PCI Martina Franca

PCI Martina Franca Pagina Ufficiale del Partito Comunista Italiano di Martina Franca.

Il Partito Comunista Italiano è l’organizzazione politica d'avanguardia della classe operaia e di tutte le lavoratrici e lavoratori che, nella realtà del Paese, lottano per l’indipendenza e la libertà, per l’edificazione della democrazia, per l’eliminazione dello sfruttamento, per la libertà e la valorizzazione della personalità umana, per la pace tra i popoli: per il socialismo.

👉🏻 iniziativa del PCI a Crispiano.Il PCI sezione Berlinguer di Crispiano (Ta) anche per quest'anno intende celebrare nuo...
10/06/2026

👉🏻 iniziativa del PCI a Crispiano.

Il PCI sezione Berlinguer di Crispiano (Ta) anche per quest'anno intende celebrare nuovamente, la Giornata dedicata alle Vittime sul lavoro, con la deposizione di un omaggio floreale nei pressi del Monumento sito nella piazza centrale Madonna della Neve.

L'iniziativa é fissata per VENERDI, 12 Giugno, a partire dalle ore 19,00.

Invitiamo i Compagni a sostenere e partecipare a questo incontro pubblico su Matteotti organizzato dall'Anpi Martina Fra...
07/06/2026

Invitiamo i Compagni a sostenere e partecipare a questo incontro pubblico su Matteotti organizzato dall'Anpi Martina Franca in programma mercoledì 10 giugno alle 18.30 presso la villa comunale di Locorotondo.

10 giugno 1924/2026 - COMMEMORAZIONE DELL'ON.GIACOMO MATTEOTTI

📖 Il 30 maggio 1924 l'On. Giacomo Matteotti (segretario del Partito Socialista Unitario) prese la parola e denunciò i gravi brogli che i fascisti avevano messo in atto per vincere le elezioni del 6 aprile. Tale discorso determinò, purtroppo, la sua condanna a morte. Matteotti fu rapito e assassinato da una squadraccia fascista capeggiata da Amerigo Dumini e il suo corpo venne ritrovato solo due mesi dopo, il 16 agosto.
La responsabilità politica e morale dell'assassinio di Giacomo Matteotti venne rivendicata dallo stesso Mussolini nel discorso alla Camera dei Deputati il 3 gennaio 1925. Per gli storici quella data segnò l'inizio della dittatura fascista che poi avrebbe trascinato l'Italia nel baratro più profondo.

👉🏻 Per ricordare la figura dell'On. Giacomo Matteotti, per onorare la sua memoria e il suo coraggio, l'Anpi Martina Franca, unitamente alla Fondazione Giacomo Matteotti Puglia, l'Associazione Incolto e il Collettivo 080 - Rete degli Studenti Medi con il Patrocinio del Comune di Locorotondo hanno organizzato una commemorazione pubblica:

🗓️ 📍il giorno MERCOLEDÌ 10 GIUGNO 2026 ALLE ORE 18.30 PRESSO LA VILLA COMUNALE DI LOCOROTONDO.

Invitiamo tutti i cittadini della Valle d'Itria e tutti gli antifascisti a diffondere e partecipare all'incontro.

📝 DURANTE L'INIZIATIVA SARÀ POSSIBILE ISCRIVERSI ALL'ANPI E/O RINNOVARE LA TESSERA PER L'ANNO 2026.

👉🏻 COMUNICATO DELLA SEZIONE PCI Martina Franca Mentre il governo Meloni è impegnato a interpretare i dati Istat relativi...
03/06/2026

👉🏻 COMUNICATO DELLA SEZIONE PCI Martina Franca
Mentre il governo Meloni è impegnato a interpretare i dati Istat relativi al tasso di occupazione, fuori dai palazzi c'è il caporalato che gestisce il mercato del lavoro. I servetti sciocchi di "Giorgia", quelli delle dichiarazioni imparate a memoria di 30 secondi e mandate in onda sui TG nazionali, nulla hanno da dire sulla vicenda dei lavoratori bruciati vivi per aver richiesto il pagamento dello stipendio.
Parlano di più occupazione e crescono precariato e morti sul lavoro, parlano di sicurezza e crescono i casi di ragazzini 12enni che vanno a scuola con i coltelli, parlano di ponti ed infrastrutture e ci sono intere zone del Meridione d'Italia in cui non arriva nemmeno la rete idrica, parlano di attenzione per le famiglie e aumentano le accise sui carburanti, parlano di più risorse per i servizi mentre tagliano su scuola e sanità. Gli unici soddisfatti sono i padroni delle industrie belliche e i potentati economici statunitensi.
Tutto ciò accade in un contesto di generale imbarbarimento della società.
Come Comunisti esprimiamo cordoglio per i lavoratori vittime di quei vili criminali, attendiamo che la giustizia faccia il suo corso.
Non ci sarà invece nessuna reazione da parte del governo, nessuna condoglianza, nessun provvedimento, sono troppo impegnati a capire come cambiare la legge elettorale per garantirsi di continuare a fare schifo per gli anni a ve**re.

