19/05/2026
Comunicato del PCI Puglia sulla manovra lacrime e sangue della giunta regionale Decaro per la sanitΓ pugliese.
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Ripulita dalla propaganda elettorale, la veritΓ emerge con forza. La manovra presentata dal presidente Antonio Decaro svela una realtΓ drammatica: un deficit nel sistema sanitario pugliese pari a 349 milioni di euro per l'anno in corso. Per coprire questo buco nei conti, la Giunta regionale ha deciso di prelevare ben 241 milioni di euro direttamente dalle buste paga dei cittadini attraverso l'innalzamento delle aliquote dell'addizionale regionale IRPEF.
Da comunisti, operiamo una critica chiara e da sinistra su quanto sta accadendo, analizzando i fatti senza fare sconti alle logiche di mercato.
1.LO SCARICABARILE DEI GOVERNI: IL TAGLIO NAZIONALE ALLA SALUTE
Il finanziamento nazionale della sanitΓ pubblica Γ¨ la prima questione macroscopica da aggredire: il 6%di PIL dellβItalia Γ¨ ben al di sotto di Paesi come Francia, Germania e Inghilterra. Se la Regione stima in 433 milioni i maggiori costi strutturali, Γ¨ evidente che le politiche nazionali centrali giocano al ribasso: a livello complessivo, il Fondo Sanitario Nazionale Γ¨ del tutto inadeguato. I governi neoliberisti italiani continuano a programmare il collasso del Servizio Sanitario Nazionale, tenendone il finanziamento compresso al fine di sostenere lo sviluppo delle spese militari a scapito del Welfare e garantire ampi margini di profitto sulla salute.
2. LE IMPOSTE SERVONO AL WELFARE, MA LA PROGRESSIVITΓ DEVE ESSERE REALE
Le imposte sono lo strumento costituzionale necessario a finanziare la sanitΓ pubblica universale e i diritti sociali. Ma la tassazione deve essere fortemente progressiva, gravando sui grandi patrimoni e non sui redditi da lavoro. La manovra regionale, pur esentando chi dichiara fino a 15mila euro lordi annui (pari al 32,83% dei contribuenti), finisce per colpire duramente il ceto impiegatizio e i lavoratori dipendenti appena al di sopra della soglia di sussistenza:
Redditi tra 15 e 28mila euro: l'aliquota sale dallo 0,2% allo 0,9% (+4,17 euro al mese).
Redditi tra 28 e 50mila euro: l'aliquota balza dallo 0,4% al 2% (+19,33 euro al mese in busta paga).
Redditi superiori a 50mila euro: l'aliquota tocca il 2,1% (+66,62 euro o piΓΉ al mese).
Presentare questa stangata come un sacrificio "limitato" significa ignorare l'impatto del carovita sulle famiglie lavoratrici, risparmiando di fatto i grandi capitali e i profitti delle cliniche private.
3. LA CRITICA AL CENTROSINISTRA NEOLIBERISTA: I DANNI OCCULTATI
Durante la recente campagna elettorale, il centrosinistra ha meticolosamente nascosto i disastri storici prodotti dall'aziendalizzazione delle vecchie USL e dalle esternalizzazioni selvagge. Hanno governato la Puglia spacciando per "efficienza" l'introduzione delle tariffe commerciali dei DRG (mutuate dai sistemi assicurativi statunitensi). Oggi i nodi vengono al pettine con una perdita strutturale complessiva di 488 milioni di euro. Il risultato di anni di gestione mercantile Γ¨ sotto gli occhi di tutti: i cittadini pugliesi pagano due volte, prima con l'aumento dell'IRPEF regionale e poi di tasca propria per superare le liste d'attesa bloccate, mentre la diagnostica e la specialistica restano in larga parte in mano al privato accreditato.
4. OLTRE LE ILLUSIONI ELETTORALI: UN INVITO ALLA COERENZA SINDACALE
Oggi registriamo con favore la mobilitazione sindacale a difesa della sanitΓ pubblica, che abbiamo anticipato con una campagna per lβabolizione dei ticket sanitari e che ora sosteniamo pienamente. Tuttavia, come forza politica comunista, non possiamo non rilevare l'errore strategico compiuto da chi, nei mesi passati, ha offerto al presidente Decaro un sostegno politico incondizionato, privo di qualsiasi critica radicale sui bilanci sanitari. Questo atteggiamento ha contribuito a silenziare un dibattito necessario che oggi riesplode sotto forma di tasse per i lavoratori. Γ tempo di superare le illusioni della delega elettorale al centrosinistra: la difesa dei diritti non si fa nei salotti elettorali, ma con la coerenza del conflitto sociale.
5. LA NOSTRA VISIONE: PER UNA PUGLIA PACIFISTA E POPOLARE
Il PCI rivendica l'impianto politico sostenuto in campagna elettorale per una "Puglia pacifista e popolare". Una Puglia pacifista esige lo spostamento immediato delle risorse pubbliche dalle spese belliche ai servizi socio-sanitari e di cura. Una Puglia popolare rifiuta l'aziendalismo e misura le strutture ospedaliere sul loro "valore d'uso" (ovvero l'efficacia e la sicurezza delle cure misurata scientificamente dai dati ministeriali Agenas e dal Piano Nazionale Esiti) e non sul loro "valore di scambio" commerciale.
PASSA ALLA MOBILITAZIONE CON IL PCI!
Utilizziamo la raccolta firme per la Legge di Iniziativa Popolare (LIP) della CGIL da metΓ maggio a settembre per proporre un nuovo Piano Sanitario Regionale fondato su:
π Programmazione della de-privatizzazione: taglio progressivo delle convenzioni nella specialistica (dal 60% al 40% il primo anno, fino a livelli residuali nel triennio).
π° Finanziamento al 7,5% del PIL nominale entro il 2030, destinato in via esclusiva ai servizi a diretta gestione pubblica.
π Stop all'Autonomia Differenziata e blocco totale delle esternalizzazioni delle funzioni sanitarie sostanziali.
π§ Tecnologia al servizio del popolo: impiego dell'Intelligenza Artificiale nelle strutture pubbliche per migliorare le cure, non per produrre profitto aziendale.
π’ Superamento del Welfare Aziendale e del sistema del "terzo pagante" che sposta il salario dei lavoratori verso polizze assicurative private.
Non pagheremo i disavanzi del mercato per finanziare le speculazioni sulla salute!
βοΈ Partecipa e firma ai banchetti del PCI nelle piazze della Puglia per un Servizio Sanitario pubblico, gratuito, universale e partecipato!