruisce con la cura dei dettagli, con il rispetto per le radici e con l’audacia di trasmettere la propria storia, con fierezza, alle nuove generazioni. Che questa esperienza possa essere solo l’inizio di un lungo viaggio per Maida, un borgo che ha ancora tanto da raccontare e, soprattutto, tanto da insegnare.