31/03/2026
𝗔 𝗕𝗿𝗮𝗰𝗰𝗮𝗻𝗼 𝗹𝗮 𝗥𝗲𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗶𝘃𝗲𝗻𝘁𝗮 𝗹𝗮 𝗰𝗮𝘀𝗮 𝗱𝗶 𝘂𝗻 𝗯𝗮𝗴𝗻𝗼 𝗽𝘂𝗯𝗯𝗹𝗶𝗰𝗼
Domenica 29 marzo si è tenuta la commemorazione dell’eccidio di Braccano. Come tutti gli anni è stato un evento partecipato e pieno di significati storici e civili. La parte storico-culturale dell’evento era, quest’anno, dedicata a Engles Profili, medico e partigiano, e si è svolta, come da consuetudine, nei locali del Museo della Resistenza di Braccano.
Il cortile del museo è al momento interessato dai lavori per la costruzione di un bagno pubblico a uso dei visitatori che arrivano a Braccano per vedere i murales o per visitare le nostre montagne ricche di storia, di memoria e di natura.
Da tempo a Braccano c’è bisogno di un bagno pubblico e l’Amministrazione ha deciso, finalmente, di farlo. Ma dove? Nel cortile di ingresso del Museo della Resistenza, in una posizione che preclude alla vista sia il grande murales che omaggia gli eroi della nostra lotta partigiana (Mario Depangher, Salvatore Valerio, Enrico Mattei, Fulgo Teofani, Bruno Taborro, Leda Serracchiani e Lina Sabaz), sia il carretto funebre di Don Enrico Pocognoni. Sembra un dettaglio, una cosa poco importante, ma invece è una vicenda fondamentale.
L’Amministrazione si vanta di voler fare del turismo un volano di sviluppo per la città, poi però i provvedimenti in proposito sono inesistenti o, come in questo caso, dannosi: si deturpa un luogo che andrebbe, invece, rispettato e valorizzato.
Si capisce così quanto questa amministrazione e questo sindaco (che va a commemorare con la fascia tutto contento), siano ipocriti e vogliano, in realtà, coprire la memoria, cancellare la storia. Perché non la conoscono? Perché a loro non piace? Perché dove noi vediamo un valore, quello della Resistenza e dell’Antifascismo, che non ha prezzo, loro vedono praticità e risparmio? Come la mettete, è tragico.
Diranno che spostare il bagno al di là della strada, come era stato suggerito da più parti, sarebbe costato di più.
Vero, ma è una scusa ancora più ridicola, perché di soldi il comune ne usa tantissimi per cose spesso poco utili e soprattutto perché la cosa pubblica si deve amministrare sì con oculatezza, ma non facendosi guidare dal criterio della minima spesa, quanto piuttosto seguendo il bene comune.
Per amministrare ci vuole buonsenso e un minimo di rispetto.
Questa maggioranza, sindaco Cingolani in testa, non ha né l’uno, né l’altro.