27/05/2026
Marsciano, “Casa della Comunità”: confronto pubblico sui servizi sanitari del territorio
Si è svolto giovedì 21 maggio, presso la Sala Capitini, l’incontro pubblico dal titolo “Casa della Comunità – Costruiamo una vera risposta ai bisogni di salute”, promosso dal gruppo consiliare PD di Marsciano per fare il punto sul futuro della sanità territoriale e sullo stato di attuazione della Casa di Comunità destinata a Marsciano.
L’iniziativa, coordinata dal capogruppo PD Simone Aureli e introdotta dalla presidente della Terza Commissione comunale Tiziana Ciabucchi, ha visto la partecipazione del sindaco Michele Moretti, della direttrice del Distretto MVT Ilaria Vescarelli, del segretario provinciale FIMMG Perugia Pietro Cavalletti e della responsabile sanità della segreteria nazionale PD Marina Sereni. Presenti anche partiti politici, comitati, associazioni, operatori sanitari, sindacati e cittadini.
Al centro del confronto la situazione della Casa di Comunità, prevista dal D.M. 77/2022 e finanziata dalla Regione Umbria nell’ambito della riorganizzazione della sanità territoriale. Durante l’incontro è stato ricordato come la struttura avrebbe dovuto essere attivata entro il 31 dicembre 2023 all’interno dell’ex Casa della Salute, ma che, ad oggi, l’attivazione ufficiale non è mai avvenuta.
Nel corso dell’iniziativa sono stati illustrati gli obiettivi che la Casa di Comunità dovrebbe garantire: presa in carico integrata dei pazienti, presenza coordinata di medici di medicina generale, specialisti, infermieri di comunità, servizi domiciliari, consultorio familiare, punto prelievi, assistenza riabilitativa e specialistica territoriale. Un modello pensato per ridurre gli accessi impropri al pronto soccorso, rafforzare la prevenzione e permettere ai cittadini, soprattutto anziani e fragili, di curarsi vicino al proprio domicilio.
Non sono mancati, tuttavia, i rilievi critici. È stata evidenziata la carenza di personale amministrativo e sanitario, con servizi ancora scoperti in ambiti fondamentali come diabetologia, gastroenterologia e neuropsichiatria. È stato inoltre evidenziato il mancato avvio del PUA, il Punto Unico di Accesso per la presa in carico dei pazienti, oltre alla carenza di infermieri nella struttura e nei servizi domiciliari.
Tra i temi più sentiti anche quello del consultorio familiare, definito “presidio essenziale” per donne, giovani e famiglie. Secondo quanto emerso durante la serata, il servizio opera con orari limitati e in spazi non adeguati, non riuscendo a garantire le funzioni previste dalla normativa nazionale.
Nel corso dell’incontro sono state comunque segnalate alcune novità positive, come l’attivazione di ore specialistiche in cardiologia e geriatria e l’arrivo di un fisiatra dal prossimo luglio. Tuttavia, il messaggio condiviso dai partecipanti è stato chiaro: occorre accelerare la completa attuazione della Casa di Comunità e garantire servizi sanitari territoriali realmente efficienti, accessibili e vicini ai cittadini.