25/04/2026
Buon 25 aprile!
Ogni 25 aprile che ci ha attraversato non è stato solo memoria.
È stato costruzione. Passo dopo passo, è stato il cammino verso un futuro libero.
È stato il raccolto di un’eredità di pace, anche intima, perché seminata dentro ogni famiglia, dentro ogni storia che ha sacrificato una parte di sé in nome della Libertà.
E quella eredità oggi è nelle nostre mani.
La Costituzione Repubblicana e l’Unione Europea sono la nostra scelta di unità, di pace, di libertà, di giustizia sociale ed ambientale.
Ma una scelta non vive da sola. Va tenuta viva, ogni giorno. Va interrogata, difesa, rinnovata.
L’Europa non è nata per caso, non è un incidente della storia. Non è stata un’ingenuità. È stata una necessità. Una comunità di popoli chiamata a stare insieme dopo essersi distrutta, non per cancellare le differenze, ma per renderle più forti dentro un destino comune.
David Sassoli diceva che quando saremo al termine del cantiere della costruzione Europea ed i muri cadranno, per far emergere quanto è bello sentirsi italiani senza questo spirito nazionalista che ti fa essere separato e diviso dagli altri…. le esperienze, la cultura, il sapere delle nostre città saranno l’Europa e sapremo da che punto guardare il mondo ed aiutarlo a crescere e vivere in pace
E allora l’orizzonte è chiaro: per la storia che difendiamo e per il futuro che vogliamo continuare a costruire, il nostro Paese e la nostra Europa devono essere più giusti, più coraggiosi, più capaci di rispondere ad un mondo lacerato da guerre, crisi e instabilità.
La democrazia non è neutrale, non sta nel mezzo: è la scelta delle libertà, dei diritti, della dignità delle persone.
E noi abbiamo conquistato e difendiamo ogni giorno qualcosa che non è scontato: in questo paese, in questa parte di mondo nessun governo può uccidere; qui i nostri giovani possono viaggiare, studiare, amare senza costrizioni; qui l’espressione della forza e della violenza, non vince sul diritto dei popoli ad autodeterminarsi democraticamente.
Dunque, a chi è impegnato a dividerci, a farci più deboli, a un disimpegno di cooperazione internazionale dettato dal proprio ego e dal proprio interesse economico, a chi ci vuole asserviti alle loro volontà e non più alleati, rispondiamo con chiarezza che la via da percorrere è opposta alla loro.
E quella via ha un indirizzo preciso: “Lotta alle disuguaglianze”,
che non è un tema tra i tanti, è il cuore stesso della promessa democratica
Ecco che il 25 aprile è sempre un impegno a costruire una società più giusta dentro alla trasformazione che le nostre città richiedono per essere moderne, innovative, sicure ed inclusive. In ogni quartiere specie nelle periferie, deve arrivare la possibilità di vivere meglio. Diritto alla casa. Lavoro dignitoso e di qualità. Servizi vicini alle persone. Innovazione tecnologica e transizione ecologica che non lascino indietro nessuno, ma migliorino la vita di tutti.
E dentro tutto questo c’è una parola che le tiene insieme: opportunità per i Giovani, che non chiedono MENO Europa, ma un’ Europa MIGLIORE. Non chiedono privilegi, ma possibilità reali.
Ogni giovane è un talento diverso. E quel talento ha il diritto di essere scoperto, coltivato, incoraggiato, di trovare il suo posto nel mondo, libero, ma anche protetto dentro futuro generoso e collettivo.
I giovani hanno il diritto di vivere pienamente e liberamente il loro tempo: di guardarlo coraggiosamente con occhi affamati, curiosi, critici, di cambiare ciò che non funziona. Di chiedere di più.
E noi dobbiamo metterli nelle migliori condizioni di poter scegliere ciò che vogliono essere. Perché l’Europa unita è anche uno strumento: per investire, proteggere, guidare. Per non subire il mondo, ma per affrontarlo insieme.
Ed allora, il 25 aprile non è solo ricordare: è continuare quel cammino iniziato nel 1945
La Libertà è vera solo quando è di tutti. E il futuro, quello davvero libero, dipende dalla forza della nostra Resistenza e dalla fede incrollabile verso i valori della democrazia.