13/05/2017
Il Bilancio, questo sconosciuto-
Domanda: Papà, possiamo comprare il televisore con lo schermo curvo?
Risposta: Ho uno stipendio di 1.600,00 euro. 350 servono per l’affitto; 600 per mangiare; 200 se ne vanno di benzina; 150 dobbiamo metterli da parte per pagare le bollette di acqua, luce, gas, telefono; 200 dobbiamo farli bastare per le necessità quotidiane (vestiti, scarpe, ecc.); 100 dobbiamo metterli da parte nel caso accada un imprevisto. Non possiamo comprare il televisore che desideri, mi dispiace.
Questo è il bilancio: il doppio salto mortale che ognuno di noi deve fare per far quadrare i conti della famiglia.
Anche se non se ne rende conto, ogni capo famiglia fa, a casa sua, il Sindaco, e deve fare quadrare i conti, perché non può spendere più di quello che ha a disposizione, altrimenti nell’arco di poco tempo muore di fame.
Da mesi, ormai, l’amministrazione guidata dal Sindaco Messina sta morendo di fame.
Perché, non essendo in grado di fare i conti, si è trovata - in buona o mala fede poco importa - ad aver speso soldi che non poteva spendere.
Con un’aggravante: che lo ha fatto nel pieno, consapevole, reiterato disprezzo della legge.
Il bilancio di previsione non è stato deliberato nei termini di legge. E uno.
Poiché non è stato deliberato in tempo, l’Amministrazione poteva soltanto, ai sensi dell’art. 163, c. 2, T.U.E.L., affrontare le spese necessarie previste dalla legge e, invece, come risulta dal verbale n. 5/17 del Collegio dei Revisori dei conti, ben 25 determine dirigenziali e 5 delibere di giunta sono state adottate in violazione del predetto articolo. Sono stati impegnati soldi che non c’erano e non si potevano impegnare. E due.
In data 23/03/2017 la Giunta approva uno schema di Bilancio di previsione 2016-2018 che presenta uno squilibrio di parte corrente di € 1.061.902,16 per l’anno 2016, in violazione del comma 6 dell’art. 162 T.U.E.L. , che prevede che il bilancio di previsione è deliberato in pareggio finanziario complessivo. E tre.
Qualcuno, non certo io, potrebbe a questo punto dire con una punta di malignità che per il Sindaco Messina e tutta la sua amministrazione la violazione delle norme sul bilancio è diventato uno stile di vita.
Per fortuna della nostra amata Mascali c’è un’opposizione che, da qualche tempo a questa parte, ha finalmente capito che con i buffetti sulle guance non si ottiene nulla ed ha iniziato a bacchettare a dovere Sindaco e Amministrazione.
Si vocifera da più parti e con insistenza che tale decisa opposizione sia stata condotta non nell’interesse della nostra Città, ma con lo scopo ben preciso di creare una situazione di instabilità per risolvere la quale, in cambio di un assessorato, alcuni consiglieri sarebbero disposti a vendersi.
Io non credo assolutamente a queste voci da cortile: conosco i consiglieri di opposizione da quasi due anni, alcuni anche da più tempo, ed ho imparato ad apprezzarne la serietà, la coerenza e, soprattutto, il rispetto che hanno di se stessi.
Escludo categoricamente, quindi, che possiamo assistere, in un prossimo futuro, ad un tradimento, da parte di qualcuno dei consiglieri di opposizione, delle proprie idee, delle sue battaglie combattute fino ad ora, dei suoi compagni di cordata, delle esternazioni non richieste fatte alle TV locali, delle mozioni sottoscritte: in una parola, del suo sacrosanto diritto di essere considerato dai suoi concittadini un essere umano meritevole di rispetto e non un oggetto all’asta, disposto a vendersi al miglior offerente.