25/04/2024
Marsala
Sez. Vincenzo Alagna
25 APRILE 2024
Autorità, rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d’arma, carissimi concittadini, buon 25 Aprile!
Lo voglio dire subito e senza reticenze ...
Persiste ancora, ai confini dell'Europa, l'arroganza guerrafondaia di un Paese che ha invaso un altro Paese: è evidente e chiarissima che vi è una totale responsabilità della Russia di Putin. Moralmente e giuridicamente da condannare, senza se e senza ma, a cui hanno fatto e stanno facendo seguito uno scempio di umanità e di vita del popolo ucraino e una legittima resistenza armata. E' nessuno può negare che sia necessaria e doverosa la resistenza armata nei confronti dell’invasore.
“Dio è pace e vuole la pace. Chi crede in Lui non può che ripudiare la guerra, la quale non risolve, ma aumenta i conflitti. La guerra, non mi stanco di ripetere, è sempre e solo una sconfitta: è una via senza meta; non apre prospettive, ma estingue la speranza...” così Papa Francesco.
E quanta assonanza con la nostra Costituzione : art. 11:
L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni...
E voglio citare ancora Papa Francesco:
“Sono angosciato per il conflitto in Palestina e Israele: cessi subito il fuoco nella striscia di Gaza, dove è in corso una catastrofe umanitaria; possano arrivare gli aiuti alla popolazione palestinese che soffre tantissimo; si rilascino gli ostaggi rapiti a ottobre! E penso alla martoriata Siria, al Libano, a tutto il Medio Oriente: non lasciamo che divampino le fiamme del rancore, sospinte dai venti funesti della corsa agli armamenti! Non lasciamo che la guerra si allarghi! Arrestiamo l’inerzia del male! “
L'ANPI si riconosce in queste parole e non ho bisogno di sottolineare la nostra posizione su queste drammatiche vicende!
Ecco perché è importante, molto importante che la Liberazione sia una festa unitaria, perché la libertà conquistata o da riconquistare o da difendere è un bene di tutti, senza esclusioni perché l’antifascismo è nettamente più forte se è capace di unire.
Ribadisco, ancora quest'anno, come negli anni scorsi, la necessità di coinvolgere nella celebrazione della Resistenza anche le forze politiche del centrodestra e i cittadini che si ritrovano in quelle posizioni.
Le ragioni ? .. da un lato per la riottosità di questa parte a riconoscersi nel 25 aprile, a considerarlo un pezzo del proprio patrimonio, ne vediamo chiare le posizioni in questi ultimi giorni; dall’altra parte per la tendenza della sinistra a farne la propria festa esclusiva.
In entrambi i casi si travisa la natura pluralistica del movimento di Liberazione e si tradisce, almeno in parte, l’eredità dei valori che la Resistenza ci ha lasciato... si tradiscono quelle donne a quegli uomini che dopo l'8 settembre 1943, cioè dopo l’armistizio, seppero scegliere da che parte stare, rischiando quel che allora si rischiava......
….. E, chiediamocelo, ora, cosa c'era di tanto osceno, immorale nel testo dello scrittore Antonio Scurati da preoccupare la dirigenza Rai e portarla alla cancellazione del suo intervento nel programma di Rai Tre 'Che sarà' ?
Avrebbe parlato dell’assassinio del deputato socialista Giacomo Matteotti sul quale si fonda di fatto il regime fascista, degli eccidi dei nazisti con la complicità dei fascisti del 1944, dalle Fosse Ardeatine a Sant’Anna di Stazzema. Avrebbe chiamato in causa anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, accusata tra l’altro di aver sempre “disconosciuto il ruolo fondamentale della Resistenza nella Rinascita italiana”.
Eppure l'articolo 21 della nostra costituzione spiega molto semplicemente che : “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. “
L'Anpi continua a manifestare un forte allarme per questa deriva da regime che ricorda il Minculpop di discendenza fascista che sta trasformando la Rai in uno strumento al servizio della Presidenza del Consiglio.
Col 25 aprile, pertanto, vogliamo ancora ricordare la rivolta di un popolo contro l’oppressore. Un popolo che prese le armi per affermare il proprio diritto alla pace alla libertà alla democrazia e che, tuttavia, è necessario riconoscere, ben difficilmente avrebbe prevalso, senza l’aiuto delle forze armate italiane e quello importante delle Forze Alleate.
Se non ci fossero stati i partigiani l’Italia sarebbe stata soltanto una nazione fascista alleata dei nazisti !!!
Ed è certamente vero che tra la Resistenza italiana e quella del popolo ucraino vi siano ampie differenze, ma io non riesco a non vedere i tanti elementi in comune prima citati.....
Dunque, per tutte le vittime del nazifascismo, per i suoi Caduti, per gli oltre i 140 combattenti marsalesi di cui 20 caduti in combattimento lungo il cammino della Liberazione.
Per tutti coloro che vennero deportati per motivi religiosi o politici.
Per i 65.000 Internati militari di cui oltre 400 marsalesi prigionieri tradotti nei campi di lavoro in Germania.
