Ugl Matera

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16/01/2016

Da Salvatore Lucciardi
"Lo schifo di tutto questo, non è l'espulsione ma la mancanza di tatto nei confronti di un uomo che tanto ha dato alla CISNAL e alla UGL , l'unico rimpianto essermi battuto per alcuni soggetti che non meritavano nulla esempio la signora."

29/12/2015
21/11/2015

È stato depositato il Reclamo del signor Capone alla sua sospensione del 6 agosto 2015, documento sul quale avevano riposto tante speranze. L’obiettivo era il riconoscimento della “cessata materia del contendere” e non è stato così. Il reclamo è stato dichiarato “IMPROCEDIBILE” Immaginiamo i toni trionfalistici della banda Cetica&Co ma che potranno fare breccia per poco solo sui profani del diritto. Vediamo cosa è stato scritto dal Collegio. Per prima cosa i giudici “prendono atto” che c’è stata una nuova elezione del Segretario Generale Capone il 29/8. Prendere atto, non significa rendere valida questa delibera. Poi dichiarano, ma questo è normale che sia, che la delibera è valida ed efficace fino a sospensione (che chiederemo a breve per nuovi e interessanti motivi di nullità sopravvenuti). Aggiunge chiaramente il Collegio che non è possibile: • Sia dichiarare la cessata materia del contendere, • Sia applicare il principio di cui all’art. 2377, 8 comma del cc (ovvero che la delibera del 29/8 sia una ratifica delle precedenti elezioni). Tutto viene rimandato al giudice di merito (la ben nota dott.ssa Bernardo).

In sintesi, il Collegio dichiara che il reclamo è IMPROCEDIBILE.

Il Collegio inoltre, in riferimento alla elezione di Taddeo Albanese a Segretario Generale della UGL, con tutti i conflitti connessi sia nel pubblico o nel privato, il Collegio dichiara che la stessa elezione deve essere oggetto di apposite domande giudiziarie nelle opportune sedi, respinge le istanze di sospensione di Capone&Co ex art. 669 terdecies.

Restiamo a disposizione per eventuali chiarimenti e alleghiamo il testo integrale del Reclamo.

ORDINANZA 20 NOVEMBRE 2015 RECLAMO

15/11/2015

Credo sia arrivato veramente il momento di fare chiarezza, fuori da ogni ipocrisia, su chi abbia veramente a cuore il destino della nostra UGL.
I pochi, inutili, commenti girati nelle ultime ore in merito alle terribili comunicazioni ricevuti ieri da FCA e ABI vorrebbero ancora una volta, con il solito tenore denigratorio, ritrovare una sorta di compiacimento in quella che è, palesemente, una sconfitta per ognuno di noi.
La persistente audacia di una parte nel voler rifiutare il confronto democratico e costruttivo prediligendo la strada della illegittimità sta denigrando il lavoro di tutti quelli che, in anni, hanno costruito un rapporto sano ed onesto sui territori e dentro le categorie tanto con i lavoratori quanto con i datori di lavoro.
In coscienza, non è questo quello che desidero per la nostra organizzazione, per questo non rinuncio anche oggi a lavorare per ripristinare quanto rischiamo, diversamente, di perdere per sempre. In questa ottica, resto sempre più convinto che solo il processo congressuale, al quale torno ad invitarvi, permetterà alla parte buona e abituata al lavoro quotidiano di riemergere e tornare ad essere protagonista di una nuova stagione.

Taddeo Albanese

20/10/2015

Enti bilaterali e Fondi Interprofessionali: questi sconosciuti !... non per Capone e Durigon .

