Partito Indipendentista Toscano

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12/08/2026

Rispolveriamo un nostro storico slogan: "La Toscana come il Trentino-Alto Adige".

Ovvero, prendiamo esempio dove l'amministrazione funziona meglio.

Noi infatti, immaginiamo una Toscana autonoma, organizzata sul modello del Trentino-Alto Adige: vorremmo la Regione Toscana composta da Province Autonome, dove ciascuna di esse è dotata di competenze più ampie della stessa Regione.

Più autonomia significa decisioni prese più vicino ai cittadini, maggiore responsabilità e una gestione più efficiente delle risorse del territorio.

01/08/2026

Basta mantenere gli sprechi dello Stato centrale!

Ogni anno miliardi prodotti dai toscani vengono sottratti al nostro territorio.

Pretendiamo l'Autonomia e la gestione del nostro residuo fiscale per investire in sanità, infrastrutture, scuole, sicurezza e sviluppo.

I soldi dei toscani devono restare in Toscana.

È tempo di scegliere: meno Roma, più Toscana.

30/07/2026

Scopo di una forza politica autonomista nel Consiglio Regionale della Toscana

Un movimento politico autonomista ha il compito di rappresentare esclusivamente gli interessi della Toscana e dei suoi Cittadini, promuovendo un modello di governo fondato su responsabilità, sussidiarietà e autogoverno.

Tra i suoi obiettivi prioritari vi sono la difesa e la valorizzazione dell'identità toscana, delle sue tradizioni, della lingua, della cultura e del patrimonio storico, favorendo una maggiore diffusione della storia della Toscana nelle scuole affinché le nuove generazioni conoscano le proprie radici, il tutto per contrastare l'appiattimento della globalizzazione e le storture dei crescenti nazionalismi.

Sul piano istituzionale, l'obiettivo principale è ottenere maggiori competenze e risorse per la Regione e per questo, lavorare affinché il Consiglio Regionale promuova un referendum consultivo sull'autonomia della Toscana, dando finalmente ai cittadini la possibilità di esprimersi sul futuro della propria comunità.

Un movimento autonomista opera inoltre per una pubblica amministrazione più efficiente, una gestione responsabile delle risorse (residuo fiscale), la tutela delle comunità locali, nella convinzione che le decisioni debbano essere assunte il più vicino possibile ai cittadini.

27/06/2026

"Il movimento federale deve partire dalle periferie e non dal centro, ed essere preceduto dagli autonomisti." — Gaetano Salvemini

Un'intuizione ancora attuale: il federalismo non si costruisce imponendo un modello dall'alto, ma valorizzando le comunità locali, le loro identità e la loro capacità di autogoverno.

Per Salvemini, l'autonomia è il presupposto del federalismo: solo territori consapevoli e responsabili possono dare vita a un'unione fondata sulla collaborazione, non sull'accentramento.

Un invito alla riflessione in questo arroventato fine settimana per ripensare il rapporto tra territori, autonomie e democrazia, partendo dalle comunità locali.

Buon fine settimana.🏖️

09/01/2026

Firenze, Domenica 11 Gennaio 2026 dalle 16.00 alle 17.00 Santa Maria Novella, Flash Mob a sostegno del popolo iraniano contro la feroce repressione del regime teocratico islamico. Appoggiamo forte e chiara la volontà di annientare la dittatura criminale islamica in Iran e chiediamo all'Occidente di intervenire militarmente in Iran. Ricordiamo ai pacifisti da operetta che in realtà appoggiano teocrazie e dittature, che solo nel 2025 i giustiziati e le giustiziate in Iran sono state e stati 1500. Ripudiare le guerre è un'intenzione, combatterle quando vengono massacrati, violentati, torturati, migliaia di persone è un DOVERE! Guerra all'Iran! Carlo Vivarelli, Partito Indipendentista Toscano

Toscana, 8 Gennaio 2026. Il regime islamico iraniano deve essere annientato militarmente, l'Occidente deve tornare a ess...
08/01/2026

Toscana, 8 Gennaio 2026.
Il regime islamico iraniano deve essere annientato militarmente, l'Occidente deve tornare a essere Occidente e deve, DEVE dichiarare ufficialmente guerra agli assassini del regime criminale degli aiatollah e distruggerlo. Per passare poi all'Afghanistan. Per l'intanto, espelliamo i complici di quel regime presentì in tutta Europa ed organizziamo in reggimenti militari gli oppositori presenti in Europa e inviamoli a combattere. Carlo Vivarelli, Partito Indipendentista Toscano e Consigliere comunale di San Marcello Piteglio della Lista Civica Cambiare

Le manifestazioni proseguono da dieci giorni: il bilancio è di almeno 36 morti. Interviene l’erede dello Scià, che invita a resistere. Intanto si muove l’aviazione a stelle e strisce: forse imminente un nuovo attacco con l’Idf.Le proteste antigovernative in Iran hanno raggiunto il decimo gio...

08/01/2026

Toscana, 8 Gennaio 2026.
Buongiorno a tutte e a tutti.
Abbiamo deciso di organizzare degli incontri con le e i simpatizzanti del Partito Indipendentista Toscano, da farsi nelle varie città della Toscana, con l'obbiettivo di consolidare il partito e la sua organizzazione. Invito chi sia interessato e interessata a contattarmi con un messaggio WhatsApp, che preferisco alle chiamate dirette, parche' purtroppo i telefoni sono intasati dalle chiamate dei call center. Risponderò a tutte e a tutti. Il mio numero è 339 809 9970. Voglio incontrare le interessate e gli interessati di persona, lo preferisco ai social. Fatevi sentire. Carlo Vivarelli, del Partito Indipendentista Toscano e Consigliere comunale della Lista Civica Cambiare del Comune di San Marcello Piteglio (Pt).

