10/06/2026
le forze di occupazione del terzo compiono in l’ennesima efferata strage di civili inermi. Gli abitanti del piccolo villaggio di non lontano da Delfi,in tutto 218 persone,vengono barbaramente uccisi e le case incendiate. In tutta l’area, negli stessi giorni, i nazisti uccidono oltre 600 civili .
Le truppe della 4. SS-Polizei-Panzergrenadier-Division, guidate dal fallschirmjäger Fritz Lautenbach, mentre si stavano dirigendo verso la zona per un'operazione anti-partigiana ebbero uno scontro a fuoco con i combattenti della resistenza greca (ELAS) nei pressi del villaggio :la furia nazista si abbatté deliberatamente e interamente sulla popolazione civile inerme, accusata falsamente di complicità.
Quella che seguì non fu un'azione militare, ma una vera e propria carneficina metodica in un villaggio
indifeso, uccidendo soprattutto anziani, donne, 34 bambini di età tra uno e dieci anni, quattro lattanti dai due ai sei mesi d'età. Tutte le case del villaggio vennero incendiante. Racconta un testimone: «Uomini e bambini vennero uccisi indiscriminatamente, donne violentate e fatte a pezzi, a molte i soldati tagliarono via le mammelle. Si trovarono donne incinte con la pancia squarciata, persone assassinate con le baionette. A altri furono tagliate le teste, o cavati gli occhi».
Le donne del villaggio vennero stuprate brutalmente davanti ai mariti e ai figli prima di essere giustiziate, i neonati e i bambini piccoli vennero infilzati con le baionette all'interno delle loro culle o strappati dalle braccia delle madri. Tra le storie più agghiaccianti documentate dai sopravvissuti, un bambino di appena 5 anni fu barbaramente mutilato e "affettato" vivo.
Il sacerdote del villaggio venne brutalmente decapitato come gesto di totale disprezzo.
Il bilancio finale fu drammatico: 218 civili massacrati (tra cui 117 donne e 53 bambini sotto i sedici anni). Al termine del massacro, il villaggio venne dato alle fiamme. Un delegato della Croce Rossa Internazionale, giunto sul posto pochi giorni dopo, descrisse la scena come un inferno di corpi mutilati appesi persino agli alberi lungo la strada.
Oggi un memoriale ricorda la strage.
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