08/04/2015
PALAZZO TE
Lettere - I costi di Mirò restano oscuri
II sindaco di Mantova Nicola Sodano esulta per i 65 mila visitatori alla mostra di Mirò. Ma continua a non dire quanto è costata realmente e si vede bene dal dire, lui e la sua amministrazione, quanto ha incassato. Perché tra quei 65 mila spettatori quanti sono entrati gratis? Quanti ridotti di scolaresche? Quanti dipendenti comunali? Conteggiati anche i 700 ingressi dell'inaugurazione? E via dicendo. Sempre che i numeri siano quelli. Il punto non è quanti visitatori sono entrati (ben vengano certo anche per Palazzo Tè), ma quanto è stato l'incasso e di quanto si è andati sotto.
Certo non sono i centomila ingressi che aveva previsto ottimisticamente e pubblicamente Sodano, certo neanche i 40 mila che avevo previsto io. Siamo pari.
Con la differenza che il trionfo dei visitatori a Palazzo Tè sbandierato da mesi sui giornali, che avrebbe avuto un notevole incremento a partire da settembre 2014 in poi, non è un miracolo dal giorno alla notte, una botta di fortuna, un numero indovinato al Superenalotto, ma si deve all'azione di chi come me ha portato a partire dal giungo 2013 mostre di arte contemporanea a Palazzo Tè dando vita a un progetto che doveva maturare con il tempo e che poi è maturato, visto che sono state lodate pubblicamente come panacea di Mantova mostre come quella di Paladino e Weiwei che facevano parte integrante di quel progetto. E che certo non ha portato a Mantova il sindaco uscente Sodano. Magra consolazione la mia il fatto che la mostra di Mirò (guarda caso neanche questa) non l'aveva pensata Sodano, ma l'assessore da lui licenziato che ha avuto il torto di dissociarsi dall'ipotesi iniziale di portare Mirò a Palazzo della Ragione, come doveva essere ma come poi è risultato impraticabile.
Quale altra mostra ha in serbo ora Sodano: quella delle vanità o della follia?
Marco Tonelli