Per gli infoibati tra il novembre 1944 e il marzo 1945.
Per gli scomparsi senza lasciare traccia, presumibilmente uccisi e gettati in fosse comuni e altri, la maggior parte, condannati a morte e giustiziati senza pietà, senza appello; e non dimentichiamo tutti coloro che sono rimasti IGNOTI, che noi dobbiamo ricordare, nel celebrare il 25 Aprile … anche noi, come scelsero di fare le generazioni cui oggi sentiamo di dovere tutto, non possiamo distogliere lo sguardo da questi tragici avvenimenti.
… e apro una parentesi, che forse parentesi non è, sui militi ignoti.
Come ricorderai, Signor Sindaco, la sezione “Vincenzo Alagna” dell’Anpi di Marsala aveva lanciato l’iniziativa tre anni fa, depositando anche un progetto che sembrava essere stato accolto dall’amministrazione comunale, in cui veniva richiesto, allo scopo di dare degna sepoltura alle spoglie del milite ignoto marsalese, di estumulare la salma e di dare dignitosa collocazione al piano terra nella Ca****la Votiva.
Oggi non soltanto è ignoto ma anche ignorato.
Crediamo che questo “sepolcro” possa rappresentare i caduti della prima e della seconda guerra mondiale.
Questa nostra proposta puntava non soltanto a dare un pur esiguo riconoscimento ai nostri caduti, ma anche ad offrire ai cittadini marsalesi un luogo dove onorarli il 4 novembre, nella giornata dell’Unità Nazionale e delle forze armate.
… e faccio un'appello alle associazioni combattentistiche, alle forze armate alle quali chiedo di riferire ai loro comandanti affinchè si facciano parte attiva, e spingere l'amministrazione comunale a realizzare questa piccola ma significativa opera !
Ma ritorniamo, ancora al significato del 25 Aprile.
Nella sua “Lettera a un partigiano”, don Primo Mazzolari ricordava: “La brigata portava un nome e un’insegna di partito, ma niente ti prendeva di quel particolare. Tu eri partigiano della libertà di tutti, lottavi e soffrivi per tutti gli italiani”.
Grazie al cammino della Liberazione, ammoniva, si era compiuto il passaggio da una politica che temeva e per questo soffocava ogni autonomia di pensiero, alla democrazia che ha bisogno “non di comparse, ma dell’uomo. Perché le comparse si nutrono del peggio, mentre l’uomo osa chiedere un po’ di pane, un po’ di giustizia, un po’ di libertà per tutti”.
E come scordare Il testamento ideale di Arrigo Boldrini, nome di battaglia"Bulow", comandante partigiano, che possiamo riassumere con le sue stesse parole: «Abbiamo combattuto per la libertà di tutti; per chi era con noi, per chi non c'era ed anche per chi era contro. Tutti i morti meritano rispetto ma non si possono confondere i combattenti della libertà e quanti scelsero la dittatura».
Questi, molto brevemente ma altrettanto efficacemente, gli insegnamenti più preziosi che la Resistenza italiana ci ha consegnato.
Saper accantonare gli individualismi, le differenze, le contrapposizioni politiche, culturali e religiose, sentendosi parte integrante, facendosi carico e assumendosi, in prima persona, la responsabilità di un bene più grande e universale.
A 79 anni di distanza dagli eventi che oggi commemoriamo, sta a noi ritrovare e sentire nostra quella stessa fierezza, quegli stessi occhi limpidi e consapevoli, quella solidarietà umana che indusse così tante famiglie a rischiare la propria incolumità e tutto ciò che possedevano per ospitare, rifocillare e nascondere i partigiani e i soldati alleati, nei casolari di campagna, nelle dimore contadine e furono innanzitutto le donne, il cui ruolo fu in prima linea non soltanto come staffette e infermiere, ma anche nell’imbracciare le armi, ad assicurare accoglienza e protezione alle minoranze perseguitate, trasformando quelle loro stanze ora in quartier generale, ora in centro di distribuzione della stampa clandestina o depositi di munizioni, sfamando i fuggitivi, fornendo loro abiti civili, prestando cure e assistenza.
Offrire una speranza di salvezza voleva dire esporsi all’eventualità dell’arresto, della tortura, della morte. A pagare con la deportazione furono, per il loro attivismo nel supportare i ribelli e favorire la fuga dei prigionieri militari stranieri.
Nessuno si tirò indietro, in nome della pace e di quella spasmodica ricerca della libertà a cui oggi, a 79 anni di distanza, torniamo a rendere il nostro tributo.
E allora buon 25 aprile Italia, buon 25 aprile Marsala.
Viva l’Italia libera e democratica, che crede nella pace e difende sempre i diritti dell’umanità.
Ora e sempre Resistenza, dunque. Viva il 25 aprile! Viva l'Italia Antifascista.
ANPI Marsala
Il Presidente Giuseppe Nilo Giuseppe Nilo
Letto da Gaspare Galfano Segretario ANPI Marsala