31/07/2026
Uno dei punti all’Ordine de Giorno del Consiglio di ieri, 30/07/2026, era l’approvazione delle tariffe della tassa sui rifiuti (TARI) per l’anno in corso. Purtroppo anche quest’anno ci saranno aumenti che sono stati quantificati nell’ordine del 5,5%.
Va dato atto all’Amministrazione e agli uffici comunali competenti di aver tentato, con successo, di contenere questi aumenti con un’opera di accertamento e di recupero dei tributi non pagati, o pagati in difetto, negli anni precedenti, dai cittadini inadempienti. È stato fatto un gran lavoro che ha dato buoni risultati.
Ciononostante l’aumento ci sarà e, stando al PEF, Piano Economico e Finanziario, gli aumenti ci saranno anche nel triennio 27-29.
È inevitabile.
Il servizio TARI è, per legge, un servizio a pareggio di bilancio, cioè il costo del servizio di smaltimento rifiuti deve essere coperto interamente dai cittadini e, siccome i costi sono aumentati, e continueranno ad aumentare, aumenteranno anche le nostre tariffe TARI.
È talmente inevitabile che se ci fossimo stati noi dell’opposizione ad amministrare saremmo stati costretti a fare qualcosa di molto simile.
Quindi qual è il motivo di questo post?
Il motivo è che, se da un lato puramente economico non ci sarebbero grossi rilievi da muovere al Sindaco Cingolani e alla sua Giunta, ben altre considerazioni vanno fatte da un punto di vista politico e amministrativo.
I costi aumentano perché la filiera di centrodestra, così cara ai nostri amministratori, ha deciso di non decidere e quando ha deciso lo ha fatto contraddicendo procedure approvate e percorsi condivisi, stravolgendo graduatorie ed accordi.
La Giunta Regionale, con cinque anni di ritardo, ha appena presentato il piano regionale dei rifiuti. Un piano che individua la soluzione al problema rifiuti nel termovalorizzatore da realizzare in 10 anni, ma... non esiste uno studio di fattibilità.
Non è stato individuato il sito idoneo alla realizzazione dell’impianto; non sono state indicate le risorse per finanziare l’opera.
Insomma, il nulla o poco più.
Nel frattempo ATA 3 Macerata, che gestisce il servizio rifiuti della provincia, anche essa con targa filiera, ha deciso, dopo anni di immobilismo, di individuare il sito della discarica provinciale a Montefano (amministrata dal centrosinistra), disattendendo la valutazione tecnico-scientifica, affidata all’Università Politecnica delle Marche, e stravolgendo la classifica dei siti che vedeva Macerata e Camerino (amministrate dal centrodestra) al primo e secondo posto.
Da notare come, in ATA 3, i nostri amministratori abbiano votato a favore di questo stravolgimento.
Ovviamente, e giustamente, Montefano ha fatto ricorso al TAR: era al nono posto nella valutazione tecnico-scientifica e si è ritrovata prima, e, di conseguenza, la nuova discarica verrà bloccata per altri anni.
Il risultato di questo immobilismo e di questo favoritismo è che la Regione Marche, e la provincia di Macerata in particolare, non sanno come e dove smaltire i rifiuti. Rifiuti che continueranno a essere smaltiti fuori provincia con continuo aumento dei costi, aumenti che i cittadini di Matelica sono chiamati a condividere anche a causa dei danni di quella filiera che, in campagna elettorale, era stata sbandierata come la salvezza dell’amministrazione di Matelica e dei matelicesi.
Durante la discussione in Consiglio il Sindaco ha dichiarato che la situazione dei rifiuti della provincia di Macerata viene da lontano ed è il fallimento di tutta la politica.
Siamo d’accordo, è il fallimento della politica. Di tutti, di quelli che ci hanno governato venti e quindici anni fa, come di quelli che ci governano da dieci o cinque anni.
Ma c’è una verità che il Sindaco non ammette: Il problema ora è responsabilità della filiera che ci governa, in Provincia e in Regione, e sarebbe compito loro interrompere questo circolo vizioso e prendere decisioni super partes nell’interesse di tutti i cittadini.
Chi ha voluto condividere, votandola, l’ultima deliberazione sul sito della discarica ha deciso di perpetuare il fallimento.