Buona Festa della Repubblica, quella nata dalla Resistenza, quella fondata sul Lavoro, quella che non lascia nessuno ind...
02/06/2026

Buona Festa della Repubblica, quella nata dalla Resistenza, quella fondata sul Lavoro, quella che non lascia nessuno indietro, quella che promuove la cultura, quella che tutela la natura e l'ambiente, quella che ripudia la guerra: L' ITALIA DEMOCRATICA E ANTIFASCISTA!

23/05/2026

🔴 Il messaggio di Luciano Canfora a sostegno di Francesco Loconte: scuola, giustizia sociale e zona industriale i temi che Canfora riconosce come eccellenti nel programma di Modugno pacifista e popolare e nell'impegno di Francesco.
Abbiamo un'alternativa, qualificata e libera: si tratta di votarla e di continuare a costruirla insieme, dal 25 maggio in poi.



Casa del Popolo Potere Al Popolo Bari e Provincia Risorgimento Socialista Puglie. Sinistra socialista

Comunicato del PCI Puglia sulla manovra lacrime e sangue della giunta regionale Decaro per la sanità pugliese.👇🏻 (Leggi ...
19/05/2026

Comunicato del PCI Puglia sulla manovra lacrime e sangue della giunta regionale Decaro per la sanità pugliese.
👇🏻 (Leggi tutto e condividi) 👍🏻

🔴 𝐌𝐀𝐍𝐎𝐕𝐑𝐀 𝐒𝐀𝐍𝐈𝐓𝐀̀ 𝐈𝐍 𝐏𝐔𝐆𝐋𝐈𝐀: 𝐋𝐀 𝐒𝐀𝐋𝐔𝐓𝐄 𝐒𝐈 𝐃𝐈𝐅𝐄𝐍𝐃𝐄 𝐂𝐎𝐍 𝐔𝐍𝐀 𝐕𝐄𝐑𝐀 𝐏𝐑𝐎𝐆𝐑𝐄𝐒𝐒𝐈𝐕𝐈𝐓𝐀̀ 𝐄 𝐈𝐋 𝐑𝐈𝐓𝐎𝐑𝐍𝐎 𝐀𝐋 𝐏𝐔𝐁𝐁𝐋𝐈𝐂𝐎!

Ripulita dalla propaganda elettorale, la verità emerge con forza. La manovra presentata dal presidente Antonio Decaro svela una realtà drammatica: un deficit nel sistema sanitario pugliese pari a 349 milioni di euro per l'anno in corso. Per coprire questo buco nei conti, la Giunta regionale ha deciso di prelevare ben 241 milioni di euro direttamente dalle buste paga dei cittadini attraverso l'innalzamento delle aliquote dell'addizionale regionale IRPEF.
Da comunisti, operiamo una critica chiara e da sinistra su quanto sta accadendo, analizzando i fatti senza fare sconti alle logiche di mercato.

1.LO SCARICABARILE DEI GOVERNI: IL TAGLIO NAZIONALE ALLA SALUTE
Il finanziamento nazionale della sanità pubblica è la prima questione macroscopica da aggredire: il 6%di PIL dell’Italia è ben al di sotto di Paesi come Francia, Germania e Inghilterra. Se la Regione stima in 433 milioni i maggiori costi strutturali, è evidente che le politiche nazionali centrali giocano al ribasso: a livello complessivo, il Fondo Sanitario Nazionale è del tutto inadeguato. I governi neoliberisti italiani continuano a programmare il collasso del Servizio Sanitario Nazionale, tenendone il finanziamento compresso al fine di sostenere lo sviluppo delle spese militari a scapito del Welfare e garantire ampi margini di profitto sulla salute.

