29/05/2026
«Meloni non ce la fa a trattare con Putin, è una donna»
No, non è una frase contenuta nel "Malleus Maleficarum" del 1487.
Siamo nel 2026 e ad usare queste parole è stato Aleksandr Lukašenko dittatore della Bielorussia grazie al sostegno del presidente russo Vladimir Putin.
Le sue frasi offendono la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
Nessun riferimento all'abilità, alle conoscenze, all'operato, alle posizioni espresse durante il conflitto tra Russia e Ucraina.
Nulla di tutto questo. Semplicemente Giorgia Meloni è una donna e tanto basta per relegarla in seconda fila.
Quell'insulto offende gli italiani, perché colpisce una delle cariche dello Stato, ridicolizza il nostro paese e ci consegna la realtà per quello che abbiamo sempre sostenuto: in questa storia c'è un aggressore che ha scatenato una guerra criminale.
Di fronte a tutto questo, esprimendo solidarietà a Giorgia Meloni per l'ennesimo attacco subito da parte degli amici del Cremlino, le chiediamo di prendere le distanze da chi anche all'interno della sua maggioranza di Governo continua a difendere l'operato di Putin e a fornire sostegno e giustificazioni alla sua politica liberticida.
“Complimenti a Vladimir Putin per la sua quarta elezione a presidente della Federazione russa. La volontà del popolo in queste elezioni russe appare inequivocabile” cit. Giorgia Meloni il 18 Marzo 2018 a seguito della rielezione di Putin in una competizione che l'OCSE ha definito "una farsa".
C'è sempre tempo per cambiare opinione.