Apriamo il capitolo relativo agli Enti Bilaterali e Fondi Interprofessionali costituiti dai nostri due intrepidi amici per la pelle: Capone e Durigon.
Scorrendo rapidamente un elenco di enti bilaterali costituiti dal "duetto" si arriva a contarne poco meno di una decina.
Sono due, però, le creature che, più di altre, ci hanno incuriosito.
La prima è un ente bilaterale denominato ENBLI.
Durigon, il simpatico paffutello, gli è così affezionato che, dall'aprile 2014 (avete letto bene!), risulta essere nientemeno che il Direttore Generale.
Vi chiederete: cosa c'è di male?
Proprio un bel niente se non fosse per il fatto che di tale nomina l'UGL non sembra saperne nulla. A noi non risulta alcuna delibera in tal senso.
La carica sarà sicuramente a titolo gratuito o quasi, penserete voi?
E qui casca l'asino.
Il buon Durigon incassa da aprile 2014, la bella cifra di 2000 euro al mese nette, con tanto di busta paga.
Chi ci ha guadagnato dalla cosiddetta bilateralità, quindi ??
E ancora: cosa ha prodotto ENBLI ????
E a beneficio di chi???
L'altra creatura di cui vogliamo solo accennare è un fondo interprofessionale veramente strano. Di fatto è come se fosse stato secretato. Non se ne rinviene traccia in nessuna delibera e anche sul web si fa fatica a trovare riscontri.
Si chiama Fondo Interlavoro Italia ed è stato costituito, per l'UGL, guarda caso proprio da Durigon e Capone.
E chi è il presidente di questo Fondo misconosciuto?
Ancora lui, Claudio Durigon.
Per questo numero crediamo che basti.
A presto!
Anzi...a prestissimo !

30/09/2015

Come abbiamo più volte detto in questi mesi, narrando le vicende della Ugl, ci vorrebbe un miracolo per riportare le cose a posto nel sindacato che, oltre ad ispirarsi ai valori del sindacalismo nazionale di Filippo Corridoni, si rifà anche alla dottrina sociale della Chiesa più volte evocata anche da Papa Francesco nelle Sue esternazioni pubbliche.
Ora, senza scomodare i miracoli ma proprio in ossequio al dettato sociale della Chiesa, questa mattina, nel corso della consueta udienza del mercoledì, Taddeo Albanese segretario generale (o meglio uno dei due segretari generali) della Ugl ha incontrato Papa Francesco.
L’incontro, avvenuto al termine dell’udienza pubblica, è stato fortemente voluto da Albanese che ne ha fatto richiesta presso la Segreteria di Stato e ha permesso al sindacalista di porgere al Santo Padre l’abbraccio di tutta la confederazione, al di la delle attuali divisioni e delle polemiche che la stanno attraversando.
Albanese nell’incontrare Francesco ha rivolto al Papa un caloroso saluto e ha consegnato al Pontefice una copia del libro di Geremia Mancini, dalla Cisnal alla Ugl – 60 anni di storia.
Albanese, intrattenendosi con il Pontefice, lo ha ringraziato per l’attività svolta a favore dei più deboli e poveri chiedendo a Francesco di pregare sempre per tutti i lavoratori ma chiedendo una preghiera particolare per gli esodati italiani che da anni vivono, assieme alle loro famiglie, in angoscia a causa della famigerata legge Fornero.
Il Santo Padre ha ringraziato Taddeo Albanese del dono e ha assicurato che ricorderà sempre, nelle Sue preghiere, tutti coloro che lavorano e anche coloro che il lavoro lo perdono.
Infine Albanese, ribadendo la linea della Ugl di fedeltà e rispetto dei valori riportati dalla dottrina sociale della Chiesa, ha chiesto al Santo Padre una preghiera speciale per tutta la Ugl affinché possano essere risolti i dissidi che in questi ultimi mesi stanno provocando divisioni che fanno male a tutta l’organizzazione.
Insomma l’iniziativa di Albanese riafferma la volontà di voler seguire, oltre agli insegnamenti della Chiesa, anche la strada della Fede per poter riportare unità all’interno della Ugl.

28/09/2015

Articolo di "ULTIMA RIBATTUTA"
Dalle risse nei consigli nazionali alle elezione farlocche di uno pseudo segretario generale che viene puntualmente smentito dai magistrati, dalle occupazioni con finti svenimenti al blocco dei conti correnti bancari del sindacato. Insomma ogni giorno ha la sua pena e in Ugl e dintorni di pene non ne mancano, soprattutto queste “pene” le stanno subendo i lavoratori che, direttamente o indirettamente, lavorano per questo sindacato. Lavoratori che, forse, per primi dovrebbero essere tutelati in quanto hanno come datore di lavoro chi della difesa dei loro interessi ne dovrebbe fare una missione e che, comunque, si rivolge ad altri lavoratori chiedendo contributi economici, seppur modesti, per pagare il loro stipendio.

