Parco Nazionale Appennino Lucano

Parco Nazionale Appennino Lucano Istituito con DPR dell’8 dicembre 2007 Il Parco Nazionale dell’Appennino Lucano-Val d’Agri-Lagonegrese è uno dei Parchi Nazionale più giovani d’Italia.

"Un avvincente viaggio in Basilicata tra monti valli e corsi d'acqua"

Il Parco Nazionale dell’Appennino Lucano-Val d’Agri-Lagonegrese è un’estesa fascia di area protetta interamente compresa nel territorio della Basilicata. Il suo perimetro si staglia su una larga parte dell’Appennino Lucano, lungo un articolato confine che dalle vette del Volturino e del Pierfaone si estende fino al massiccio de

l Sirino, che comprende alcune delle maggiori cime dell’Appennino Meridionale. Tra questi due complessi, imponenti e frastagliati, si aprono a ventaglio le cime più dolci del sistema della Maddalena, un complesso di monti, dal profilo dolce e meno elevato, che racchiude l’alta valle del fiume Agri. La sua posizione geografica ne fa un perfetto corridoio ambientale tra le due grandi riserve naturali del Parco Nazionale del Pollino e del Parco Nazionale del Cilento, al centro del sistema regionale delle aree protette. Il territorio del Parco presenta una geologia ed una geomorfologia variegate con conche tettono-carsiche, laghi temporanei, doline, grotte, sorgenti, zone fossilifere ed evidenti strutture geologiche che testimoniano i momenti salienti dell'evoluzione dell'Appennino Lucano. La sua storia geologica risale a circa 200 milioni di anni fa quando dal paesaggio originario, cominciarono a formarsi le sequenze sedimentarie che avrebbero in seguito costituito l'ossatura delle montagne che oggi noi ammiriamo. Estensione: 68.996 ettari
Abitanti: 90.000
Regione: Basilicata
Provincia: Potenza
Comuni: N. 29
N. 12 Siti di Interesse Comunitario (SIC)
N. 2 Zone a Protezione Speciale (ZPS)
N. 1 Impianti Bird Area (IBA)

Facciamo chiarezza È notizia di oggi che è caduto il vincolo di divieto di caccia al lupo. Viene meno quindi quel grande...
22/01/2026

Facciamo chiarezza

È notizia di oggi che è caduto il vincolo di divieto di caccia al lupo. Viene meno quindi quel grande balzo delle coscienze che fece decadere il concetto di specie nocive frutto di un retaggio culturale che vedeva solo quelle cacciabili degne di considerazione, oltre che quelle domestiche ovviamente. Gli studi biologici degli anni successivi al dopoguerra ricollocarono tutte le specie in un ordine naturale perfetto e in equilibrio tra loro. I grandi carnivori ormai ridotti alla quasi estinzione recuperarono la propria funzione ecologica nonostante decenni di alterazione degli ecosistemi naturali. Il lupo non faceva eccezione. Dalla cartina si evince come apparentemente ci siano oggi piu lupi in Italia rispetto al 1900. In realtà la comparazione non è possibile vista la mancanza di dati di inizi secolo scorso. Possiamo solo dire che oggi i lupi sono piu ampiamente distribuiti a parte la Sicilia dove si sono estinti dalla fine del XIX Secolo. Oggi il lupo sta sicuramente meglio rispetto al 1900 grazie alla quantità superiore di ungulati, cinghiali in primis. Inoltre le politiche condotte a sostegno degli allevatori hanno dimostrato indirettamente che i casi di predazione al bestiame domestico sono senz'altro diminuiti rispetto al minimo di popolazione degli anni '70 del secolo scorso. Il Parco dell'Appennino Lucano ha sempre rappresentato anche nel peggiore periodo storico un serbatoio per questa intelligente specie che torna ad essere purtroppo da naturale sele controllore a controllato, paradossalmente nel momento in cui si lamenta un'aumentata popolazione di cinghiali ed altri ungulati. Ancora una volta l'intervento a gamba tesa delle politiche gestionali non corroborate da studi sempre circostanziabili rischia di sconvolgere quel minimo di equilibrio auspicato e mai veramente raggiunto.

