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12/05/2026

📢 CNCA e SOS Villaggi dei Bambini presentano oggi due ricerche per far conoscere la realtà del sistema di accoglienza per i minorenni e i genitori con figli.
Le comunità come supporto fondamentale per migliorare il benessere dell’intero nucleo familiare
➡️ CNCA e SOS Villaggi dei Bambini ETS hanno promosso oggi il convegno “Valore e Qualità dell’Accoglienza nelle comunità per minorenni”, su iniziativa della senatrice Simona Malpezzi, che si è svolto oggi a Roma presso la Sala degli Atti Parlamentari della Biblioteca del Senato “Giovanni Spadolini”.

🖼️ Le due organizzazioni hanno presentato una fotografia dell’accoglienza dei minorenni – in comunità e non solo – che restituisce la realtà e la complessità dei servizi e degli interventi realizzati per garantire i diritti di bambini, bambine e adolescenti.
Il confronto promosso dal convegno ha voluto riportare al centro una domanda cruciale: cosa rende davvero efficace un percorso di accoglienza e quali condizioni permettono a bambini, bambine e adolescenti di sentirsi accolti, ascoltati e accompagnati verso una nuova stabilità? Per farlo, le due organizzazioni hanno presentato due diverse ricerche che hanno raccolto dati oggettivi e individuato punti critici e punti di successo.

📊 Da una parte, SOS Villaggi dei Bambini ha analizzato i percorsi di accoglienza di bambini, bambine e adolescenti tra il 2018 e il 2024, mettendo in luce gli elementi che contribuiscono all’efficacia degli interventi. Dall’altra, la ricerca del CNCA, sviluppata con il contributo di 101 organizzazioni della propria rete ha approfondito le caratteristiche del sistema di accoglienza nelle comunità residenziali e negli altri servizi rivolti a minorenni e genitori con figli, il profilo dei destinatari e degli operatori, il rapporto con il territorio e la pubblica amministrazione, i fattori che incidono sulla qualità e sulla sostenibilità del sistema.

🔗 Per maggiori informazioni vai sul sito del CNCA al seguente link: https://www.cnca.it/cnca-e-sos-villaggi-dei-bambini-due-ricerche-per-presentare-la-realta-del-sistema-di-accoglienza-per-i-minorenni/

‼️ Liberiamo Napoli dalle violenze. Stop the war.‼️Napoli, 16 maggio 10.30 a Piazza GaribaldiMarcia Popolare dell’Educaz...
05/05/2026

‼️ Liberiamo Napoli dalle violenze. Stop the war.‼️

Napoli, 16 maggio 10.30 a Piazza Garibaldi
Marcia Popolare dell’Educazione

Il corteo più divertente della storia sta arrivando a Napoli! Bambini, famiglie, cittadini accorrete!

La marcia popolare di chi educa nei quartieri, di chi gioca coi ragazzi, di chi li cresce col sorriso, di chi gli legge un libro, di chi gioca a pallone o si arrampica con loro, di chi gli tiene il dito per imparare a contare o a scandire bene consonanti e vocali, di chi si prende carico delle disabilità, di chi abbraccia, cura, stringe senza far male; di chi non li giudica e non li lascia andare. L’orgoglio, il nostro, degli “invisibili”; di chi non viene visto da nessuno in città, di cui nessuno si occupa mentre noi ci occupiamo della cura dei “dispersi”, dei "dimenticati", degli “stigmatizzati”, dei “disabili”. Un corteo che racconti il lavoro dei territori, della forza visionaria e generosa del Patto Educativo, un processo che sta muovendo tanti passi, ma che richiede oggi più che mai il “noi” di questa città, l’impegno solidale e civico di tutti, perché tutti siamo madri e padri dei figli di Napoli.

Una presa di parola collettiva delle assistenti sociali, delle psicologhe e delle operatrici sociali, di chi accoglie i minori stranieri non accompagnati o detenuti nei centri diurni o nelle carceri a Nisida o ad Airola. Per dare voce a chi fa una fatica precaria e mal pagata da progetti “annuali”; alle associazioni e alle reti in attesa davanti al Pc della pubblicazione di una graduatoria per vedere se hai “vinto” il progetto e potrai ancora pagare le persone o se dovrai licenziare e ripartire da zero, ma che comunque “puoi stare sicuro che”… si dovrà aspettare almeno il terzo mese di ritardo per poter ricevere lo stipendio.