2. LE IMPOSTE SERVONO AL WELFARE, MA LA PROGRESSIVITÀ DEVE ESSERE REALE
Le imposte sono lo strumento costituzionale necessario a finanziare la sanità pubblica universale e i diritti sociali. Ma la tassazione deve essere fortemente progressiva, gravando sui grandi patrimoni e non sui redditi da lavoro. La manovra regionale, pur esentando chi dichiara fino a 15mila euro lordi annui (pari al 32,83% dei contribuenti), finisce per colpire duramente il ceto impiegatizio e i lavoratori dipendenti appena al di sopra della soglia di sussistenza:
Redditi tra 15 e 28mila euro: l'aliquota sale dallo 0,2% allo 0,9% (+4,17 euro al mese).
Redditi tra 28 e 50mila euro: l'aliquota balza dallo 0,4% al 2% (+19,33 euro al mese in busta paga).
Redditi superiori a 50mila euro: l'aliquota tocca il 2,1% (+66,62 euro o più al mese).
Presentare questa stangata come un sacrificio "limitato" significa ignorare l'impatto del carovita sulle famiglie lavoratrici, risparmiando di fatto i grandi capitali e i profitti delle cliniche private.

3. LA CRITICA AL CENTROSINISTRA NEOLIBERISTA: I DANNI OCCULTATI
Durante la recente campagna elettorale, il centrosinistra ha meticolosamente nascosto i disastri storici prodotti dall'aziendalizzazione delle vecchie USL e dalle esternalizzazioni selvagge. Hanno governato la Puglia spacciando per "efficienza" l'introduzione delle tariffe commerciali dei DRG (mutuate dai sistemi assicurativi statunitensi). Oggi i nodi vengono al pettine con una perdita strutturale complessiva di 488 milioni di euro. Il risultato di anni di gestione mercantile è sotto gli occhi di tutti: i cittadini pugliesi pagano due volte, prima con l'aumento dell'IRPEF regionale e poi di tasca propria per superare le liste d'attesa bloccate, mentre la diagnostica e la specialistica restano in larga parte in mano al privato accreditato.

4. OLTRE LE ILLUSIONI ELETTORALI: UN INVITO ALLA COERENZA SINDACALE
Oggi registriamo con favore la mobilitazione sindacale a difesa della sanità pubblica, che abbiamo anticipato con una campagna per l’abolizione dei ticket sanitari e che ora sosteniamo pienamente. Tuttavia, come forza politica comunista, non possiamo non rilevare l'errore strategico compiuto da chi, nei mesi passati, ha offerto al presidente Decaro un sostegno politico incondizionato, privo di qualsiasi critica radicale sui bilanci sanitari. Questo atteggiamento ha contribuito a silenziare un dibattito necessario che oggi riesplode sotto forma di tasse per i lavoratori. È tempo di superare le illusioni della delega elettorale al centrosinistra: la difesa dei diritti non si fa nei salotti elettorali, ma con la coerenza del conflitto sociale.

5. LA NOSTRA VISIONE: PER UNA PUGLIA PACIFISTA E POPOLARE
Il PCI rivendica l'impianto politico sostenuto in campagna elettorale per una "Puglia pacifista e popolare". Una Puglia pacifista esige lo spostamento immediato delle risorse pubbliche dalle spese belliche ai servizi socio-sanitari e di cura. Una Puglia popolare rifiuta l'aziendalismo e misura le strutture ospedaliere sul loro "valore d'uso" (ovvero l'efficacia e la sicurezza delle cure misurata scientificamente dai dati ministeriali Agenas e dal Piano Nazionale Esiti) e non sul loro "valore di scambio" commerciale.

PASSA ALLA MOBILITAZIONE CON IL PCI!
Utilizziamo la raccolta firme per la Legge di Iniziativa Popolare (LIP) della CGIL da metà maggio a settembre per proporre un nuovo Piano Sanitario Regionale fondato su:
📉 Programmazione della de-privatizzazione: taglio progressivo delle convenzioni nella specialistica (dal 60% al 40% il primo anno, fino a livelli residuali nel triennio).
💰 Finanziamento al 7,5% del PIL nominale entro il 2030, destinato in via esclusiva ai servizi a diretta gestione pubblica.
🛑 Stop all'Autonomia Differenziata e blocco totale delle esternalizzazioni delle funzioni sanitarie sostanziali.
🧠 Tecnologia al servizio del popolo: impiego dell'Intelligenza Artificiale nelle strutture pubbliche per migliorare le cure, non per produrre profitto aziendale.
🏢 Superamento del Welfare Aziendale e del sistema del "terzo pagante" che sposta il salario dei lavoratori verso polizze assicurative private.
Non pagheremo i disavanzi del mercato per finanziare le speculazioni sulla salute!
✍️ Partecipa e firma ai banchetti del PCI nelle piazze della Puglia per un Servizio Sanitario pubblico, gratuito, universale e partecipato!

