Il Palazzo Beccaguti Cavriani a Mantova è un’antica fabbrica del 1500 appartenuta ai marchesi Cavriani che si sviluppa lungo una superficie di circa tremila metri quadrati abbracciando il cortile ed un hortus retrostante. Il palazzo situato al n. 34 di Via Mazzini, a Mantova, era abitato già nel 1400 dai Beccaguti, ricchi mercanti, provenienti dalla Valcamonica, che si erano insediati in città ne
l XIV secolo e che, come ci racconta il cronista mantovano Andrea da Schivenoglia, vivevano in via san Domenico, appunto l’attuale via Mazzini. Anselmo Beccaguti, ad esempio, viene indicato come rettore dell’arte della lana tra gli anni 1478 e 1494 [1] e questo fa supporre che la sua posizione sociale fosse, a quel tempo, piuttosto solida: i Gonzaga infatti si rapportavano essenzialmente coi mercanti di maggiori capacità e successo e ad una carica simile non sarebbe certamente arrivato un qualunque modesto berrettaio…
Splendidamente restaurato dallo Studio di architettura Disegno è stato destinato a galleria d’arte contemporanea, studio di architettura, abitazione dei proprietari ed uffici. L’introduzione di concetti abitativi moderni e confortevoli ed il rispetto della matrice storica dell’antico Palazzo sono state le linee guida dell’intervento di restauro: da un lato il recupero con l’eliminazione delle sovrastrutture, il restauro di affreschi e pavimenti, dall’altro l’introduzione di elementi e “segni” fortemente contemporanei come i serramenti in acciaio, le luci, la pavimentazione, l’arredo e gli oggetti di design. Al piano terra del Palazzo si trova la galleria d’arte contemporanea con le originarie grandi arcate riaperte ( in precedenza erano state murate ) e tamponate da vetrate i cui profili per serramenti in acciaio – unico materiale possibile per sostenere tali pesi senza rischio di deformazione dei telai – sono praticamente invisibili dall’esterno, nascosti dietro ai pilastri; ciò è stato realizzabile grazie all’impiego di esili profili per serramenti in acciaio verniciato dallo spessore di 2 mm e sapientemente calandrati. In questo modo le aperture ad arco conservano l’originale luce dalle dimensioni notevoli – m 1,70 x m 3, 70 di altezza – senza antiestetici ingombri visivi garantendo al contempo il rispetto del prospetto originario dell’antico Palazzo e la massima funzionalità e sicurezza all’effrazione assicurata dai robusti profili in acciaio. La galleria d’arte si sviluppa anche nella zona un tempo adibita a cantine: sono stati restaurati gli antichi locali con coperture a volta impostate su pilastri ed eliminati tutti gli elementi aggiunti negli anni non originali. Lo studio di architettura Disegno è costituito dai locali operativi posti al piano terreno vicino all’ingresso del palazzo e da uno spazio di rappresentanza ricavato in una sala completamente affrescata con soffitto ligneo decorato e pavimento in parquet intarsiato dell’800.