La mobilitazione delle studentesse e degli studenti che invocano il diritto allo studio, una scuola che non gli cada in testa, dei trasporti gratuiti che ti possano portare anche di notte in giro a conoscere la bellezza dei nostri luoghi; e dei docenti che non pensano che la scuola sia trasmettere una conoscenza, ma un luogo dove liberare il sapere per costruire coscienza.
Un giornata di Memoria e di Impegno per loro e con loro, che vengono visti solo nelle pagine di cronaca nera o quando finiscono sparati, come Fabio Ascione e come tutte le Giovani vittime innocenti che pur qualcosa “hanno dovuto fare” per morire nei quartieri popolari e nella città di provincia.
Cammineremo per le strade della città consapevoli del grande impegno compiuto dalle indagini, dai processi, di attività di sicurezza pubblica che tuttavia da sole hanno dimostrato di non riuscire ad arrestare l’esplosione violenta nei nostri territori. Serve maggiore sorveglianza e maggiore lavoro di intelligence per fermare il commercio e la distribuzione delle armi e della droga nella nostra città e che questa sia legata ad uno straordinario e pianificato sforzo educativo. Sarà la marcia delle arti e la più gioiosa che ci sia per liberare Napoli dal pregiudizio: sulla pelle dei ragazzi, sulle sorti e sugli stili musicali delle ragazze, sui video sui social che usano per esprimersi o sugli atteggiamenti che mostrano. Perché c’è una città che non li giudica, ma li ascolta, capisce, traduce, educa, indica un’altra direzione, un’altra postura.

C’è una città che gli indica la luna, oltre il grigiore dei palazzi e dei luoghi che diventano margini e ghetti. C’è una città che sogna che il teatro, lo sport, il cinema, la musica, l’arte, la cultura, la creatività non siano un laboratorio di due mesi in un’aula o in una palestra disastrata, ma il bisogno di Bellezza da restituire gratuitamente a chi ne è stato privato.
Una giornata per unire una Napoli divisa da troppe etichette, per rompere la bolla e riconoscere la bellezza delle relazioni che costruiscono comunità, prossimità, mutualismo e che fanno Resistenza e Innovazione vera anche quando nessuno se ne accorge.
Musicisti e artisti di strada, clown e danzatori di capoeira, letture di artisti, tanti colori e libri per bambini saranno il sale di una gioiosa e determinata manifestazione di popolo.
Semplicemente? Vogliamo tutto quello che semplicemente si può fare e che non è stato fatto.

Un Decreto Comunità (non con un altro nome di città o quartiere per marchiare chi ci abita) e una legge regionale sull’educativa di comunità che prevedano:
-⁠ la continuità: la fine dei bandi annuali e della competizione al ribasso. Risorse per progetti territoriali quinquennali per sperimentare modelli duraturi di cura e rigenerazione sociale;
-⁠ la partecipazione: una co-programmazione reale degli interventi educativi nei quartieri con chi opera sui territori;
-⁠ la stabilità: un salario mensile minimo nel rispetto dei contratti collettivi per educatorə, operatorə, assistenti sociali sotto al quale non si affidino gare, bandi e servizi;
-⁠ la serietà: un piano anticorruzione negli ambiti sociali di zona per affidare i servizi alle vere realtà che si occupano dei territori e non a finte cooperative, spesso legate ad interessi con i clan;
-⁠ la cultura e lo sport: l’accesso gratuito a musei, teatri, cinema, luoghi d’arte, alle strutture sportive, ai concerti per tutti lə studentesse e gli studenti e le famiglie dei contesti più poveri e isolati delle città;
- l’infanzia: una misura straordinaria per prendersi cura e prevenire, sin dalla nascita, condizioni di vulnerabilità, esclusione e dispersione educativa, attraverso azioni integrate a sostegno della fascia 0-6 anni e oltre, capaci di rafforzare strutture e interventi educativi mettendo in rete asili nido, scuole dell’infanzia, biblioteche, ludoteche e servizi a supporto del benessere fisico, relazionale e psichico delle bambine e dei bambini;
-⁠ la qualità: il riutilizzo sociale affidato alle comunitá, attraverso la riqualificazione pubblica di immobili dismessi, spazi abbandonati, terre incolte e beni confiscati per progetti di innovazione e mutualismo che creino lavoro, economia di scambio e circolare e un sano modello di sviluppo nei territori in cui non sono rimasti che palazzi e serrande abbassate.
-⁠ il disarmo: un’idea di educazione di comunità dove la scuola sia al centro di una relazione aperta e costante negli spazi del quartiere e nel tempo di vita; un’educazione fondata su pratiche nonviolente e collettive.