17/05/2026

𝗜𝗟 𝗣𝗖𝗜 𝗦𝗢𝗦𝗧𝗜𝗘𝗡𝗘 𝗟𝗔 𝗟𝗘𝗚𝗚𝗘 𝗗𝗜 𝗜𝗡𝗜𝗭𝗜𝗔𝗧𝗜𝗩𝗔 𝗣𝗢𝗣𝗢𝗟𝗔𝗥𝗘 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗖𝗚𝗜𝗟 𝗣𝗘𝗥 𝗥𝗘𝗡𝗗𝗘𝗥𝗘 𝗘𝗙𝗙𝗘𝗧𝗧𝗜𝗩𝗢 𝗜𝗟 𝗗𝗜𝗥𝗜𝗧𝗧𝗢 𝗔𝗟𝗟𝗔 𝗦𝗔𝗟𝗨𝗧𝗘

Da metà maggio fino a settembre si raccoglieranno in tutta Italia le firme a sostegno della Legge di Iniziativa Popolare (LIP) promossa dalla CGIL: “Disposizioni per rendere effettivo il diritto alla salute mediante il rafforzamento del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e la valorizzazione del personale”.

L’analisi di contenuto del testo, effettuata dal nostro Dipartimento Welfare, Salute, Sanità e Servizi Sociali, ha fatto emergere che, complessivamente, questa LIP contiene una serie di disposizioni che possono, ove adottate ed implementate appropriatamente, portare ad una prima, decisiva, riorganizzazione del nostro SSN, contribuendo sia al contrasto della sua ulteriore privatizzazione che alla sua ripubblicizzazione partecipata, due linee di intervento centrali nella linea politica approvata al Congresso di Forlì del PCI nel 2025.

Vanno infatti in questa direzione l’aumento del finanziamento del SSN fino ad almeno il 7,5% del Pil nominale nel 2030 (attualmente la quota programmata dai governi neoliberisti si colloca intorno al 6% al fine di sostenere lo sviluppo del warfare a spese del Welfare e garantire profitto sulla salute), la sua destinazione a sostenere in via esclusiva i servizi a diretta gestione pubblica, le misure a favore degli operatori socio sanitari che lavorano nel pubblico, l’avvio di un percorso per l’equiparazione contrattuale tra il settore pubblico e quello privato (che oggi presenta svantaggi per i lavoratori del comparto), il blocco delle esternalizzazioni per le funzioni sostanziali del SSN, la cancellazione della Sanità dalle materie su cui applicare l’autonomia differenziata, il rilancio della Programmazione Sanitaria Nazionale (stante il clamoroso fallimento del mercato in sanità, che non solo non ha prodotto benefici ma ha accentuato le disuguaglianze nella salute tra regioni dato che la speranza di vita in salute vede un divario di 15 anni tra i cittadini della Calabria e quelli di Bolzano), la riorganizzazione dei servizi territoriali di base, dei servizi per l’età evolutiva, la salute mentale, i consultori, la tutela della salute nei luoghi di lavoro.

𝗜𝗟 𝗣𝗖𝗜:
- ritiene, conformemente con quanto indica la letteratura scientifica, che la supposta equivalenza tra privato e pubblico in sanità sia una frottola non più sostenibile;
- individua nello sviluppo del privato in sanità la principale fonte dei molti problemi di salute e di assistenza che oggi affliggono la sanità pubblica in Italia;
- valuta che su queste basi finanziarie e giuridiche possa svilupparsi un programma di de privatizzazione del nostro SSN per porre fine ai molti danni che il privato in sanità determina da un punto di vista di popolazione;
- si batte perché siano sottoposti a critica e superati anche alcuni punti sui quali la LIP CGIL non interviene, quali la aziendalizzazione del SSN ed il “sistema del terzo pagante” che, inserito nei contratti collettivi nazionali di lavoro, investe una quota di salario differito in polizze assicurative con fornitori privati, interessando oltre 15 milioni di lavoratori;
- invita pertanto iscritti e simpatizzanti a partecipare alla raccolta di firme ed a sottoscrivere la proposta di LIP.