06/01/2026
06/01/2026

Non ci vogliamo voltare dall'altra parte, non vogliamo che dei azzi furibondi distruggano la vita delle donne: non vogliamo che queste bestie vivano su questo pianeta, vogliamo che queste belve vengano annientate. Le guerre giuste esistono, eccome se esistono, non si tratta di ripudiare la guerra, ma i regimi liberticidi e le organizzazione politiche ed economiche che li appoggiano e che li formano. Con l'avvertenza che quella feccia ha pienato l'Europa e che dall'Europa deve essere espulsa al più presto. Carlo Vivarelli Partito Indipendentista toscano

06/01/2026

IRAN: 19 morti durante la prima settimana delle proteste

Una settimana dopo l'inizio del nuovo ciclo di proteste nazionali in tutto l'Iran, almeno 19 manifestanti sono stati uccisi e centinaia di altri sono rimasti feriti e arrestati. I rapporti indicano che le autorità hanno utilizzato armi militari, e in alcune zone armi pesanti, per reprimere i manifestanti.
Il 3 gennaio, Ali Khamenei, la Guida Suprema della Repubblica Islamica, ha implicitamente emesso un ordine di repressione, definendo i manifestanti "rivoltosi" e "agenti del nemico".
Condannando la repressione delle proteste da parte delle forze della Repubblica Islamica, ha avvertito della possibilità che le autorità possano ricorrere a violenze ancora maggiori.
Mahmood Amiry-Moghaddam, direttore dell'IHR, ha dichiarato: "Il popolo iraniano è sceso di nuovo in piazza per dichiarare a gran voce che non vuole questa dittatura incompetente, corrotta e repressiva. La protesta è un diritto fondamentale dei cittadini; eppure la Repubblica Islamica, come in passato, risponde alle proteste pacifiche del popolo con violenza e repressione, perché sa bene che accettare le richieste del popolo significherebbe la fine di questo sistema. Invitiamo la comunità internazionale a sostenere fermamente i diritti e la dignità del popolo iraniano, riconoscendone le legittime richieste e opponendosi con fermezza alla Repubblica Islamica". Ha aggiunto: "L'uso di armi militari contro i manifestanti costituisce un crimine internazionale e tutti i responsabili, da Ali Khamenei a coloro che aprono il fuoco sulla popolazione, devono essere chiamati a risponderne".
Questa nuova ondata di proteste, iniziata il 28 dicembre 2025 nel bazar di Teheran a causa delle cattive condizioni economiche, si è rapidamente diffusa in altre parti dell'Iran, accompagnata da slogan antigovernativi. Nell'ultima settimana, le proteste sono proseguite in almeno 20 province e 50 città in tutto il paese.
Secondo le informazioni raccolte dall'IHR, almeno 19 manifestanti sono stati uccisi da colpi d'arma da fuoco o altre forme di violenza perpetrate dalle forze di sicurezza in sette province. L'organizzazione sta attualmente lavorando per verificare le ulteriori segnalazioni di decessi.
Il 3 gennaio, diversi manifestanti nella contea di Malekshahi, nella provincia di Ilam, sono stati uccisi da munizioni vere sparate dalle forze di sicurezza; fonti informate hanno riferito dell'uso di armi, tra cui fucili AK47. L'IHR ha confermato le informazioni su cinque dei decessi e sta lavorando per verificare diversi altri casi. Ci sono anche segnalazioni non confermate dell'uso di mitragliatrici DShK.
Centinaia di persone sono state ferite e arrestate in tutto l'Iran. Secondo le informazioni ottenute dall'IHR, più di 150 manifestanti arrestati sono trattenuti nella sola prigione centrale di Isfahan, e alcuni sono stati trasferiti al reparto 8. Diversi detenuti sono rimasti feriti e sono stati portati nell'infermeria del carcere. Molti sarebbero molto giovani, e alcuni hanno meno di 18 anni.
Tre di loro, Soroush Azarmehr (16), Payam Aminzadeh (17) e Saman Shahamat (16), sono stati arrestati dopo essere stati feriti alla testa e alla schiena.
Il 3 gennaio, circa 100 detenuti sono stati trasferiti alla prigione centrale di Qom, dove sono tutti trattenuti in un'unica sala. Tra loro ci sono minori di 18 anni e decine di feriti. Un manifestante, Soroush Javidi (17), ha perso conoscenza a causa di una forte emorragia e non è chiaro se abbia ricevuto cure adeguate dopo essere stato portato all'infermeria del carcere. Le condizioni dei detenuti nella prigione centrale di Qom sono state descritte come "pessime".
Lo stesso giorno, fonti informate dell'IHR hanno riferito che decine di manifestanti sono stati trasferiti al carcere centrale di Shiraz (Adel Abad). L'IHR ha accertato l'identità di 24 manifestanti.
Inoltre, i media statali hanno iniziato a trasmettere le "confessioni" di manifestanti non identificati. Le "confessioni" di tre giovani di Khorramabad e di due ragazze di 16 e 18 anni di Isfahan sono state trasmesse dall'agenzia di stampa Fars dell'IRGC. Storicamente, le autorità hanno diffuso confessioni estorte con coercizione e tortura prima dell'inizio di qualsiasi procedimento legale. Le "confessioni" vengono poi utilizzate come prova in processi iniqui, viziati da violazioni del giusto processo.

Indirizzo

Via Mulino Vecchio, 95/D
Maresca
51028

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