Così Napoli si fa forte contro le armi, contro chi le vende, contro chi non le toglie da dentro i cassetti di casa e lascia che i minori le possano portare in strada indisturbati.
Non è una proposta. È un disegnino a matita di quello che già facciamo; colorato con quello di cui avremo bisogno per fare di più, per vivere una vita degna, per rompere il muro delle città divise per rialzare il nostro popolo, la nostra terra.
Sappiamo dove si fa, sappiamo come si fa, sappiamo dove si prendono le risorse e come si scrive un decreto.

Fatelo fare a noi che ci mettiamo corpo, desiderio, intelligenza e studio. Per fare finire questa assurda guerra.
Basta con la violenza culturale, patriarcale, ambientale e delle camorre.
Veniamo a fare festa alle vostre porte. Lasciateci entrare.

30/04/2026

🚨 MOBILITAZIONE DI URGENZA - LA SOLIDARIETÀ NON SI SEQUESTRA

Il Mediterraneo non può diventare il luogo dell'arbitrio e della violenza contro chi porta aiuti umanitari. L'assalto da parte di Israele alla Global Sumud Flotilla è un atto di pirateria che calpesta il diritto internazionale e la dignità umana.
"Il silenzio di fronte a simili atti equivale a complicità. Non è accettabile che un corridoio umanitario venga arrestato con la forza in pieno Mediterraneo."

Chiediamo con forza:
Al Governo Italiano e all'Unione Europea: di uscire dall'ambiguità e prendere una posizione netta per garantire l’incolumità degli oltre 400 civili a bordo, tra cui molti cittadini italiani ed europei.

Alla Comunità Internazionale: di attivare immediatamente ogni strumento diplomatico e sanzionatorio. Bisogna porre fine a uno stato di impunità che mina le basi stesse della convivenza civile globale.

Restiamo al fianco di chi, con il proprio corpo e il proprio impegno, cerca di portare speranza e aiuto nei luoghi della disperazione.

TUTTI NEI PRESIDI
Esortiamo tutte le organizzazioni associate, gli attivisti e la cittadinanza a unirsi ai presidi in corso in tutta Italia. Portiamo i nostri corpi e le nostre voci nelle piazze per:
Pretendere il rilascio immediato di tutti i volontari sequestrati.
Rompere il silenzio complice delle nostre istituzioni.
Rafforzare il ponte di solidarietà con la popolazione di Gaza.

Non restiamo a guardare mentre il diritto affonda.

➡️ Segui i canali social della Global Sumud Italia per aggiornamenti su tutti i presidi.

IL CNCA CAMPANIADICE NO AL CPR A CASTELVOLTURNO NE' ALTROVE!I CPR sono lager di stato in cui si intrecciano appalti mili...
24/04/2026

IL CNCA CAMPANIA
DICE NO AL CPR A CASTELVOLTURNO NE' ALTROVE!

I CPR sono lager di stato in cui si intrecciano appalti milionari, abusi, violenza e vite perdute tra psicofarmaci e detenzione arbitraria.
In questi anni abbiamo sempre denunciato la vergogna dei CPR dove i diritti fondamentali vengono sistematicamente violati.
Le centinaia di storie e testimonianze di abusi, trattamenti sanitari inadeguati, uso massiccio di psicofarmaci e una gestione privatizzata che genera profitti sulle sofferenze umane hanno mostrato il volto disumano di questo sistema non più tollerabile.
Questa barbarie non può andare a colpire un territorio come quello di Castelvolturno che da troppi anni è segnato dalla marginalità e necessita invece di interventi volti a restituire dignità e opportunità al territorio e non l'ennesimo lager che va a chiudere un sistema di ghettizzazione già tristemente noto.
Noi ci opporremo in tutti i luoghi e chiediamo un intervento forte delle istituzioni regionali, metropolitane e territoriali.

Mai più lager! NO CPR!