13/05/2026

Bakary Sako era un uomo. Povero.
E in questa Italia che ha smesso perfino di vergognarsi, essere poveri è diventata una colpa.
Era un lavoratore. Uno di quelli che all’alba prendono una bicicletta per andare a raccogliere il pane degli altri nelle campagne sfruttate del Sud. Un uomo venuto dal Mali, passato attraverso il deserto, il mare, le frontiere dell’umiliazione capitalistica, per morire infine a Taranto, in una piazza sporca di abbandono, ucciso da ragazzi cresciuti nel nulla morale di questa società.
Lo hanno assassinato giovani italiani. Ragazzi. Figli non del popolo, ma del suo annientamento. Figli di una città lasciata marcire da decenni dentro la disoccupazione, la miseria culturale, la devastazione industriale, l’assenza di scuole vere, di biblioteche, di luoghi di comunità, di politica, di speranza.
Taranto è oggi uno dei laboratori più mostruosi del capitalismo italiano.
Una città sacrificata prima all’acciaio, poi al profitto, poi alla propaganda.
Una città dove il lavoro uccide, il non-lavoro umilia e la politica amministra il declino come un notaio della sconfitta.
La morte di Bakary Sako non è un incidente.
È il prodotto storico di una lunga decomposizione.
È il risultato di uno Stato che ha abbandonato il Mezzogiorno riducendolo a periferia coloniale.
È il risultato di una classe dirigente locale miserabile, incapace perfino di nominare il dolore che governa.
È il risultato di decenni di distruzione della coscienza collettiva, sostituita dal consumismo più feroce e dalla barbarie televisiva e digitale.
A Taranto oggi non muore soltanto Bakary Sako.
Muore un’idea stessa di umanità.
Perché quei ragazzi che hanno colpito un bracciante africano mentre andava a lavorare non sono “mostri”. I mostri fanno comodo ai giornali e ai politici. No: essi sono il prodotto perfetto di questa società italiana. Una società che ha educato intere generazioni all’egoismo, alla violenza senza pensiero, al disprezzo per il debole, alla cancellazione di ogni solidarietà di classe.
Hanno imparato che la vita non vale nulla.
Lo hanno imparato guardando gli adulti.
Lo hanno imparato da uno Stato che manganella gli operai e protegge gli speculatori.
Lo hanno imparato da una politica che parla di sicurezza mentre lascia interi quartieri senza futuro.
Lo hanno imparato da un’economia che considera gli immigrati esseri invisibili: utili nei campi, superflui nella società.
Bakary Sako lavorava, manteneva la sua famiglia, cercava una vita dignitosa. È stato definito da chi lo conosceva un uomo irreprensibile, un lavoratore silenzioso.
Eppure è morto come muoiono gli ultimi: nell’indifferenza strutturale di un Paese che ha smesso di riconoscere il valore umano del lavoro.
Il Partito Comunista Italiano di Taranto denuncia con forza non soltanto gli assassini materiali, ma i mandanti morali di questo delitto:
la povertà prodotta dal capitalismo,
la distruzione sociale del Mezzogiorno,
la solitudine urbana,
la cultura della sopraffazione,
il razzismo normalizzato,
l’assenza completa di una prospettiva politica per le classi popolari.
Noi diciamo che Taranto non ha bisogno di nuove parole vuote.
Ha bisogno di case, scuole, salari, trasporti, cultura, sanità pubblica, lavoro stabile, spazi collettivi, organizzazione popolare.
Ha bisogno di politica vera.
Ha bisogno di popolo.
Ha bisogno di tornare umana.
Perché una società che lascia un uomo morire all’alba mentre va a lavorare è una società già morta dentro.
E il sangue di Bakary Sako, oggi, grida contro tutti noi.

Mentre la Regione si appresta a varare misure di incremento delle aliquote Irpef per risanare la sanità, ecco una nuova ...
07/05/2026

Mentre la Regione si appresta a varare misure di incremento delle aliquote Irpef per risanare la sanità, ecco una nuova manager assunta tramite concorso pubblico... (leggi l'articolo del Quotidiano di Puglia): "Il caso dell'ex consigliera comunale: imputata per voto di scambio politico-mafioso e vincitrice del concorso per data manager del Policlinico"

Da un’aula di tribunale a un incarico nel sistema sanitario pubblico. Una traiettoria che desta perplessità quella di Maria Carmen Lorusso, ex consigliera comunale barese...

07/05/2026

A MONTEMESOLA non fermarti al presente...guarda OLTRE!

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