30/06/2026
🇮🇹 O CAPIAMO O MORIAMO: LA REALTÀ OLTRE GLI INSULTI
A tutti quelli che in queste ore si stanno lasciando andare a insulti gratuiti e offese contro la manifestazione di ieri a Largo Argentina, vorrei invitare a fare un respiro profondo e a guardare i fatti. Sputare fango sui social è facile, ascoltare e capire lo è molto meno.
🏙 Ieri in piazza è successa una cosa enorme, che i guardiani del politicamente corretto fanno finta di non vedere. Ha preso la parola una donna iraniana di 62 anni, fuggita dal regime teocratico che opprime il suo Paese da 47 anni.
Chi attacca Adinolfi e la piazza di ieri sta letteralmente calpestando il grido di libertà di questa donna. Lei, che ha vissuto sulla propria pelle la fine dei diritti e della libertà, ha ricevuto il battesimo.
💥E' venuta a Largo Argentina per difendere i simboli della civiltà cristiana e occidentale, stringendo tra le mani quel crocifisso che molti qui scelleratamente disprezzano. Ha detto: "Sono venuta qui a sostenere i veri italiani... pensate al futuro dei vostri figli". Una lezione di coraggio e di consapevolezza identitaria che dovrebbe far riflettere tutti, anziché generare odio.
L'IPOCRISIA DEGLI ATTACCHI PERSONALI.
È ora di invertire la dinamica di certi insulti beceri e ripetitivi. Ogni volta che si parla di Adinolfi, c'è chi tira fuori la sua vita privata o il fatto che sia divorziato per cercare di screditarlo. È un giochino ridicolo e ipocrita. Guardiamoci intorno: quanti leader di altri partiti – anche di quelli che si professano paladini di certi valori o che lo criticano – hanno alle spalle divorzi, famiglie allargate e storie personali complesse?
Tantissimi. Eppure per loro nessuno fiata.
Viene proprio da dire, per usare una citazione che non passa mai di moda: "Perché guardi la pagliuzza che è nell'occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio?" (Matteo 7,3). Ognuno guardi in casa propria prima di fare la morale agli altri.
🏙I NUMERI DELLA PIAZZA
E a chi ironizza sui numeri della presenza fisica dicendo "eravate pochi", rispondiamo con la realtà:
1️⃣ Con il caldo torrido di ieri a Roma, scendere in piazza era una prova di resistenza, non una passeggiata.
2️⃣ Migliaia di persone, che non potevano essere fisicamente lì, hanno seguito, sostenuto e partecipato da casa attraverso le dirette e i social.
I simboli di ieri – il tricolore e il crocifisso – non erano contro qualcuno, ma a favore della nostra libertà. Gli insulti li lasciamo a chi non ha argomenti. Noi ci teniamo la testimonianza e la verità.