È bene sfatare alcuni miti frutto della disinformazione politica sempre pronta a strumentalizzare l'animo umano. Una cor...
22/01/2026

È bene sfatare alcuni miti frutto della disinformazione politica sempre pronta a strumentalizzare l'animo umano. Una corretta narrazione sulle specie che abitano il territorio è solo un atto dovuto ancorché basata sullo studio ecologico ed etologico. Ruolo delle aree protette è quello di ricondurre l'azione a livelli di una corretta gestione ambientale libera da condizionamenti emotivi, funzionalmente deviati. Negli anni molte specie sono cadute sotto i colpi di queste dicerie, l'ultima è il cinghiale che gioca un ruolo importantissimo in un momento di cambiamento climatico per cui è opportuno sottolineare alcuni elementi utili a comprenderne la natura.
I cinghiali non attaccano gli umani per natura predatoria. La maggior parte degli incontri problematici nasce da fraintendimenti e comportamenti umani sbagliati.

Carica difensiva della femmina con piccoli:
Non è aggressione — è protezione materna. Mantieni distanza minima 50 metri dalle famiglie. Se incontri cuccioli, allontanati immediatamente senza correre.

Cinghiale che si avvicina in gruppo:
Cerca cibo, non conflitto. Non dare mai da mangiare — crea dipendenza e comportamenti problematici. Un cinghiale nutrito dall'uomo perde la naturale diffidenza.

Movimento rapido verso di te:
Spesso è fuga nella tua direzione, non attacco. Resta fermo, parla con voce calma e ferma. Il movimento brusco innesca l'inseguimento.

Grugniti e sbuffi:
Comunicazione di disagio, non minaccia imminente. Il cinghiale sta dicendo "troppo vicino". Arretra lentamente senza voltare le spalle.

Attività diurna in zone urbane:
Segno di habitat insufficiente e risorse alimentari scarse. Non è comportamento naturale — è adattamento forzato.

Danni a giardini e orti:
Ricerca di radici, tuberi, invertebrati. Recinzioni interrate (40 cm sotto terra) e robuste (120 cm altezza) sono l'unica soluzione efficace.

Cinghiale solitario di giorno:
Spesso maschio adulto escluso dal branco. Più cauto degli umani che degli umani di lui. Evita il contatto visivo diretto — è percepito come sfida.

Presenti vicino ai cassonetti:
Fame, non scelta. Cassonetti non accessibili e raccolta regolare riducono drasticamente le presenze urbane.

La vera pericolosità nasce quando gli umani avvicinano, fotografano, danno da mangiare o portano cani non controllati vicino ai cinghiali. La distanza è rispetto reciproco.

Pillole di scienza al servizio delle aree protette
19/01/2026

Pillole di scienza al servizio delle aree protette

“Quando ho provato a insegnare i comandi ai miei lupi mi hanno guardato perplessi… poi hanno semplicemente ignorato la maggior parte degli ordini, perché la loro natura non è stata plasmata per obbedire all’uomo come quella dei cani domestici.”

Erik Zimen (1930-2008) è stato un rinomato etologo tedesco-svedese, noto soprattutto per i suoi studi pionieristici sul comportamento dei lupi. La sua carriera ha rappresentato un ponte tra osservazioni scientifiche rigorose e una comprensione più empatica della natura dei lupi, mettendo in luce aspetti spesso fraintesi di questi animali iconici.

Zimen dedicò la sua vita a studiare le differenze tra lupi e cani domestici, sottolineando che mentre i cani sono stati selezionati artificialmente per vivere in stretta collaborazione con l'uomo, i lupi mantengono una struttura sociale autonoma e una mentalità indipendente. Questa distinzione spiega perché i lupi reagiscono ai comandi umani con perplessità o indifferenza: la loro intelligenza è adattata alla vita in branco e alla sopravvivenza in natura, non all’obbedienza a ordini esterni.

Uno degli aspetti più affascinanti del lavoro di Zimen riguarda l’osservazione del comportamento sociale dei lupi. Egli documentò con cura le gerarchie, le dinamiche di cooperazione e conflitto, e le strategie comunicative tra i membri del branco. La loro interazione non è casuale; ogni decisione collettiva, dalla caccia alla protezione del territorio, segue schemi complessi che riflettono sia la leadership naturale sia il rispetto reciproco tra i membri.

Zimen condusse anche esperimenti in cui tentava di addestrare i lupi a svolgere compiti simili a quelli dei cani da slitta. Questi esperimenti raramente producevano risultati prevedibili, evidenziando come i lupi non rispondano a comandi semplici o ripetitivi senza una motivazione interna. La loro apparente resistenza all’addestramento umano non indica mancanza di intelligenza, ma piuttosto un tipo di intelligenza e indipendenza evolutivamente differente.