MIGRAZIONE: IL PARLAMENTO EUROPEO RESPINGA IL COMPROMESSO SUL REGOLAMENTO RIMPATRI E METTA I MINORI AL SICURO DA VIOLAZI...
26/03/2026

MIGRAZIONE: IL PARLAMENTO EUROPEO RESPINGA IL COMPROMESSO SUL REGOLAMENTO RIMPATRI E METTA I MINORI AL SICURO DA VIOLAZIONI SISTEMATICHE

L’appello di 20 organizzazioni della società civile attive per la tutela dei minori migranti in occasione della votazione della misura oggi in plenaria a Bruxelles.

L’Europa non può permettere che migliaia di minori vengano lasciati indietro. Serve una legislazione che li protegga e non che li esponga a ulteriori rischi.
Per questo, 20 organizzazioni della società civile impegnate nella tutela di bambini, bambine e adolescenti (Ai.bi, Agevolando, Amnesty International Italia, ARCI, ASGI, Caritas Italiana, Centro Astalli, CeSPI ETS, CIDAS, CISMAI, CNCA, Consiglio Italiano per i Rifugiati, Cooperativa CivicoZero, Defence for Children International Italia, Intersos, Oxfam, Save the Children, SOS Villaggi dei bambini, Terre des Hommes Italia, Tutori in rete) lanciano oggi un appello urgente ai membri del Parlamento europeo affinché respingano in plenaria il compromesso raggiunto il 9 marzo tra PPE, ECR e PfE nella Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (LIBE) sul cosiddetto Regolamento Rimpatri.
Secondo le organizzazioni, la proposta attuale mette seriamente a rischio migliaia di minori soli e famiglie con bambini, ignorando principi fondamentali del diritto europeo e internazionale in materia di diritti umani e aggravando le criticità di un sistema già fragile.
Il compromesso adottato in Commissione LIBE non introduce alcuna procedura chiara per valutare il superiore interesse del minore prima dell’adozione o dell’esecuzione di una decisione di rimpatrio. Il riferimento al superiore interesse rimane generico e privo di criteri su quando e come debba essere effettivamente accertato, né vengono indicate le conseguenze di tale valutazione sul processo decisionale.

La proposta consente inoltre periodi di detenzione fino a 24 mesi, anche per famiglie con bambini e minori non accompagnati: nonostante numerosi esperti in tutela dell’infanzia abbiano stabilito che la detenzione dei minori non sia mai compatibile con il superiore interesse del minore, questo Regolamento ne prevede l’applicazione estensiva, seppure come misura di ultima istanza. Purtroppo, alcuni Stati membri già oggi detengono sistematicamente i minori e il compromesso rischia di legittimare e ampliare questa pratica estremamente lesiva dei loro diritti e della loro salute.
Vi è poi un ulteriore elemento di grave preoccupazione, vale a dire la possibilità di rimpatriare i minori, inclusi quelli non accompagnati, verso Paesi con cui essi non hanno alcun legame significativo né prospettive di integrazione sicura e dove non esistono garanzie adeguate di accoglienza, unità familiare o protezione, esponendoli a trasferimenti traumatici, a condizioni di vulnerabilità estrema e, anche in questo caso, a detenzione de facto.
Il compromesso non sembra poi affrontare cosa accade quando un rimpatrio non è possibile da eseguire, né immediatamente né nel lungo termine. Già oggi, due minori su tre coinvolti in procedure di rimpatrio restano nell’ Unione europea per anni, privi di uno status giuridico stabile o di accesso adeguato ai servizi di base. La nuova normativa rischierebbe di espandere questo limbo legale, aumentando il sovraccarico amministrativo per le autorità nazionali, e finirebbe ancora per portare a un ampio uso della detenzione come soluzione.
Le organizzazioni segnalano che il testo contiene disposizioni incompatibili con la Carta dei diritti fondamentali dell’UE, compresi principi essenziali come l’effetto sospensivo dei ricorsi. La proposta, inoltre, va in controtendenza rispetto alle indicazioni dell’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali (FRA) e le raccomandazioni di quindici esperti ONU per i Diritti Umani, che hanno già richiamato l’UE al rispetto degli standard internazionali sulla protezione dei minori.
Questo compromesso potrebbe inoltre esporre l’Unione e gli Stati membri a contenziosi costosi, misure provvisorie, ricorsi ripetuti e possibili sanzioni, aggravando ulteriormente il carico amministrativo e giudiziario.
In vista del voto in plenaria, le organizzazioni firmatarie invitano l’intero Parlamento europeo a respingere questo compromesso e a lavorare per un quadro normativo che, invece, tuteli davvero l’interesse superiore del minore, rispetti i diritti fondamentali e gli standard internazionali, garantisca alternative stabili alla detenzione, evitandola per i minori, e preveda percorsi di protezione e inclusione per i bambini e le famiglie coinvolte.

