05/06/2026
📚 La scuola deve essere il luogo del pluralismo, del confronto e della libertà di pensiero.
Non può diventare il terreno su cui una parte politica cerca di trasmettere la propria visione della società ai nostri figli.
L’istruzione appartiene a tutti, non a una sola parte. Per questo non accettiamo che qualcuno pretenda di avere il monopolio dell’educazione delle nuove generazioni.
Colpisce, inoltre, che a rivendicare una sorta di esclusiva culturale siano spesso coloro che, nei fatti, esercitano già una forte influenza nel mondo della scuola. Basta osservare quanti insegnanti siedono nei consigli comunali o quanti siano stati candidati alle ultime elezioni dalla stessa area politica. Una partecipazione assolutamente legittima e preziosa per la democrazia, ma che dovrebbe suggerire maggiore prudenza a chi accusa altri di voler condizionare l’istruzione.
Il vero pluralismo si difende garantendo spazio al confronto tra idee diverse, non decidendo quali siano le uniche idee considerate accettabili.
La posta in gioco è altissima: riguarda l’Italia dei prossimi venticinque anni. Un’Italia aperta, pluralista e multietnica, ma saldamente ancorata ai valori della democrazia, della libertà, della laicità delle istituzioni e del rispetto delle leggi.
Un Paese capace di integrare senza rinunciare alla propria identità, senza cedere a estremismi, fanatismi o ideologie incompatibili con i principi della nostra convivenza civile.
Noi non ci stiamo. Difendiamo una
scuola libera, pluralista e davvero aperta al confronto.
In programma un dibattito venerdì 12 giugno, presso la Sala Gramsci di Marsciano a cui parteciperà anche l’assessore regionale Fabio Barcaioli