Oltre alla ricerca empirica, Zimen ebbe un ruolo importante nella sensibilizzazione pubblica verso i lupi. La sua opera più nota, "The Wolf", combina osservazioni scientifiche, esperimenti controllati e racconti sul comportamento naturale dei lupi, riuscendo a trasmettere al grande pubblico la complessità e la dignità di questi animali. Egli sfidò stereotipi persistenti, mostrando che i lupi non sono creature aggressive e irrazionali, ma esseri sociali intelligenti e capaci di relazioni complesse.

In conclusione, il lavoro di Erik Zimen rimane un punto di riferimento fondamentale per chiunque voglia comprendere i lupi non solo come animali selvaggi, ma come creature con una struttura sociale sofisticata, una mente acuta e un’indipendenza che li rende affascinanti e, allo stesso tempo, difficili da controllare secondo gli standard umani. La sua eredità scientifica continua a ispirare etologi, biologi e appassionati di fauna selvatica in tutto il mondo.

In un Mondo, ove a dettare la linea c'è l'idea che la Natura non ha un valore reale a meno che non venga gestita manager...
22/11/2025

In un Mondo, ove a dettare la linea c'è l'idea che la Natura non ha un valore reale a meno che non venga gestita managerialmente, è invece importante recuperare il concetto di Natura quale essenza stessa del reale non subordinabile alla visione distopica degli ultimi anni. Al fine di rendere consapevoli i fruitori delle aree protette ed amanti dei suoi abitanti, invitiamo alla lettura di questa interessante riflessione.

C'è stato un tempo in cui le parole avevano peso. Quando si diceva "foresta" non si intendeva la stessa cosa di quando si pronunciava "selva" che non a caso era spesso "oscura", e un "bosco" era qualcosa di ancora diverso. Non si trattava di vezzi linguistici: queste distinzioni rivelavano modi…

Quando si parla di conservazione dell'ambiente si fa riferimento soprattutto alla conservazione di quelle buone pratiche...
30/09/2025

Quando si parla di conservazione dell'ambiente si fa riferimento soprattutto alla conservazione di quelle buone pratiche umane che rendono l'uomo un elemento integrato con la natura. Oggi si travalica il senso delle aree protette ricollegandole ad una visione antropocentrista fuori da un reale senso di rispetto degli abitanti animali e vegetali di un territorio tutelato. Sempre più spesso si sente parlare di capacità economica di un parco nazionale, di servizi ecosistemici e non di impronta ecologica, il cui concetto continua a sfuggire alla classe amministrativa delle stesse aree protette. Con questo post Il Parco Nazionale dell'Appennino Lucano vuole cogliere l'occasione per riportare l'attenzione su quegli aspetti minori, spesso invisibili, che dovrebbero essere al cento delle funzioni di una vera area protetta.

Natura, benessere, cura. La felicità è una somma di piccole cose. Buon Ferragosto
15/08/2024

Natura, benessere, cura. La felicità è una somma di piccole cose. Buon Ferragosto

12/08/2024

All'interno della manifestazione organizzata da FestAmbiente, Legambiente ha premiato il Parco Nazionale Appennino Lucano come Parco rifiuti free per il miglioramento conseguito dal territorio del Parco nella riduzione dell'impatto ambientale dei rifiuti, azione in linea con gli obiettivi per lo sviluppo sostenibile dell'Agenda 2030 ONU.
Il premio è stato ritirato dal Commissario Straordinario dell'Ente Parco, Antonio Tisci e dal Direttore, Giuseppe Luzzi.
"Un risultato che è giusto condividere con i sindaci della comunità del Parco autentici protagonisti di questo miglioramento" ha affermato Il Commissario, "Oggi siamio molto soddisfatti" hanno affermato Tisci e Luzzi, "e sappiamo che questo non è un traguardo ma un punto di partenza verso la costruzione condivisa di una comunità sempre più attenta e consapevole".

Indirizzo

Ente Parco Nazionale Dell'Appennino Lucano Val D'Agri Lagonegrese Via Manzoni, N°1
Marsico Nuovo
85052

Orario di apertura

Lunedì 10:00 - 13:00
Martedì 10:00 - 13:00
15:30 - 17:30
Mercoledì 10:00 - 13:00
Giovedì 10:00 - 13:00
15:30 - 17:30
Venerdì 10:00 - 13:00

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