22/05/2026
IL BLUFF DELLA "CONTINUITÀ AMMINISTRATIVA": MARSALA MERITA VISIONE, NON SLOGAN.
In questi ultimi giorni di campagna elettorale a Marsala, si sente ripetere continuamente una formula magica come se fosse un marchio di fabbrica: "continuità amministrativa". Ma parliamoci chiaro: la continuità non è uno slogan di grandezza o un merito speciale. Continuare i lavori in corso, garantire i servizi primari e portare avanti l'ordinarietà è semplicemente il dovere minimo di qualsiasi amministrazione che viene eletta. È la normalità, non un miracolo.
Se invece per continuità si intende continuare con il nulla, allora dobbiamo avere il coraggio di dire basta.
Una città di 80.000 abitanti – la quinta della Sicilia – non può vivere di slogan. Ha bisogno di fatti, di rilancio economico e di una visione politica alta, che oggi manca totalmente.
Guardiamo la realtà dei fatti:
• L’economia e le nostre radici sono in ginocchio: La serricoltura (ortaggi, floricoltura) che ha fatto grande questo territorio è morente, l'artigianato sta scomparendo e la viticoltura non viene difesa come merita.
• Il paradosso dell'Enologia: Come si spiega che un'amministrazione seria lasci trasferire il reparto universitario di Enologia a Trapani? Marsala è la capitale del vino siciliano! Questa non è continuità, questa è discontinuità di capacità e perdita di identità.
• Un turismo senza servizi: Vogliamo essere una città turistica, ma mancano i trasporti urbani. Da Birgi a Strasatti ci sono quasi 50 chilometri scoperti: come si può pretendere che il turista si sposti o che il territorio viva se manca la normalità dei collegamenti?
• Le grandi opere dimenticate: Lo scorrimento veloce che dovrebbe unire l’aeroporto a Mazara è abbandonato da decenni. Un'amministrazione forte dovrebbe ba***re i pugni sui tavoli regionali e nazionali per sbloccare queste infrastrutture vitali, non accontentarsi di qualche lavoretto sul lungomare.
La verità è che in questi decenni è mancato il talento politico. Chi ha amministrato ha coltivato solo il proprio piccolo orticello locale, senza la forza e l'autorevolezza per farsi valere a Palermo o a Roma. E la dimostrazione è il "turismo politico" a cui assistiamo in questi giorni: leader nazionali, ministri e grandi parlamentari che si presentano qui ogni 5 anni a fare passerella, a sponsorizzare i loro "figliocci" e poi spariscono il giorno dopo le elezioni. È una presa in giro per i cittadini. Dobbiamo dire basta ai partiti nazionali che usano Marsala solo per interessi di bottega che poi si spostano altrove.
La linea la deve tracciare la politica con un progetto per il bene comune, e l'imprenditoria deve seguire quel disegno, non il contrario. Ma soprattutto, per fare un passo avanti, la politica deve scendere dal Palazzo e rimettere l'uomo e il cittadino al centro. Deve essere una cerniera con la gente, capire perché i giovani scappano, perché la sanità non funziona e affrontare i problemi (compresa la sicurezza nel centro storico) trovando soluzioni, non accampando scuse.
Marsala ha un potere contrattuale forte per la sua storia e la sua grandezza, ma ha bisogno di una classe dirigente locale autonoma, matura e con una vera visione di sviluppo. Smettiamola di votare la continuità del nulla. Scegliamo la concretezza, l'orgoglio e il futuro di Marsala!