10/03/2026
10/03/2026

📢 Rilanciare il Dpr 448/88 e la sfida del cambiamento
Seminario pubblico sulla giustizia minorile

📍 Roma, 12 marzo 2026 – ore 10.30-16.30
📌 Sala Soldini – Cgil convegni, P.za Vittorio Emanuele II 113
Il CNCA organizza a Roma, il prossimo 12 marzo, un incontro sul tema della giustizia minorile.
Il Dpr del 22 settembre 1988, n. 448, ha introdotto nel nostro ordinamento un modello di giustizia minorile fondato sulla centralità della persona di minore età, sulla finalità educativa del procedimento penale e sulla riduzione dell’impatto afflittivo dell’intervento giudiziario, orientando il sistema verso percorsi di responsabilizzazione, accompagnamento e inclusione sociale.
Oggi, i profondi mutamenti sociali e istituzionali sollecitano una riflessione critica sulla sua attuazione concreta, sulle condizioni di efficacia degli interventi e sul ruolo condiviso dei soggetti pubblici e del privato sociale.
Questo seminario nasce come spazio di confronto e di corresponsabilità tra istituzioni e terzo settore con l’obiettivo di promuovere una lettura condivisa del documento elaborato dal CNCA, quale contributo al rafforzamento di un sistema di giustizia minorile orientato all’inclusione, ai diritti e al futuro dei ragazzi e delle ragazze coinvoltə.

🔗 Per maggiori informazioni e iscriversi consulta il calendario degli eventi sul sito del CNCA, al seguente link:
https://www.cnca.it/events/seminario-rilanciare-il-dpr-448-88-e-la-sfida-del-cambiamento/

10/03/2026

📢 Al prossimo referendum il CNCA dice NO

Mentre continuiamo ad assistere a un quotidiano attacco alla magistratura da parte del Governo, soprattutto quando essa si esprime con sentenze in difesa dei diritti di persone fragili, il Coordinamento Nazionale Comunità Accoglienti, impegnato quotidianamente in mille luoghi del nostro Paese nella difesa dei diritti e nella “cura” dei più deboli, al prossimo referendum del 22 e 23 marzo invita tutte le cittadine e cittadini ad andare a votare e a votare NO.

❌ NO alla modifica della Costituzione. I padri costituenti hanno voluto una magistratura autonoma, per garantire i diritti di tutte e tutti e assicurare il bilanciamento tra potere legislativo, esecutivo e giudiziario

❌ NO al controllo del potere politico sul CSM. Il sorteggio costruito con regole diverse per i componenti togati e per quelli laici del CSM è una scorciatoia per sottoporre al controllo dell’esecutivo e della politica l’operato della magistratura, compromettendone l’indipendenza.

❌ NO a un PM che dipenda dal governo. Questa riforma rende più debole la magistratura requirente, aprendo la strada alla dipendenza diretta del PM dal governo, che avrebbe come conseguenza meno indagini su poteri forti e su corruzione e più accanimento contro soggetti fragili e marginali.

👉 Il CNCA auspica, invece, che si proceda, nel più breve tempo possibile, a una vera riforma della giustizia che potenzi gli organici dei tribunali, li doti di attrezzature e procedure più efficienti, accorci notevolmente i tempi dei processi, a tutela di tutte le cittadine e cittadini, specialmente delle persone più deboli, attraverso un percorso condiviso e trasparente, nel rispetto della dialettica parlamentare e dell’equilibrio tra i poteri sanciti dalla Costituzione.

🔗 Per maggiori informazioni vai sul sito del CNCA al seguente link: https://www.cnca.it/al-prossimo-referendum-il-cnca-dice-no/

Indirizzo

C/o Irene ’95, Corso Campano 94
Marigliano
80034

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