03/09/2026
Febbraio 1991 – 20 anni dalla Convenzione di Ramsar
LA DICHIARAZIONE DI GRADO
SULLA GESTIONE DELLE ZONE UMIDE DEL MEDITARRANEO
Riconoscendo che la civiltà mediterranea si è sviluppata basandosi sulle vaste zone umide della regione per il cibo, l’acqua, i materiali e i trasporti;
Ammettendo che le zone umide coprono una gamma di funzioni, come la regolazione dei flussi idrici, il miglioramento della qualità dell’acqua, la base su cui si innestano le catene alimentari e una quantità di habitat per la flora e la fauna, ivi comprese le specie economicamente di maggiore rilievo, oltre ad essere parte del patrimonio culturale della Regione Mediterranea;
Ritenendo che le zone umide abbiano un ruolo vitale nel raggiungimento delle priorità naturali collegate con il miglioramento delle condizioni economico sociali e del benessere dei popoli mediterranei, per mezzo della "sostenibile" utilizzazione delle loro risorse e funzioni;
Riconoscendo che le aree costiere mediterranee sono sottoposte a pesanti pressioni a causa della rapida espansione della popolazione umana e dell’intensificazione di attività che richiedono grandi spazi, acqua dolce e risorse;
Rilevando con allarme che questo patrimonio naturale unico è stato, in grandissima misura, degradato e distrutto in modo tale che le zone umide mediterranee sono oggi tra le più in pericolo sulla terra;
Considerando che alcuna zona umida mediterranea può considerarsi al sicuro da ulteriori forme di degrado e distruzione a causa di attività incompatibili, come l’agricoltura e l’acquacoltura intensive, gli effetti di disturbo di una pressione venatoria troppo elevata, la costruzione di dighe, l'urbanizzazione e il turismo o l'eccessivo sfruttamento delle loro risorse naturali;
Notando altresì che tale perdita di habitat ha portato a una seria riduzione delle risorse naturali per i popoli mediterranei oltre a una sostanziale e grave riduzione della flora e della fauna, e che molte specie di piante e animali mediterranei sono oggi in pericolo d'estinzione;
Ricordando che 12 Stati della Regione Mediterranea sono Parti Contraenti della Convenzione sulle Zone Umide di Valore Internazionale, particolarmente come habitat per uccelli acquatici (Ramsar 1971);
L'assemblea dei convenuti raccomanda urgentemente che tutte le organizzazioni sovranazionali, i Governi Mediterranei, le organizzazioni non governative e le singole persone attente a questi problemi, si facciano carico del seguente OBIETTIVO:
FERMARE E INVERTIRE LA PERDITA ED IL DEGRADO DELLE ZONE UMIDE MEDITERRANEE
e raccomanda inoltre che tutte le organizzazioni le cui attività abbiano un effetto diretto o indiretto sulle zone umide condividano tale OBIETTIVO.
Per raggiungere tale OBIETTIVO una STRATEGIA dovrebbe essere sviluppata secondo le seguenti linee:
• Che le organizzazioni nazionali e sovranazionali, i governi e le istituzioni finanziarie riconoscano le zone umide mediterranee come un patrimonio comune a che si facciano carico di sforzi tanto a livello individuale, che congiunti, per la loro conservazione; che assicurino coerenza tra tutte le loro politiche e le azioni che riguardano le zone umide e inoltre che la Comunità Europea si assuma un maggiore impegno per la conservazione, la tutela ed il ripristino delle zone umide nell'intera Regione Mediterranea.
• Che le organizzazioni politiche, a ogni livello, subordinino le politiche presenti e future, i programmi e i progetti che possano avere impatto sulle zone umide, a una severa verifica economica e ambientale, al fine di garantire l'uso sostenibile delle risorse naturali e ottenere, dalle zone umide stesse, i massimi benefici sul lungo periodo per i popoli mediterranei.
• Che un flusso libero d'informazioni ed una procedura di consultazione aperta siano adottate nella gestione delle zone umide.
• Che le Parti Contraenti alla Convenzione di Ramsar e gli Stati che ancora devono aggregarsi, sviluppino un approccio regionale per la conservazione di zone umide attraverso una maggiore collaborazione internazionale e l'effettiva applicazione del "saggio utilizzo", come fattori di rilievo per le zone umide mediterranee e i bacini fluviali.
• Che le organizzazioni non governative sviluppino una più larga base di associati e agiscano in modo più coordinato, al fine di accrescere la consapevolezza del valore delle zone umide mediterranee, per assicurare che ogni utilizzo delle risorse provenienti dalle zone umide sia duraturo e per tenere sotto controllo le condizioni delle zone umide e le attività che le danneggiano; e che, inoltre, possano svolgere un ruolo chiave nell'allacciare una collaborazione stretta tra i popoli mediterranei per la conservazione delle zone umide.
• Che siano avviate ricerche finalizzate direttamente al raggiungimento dell'OBIETTIVO, inclusa la valutazione delle politiche esistenti e proposte; che la capacità istituzionale nel conservare e gestire le zone umide sia efficacemente incrementata attraverso una educazione incisiva e coerente programmi di addestramento.
• Che i siti prioritari per il ripristino delle zone umide siano identificati e che le tecniche per la loro completa ricostruzione siano sviluppate e sperimentate.
• Che la gestione integrata di tutte le attività che riguardano le zone umide, gli eco-sistemi che le contengono, ivi compresa la più vasta zona che le circonda, sia portata a termine da organizzazioni opportunamente finanziate dotate di personale adeguato ed esperto nelle varie discipline, con l'attiva partecipazione dei rappresentanti del governo, degli abitanti della comunità scientifica indipendente.
• Che i governi di tutti i Paesi Mediterranei adottino ed in particolare rendano operativi tutti gli strumenti legislativi nazionali ed internazionali per una migliore gestione venatoria.