I dipendenti di Ugl e di Enas, invece, stanno pagando scelte sbagliate e posizioni che anche la magistratura ha censurato. Lavoratori, quelli dell’Ugl, che, rispetto ai loro colleghi dell’Enas, sono abbastanza fortunati perché a loro non è stata pagata solo la quattordicesima mensilità mentre i dipendenti dell’Enas non percepiscono lo stipendio dal mese di maggio. Molti di loro si sono licenziati “per giusta causa” d’intesa con la dirigenza dell’Enas e hanno stipendi in sospeso oltre il fatto che non hanno ricevuto il Tfr. In questa situazione la presidenza dell’Enas ha reso noto che è stato raggiunto un accordo “tra le parti” al fini di pagare gli stipendi arretrati ai dipendenti in servizio. Analizzando il testo dell’accordo già si nota la prima discrasia che non ci si aspetta proprio da un datore di lavoro che esercita l’attività sindacale: la discriminazione tra dipendenti ed ex dipendenti che vantano gli stessi diritti. Infatti l’ultimo comma dell’accordo dice espressamente che quanto contenuto nell’accordo stesso si applica “solo” ai dipendenti in servizio alla data del 24 settembre.

Questo vuol dire che i lavoratori che sono stati “costretti” a dimettersi e che vantano stipendi arretrati e Tfr, per il momento, non percepiranno nulla. Cose da far rabbrividire l’ultimo dei “sindacati gialli” ma che, evidentemente, all’Ugl di via delle Botteghe Oscure non interessano. Infatti l’accordo è stato raggiunto con la presenza del signor Luca Malcotti, segretario nazionale dell’Ugl terziario, che ha “assistito” tre dipendenti non eletti dal personale ma nominati dalla segreteria confederale nell’assemblea generale che è prevista dallo statuto dell’Enas e non si capisce a cosa serva. Insomma un accordo fatto tutto in famiglia che prevede che gli stipendi arretrati saranno “spalmati” sui prossimi dodici mesi, ammesso che l’Enas riesca a pagare regolarmente le future dodici mensilità.

Altra cosa anomala da notare è relativa alla titolarità delle parti che hanno siglato l’accordo stesso a cominciare dal presidente, Paolo Mattei, che è stato nominato da Paolo Capone all’indomani della sua prima (auto)elezione che fu dichiarata nulla dal giudice Garri e che, quindi, come ha affermato sia l’avvocatura dello stato e poi, con la seconda ordinanza, il giudice Cecilia Bernardo, che ha sospeso gli effetti anche della seconda (pseudo) elezione, “annullava” tutti gli atti “medio tempore” firmati da Capone e dalla segreteria da lui nominata. Ergo la nomina di Paolo Mattei a presidente dell’Enas non è mai stata valida e di conseguenza lo stesso Mattei non poteva firmare alcunché in nome e per conto dell’Enas, tantomeno accordi che prevedono impegni finanziari. C’è poi “l’ assistenza” del segretario dell’Ugl Terziario, Luca Malcotti, che, essendo anche consigliere regionale del Lazio, secondo quanto previsto dall’articolo 5 dello statuto della confederazione non potrebbe ricoprire l’incarico di segretario nazionale di categoria per effetto dell’ incompatibilità tra cariche politiche e sindacali. Lo stesso Malcotti, invece, ricopre ambedue le cariche.

27/09/2015

La deputata, ex segretaria generale del sindacato, "convinta che la partita per l'Italia si giochi nel Mezzogiorno" e poi in parlamento "risulta assente sugli ecoreati e astenuta sull'Ilva di Taranto"

Continua la lotta all’interno dell’Ugl, quel sindacato che ha due segretari generali i quali si disconoscono reciprocamente. Oggi una di quelle due parti, facente capo al segretario generale Albanese, va all’attacco di Renata Polverini, deputata e precedentemente presidente della Regione Lazio ed ex segretaria, proprio, dell’Ugl, poi avvicendata da Capone (ovvero la controparte di Albanese attualmente).

Di seguito il comunicato dell’Ugl “targata” Albanese scusandoci anche per la confusione eventualmente ingenerata dei lettori a proposito della situazione. Semplicemente perché è in sé, una situazione confusa:

Continuiamo a non comprendere l’ossessione per l’UGL che attanaglia l’ON. Polverini, la quale presenzia sistematicamente tutte le iniziative messe in campo dal Sindacato, neanche fosse ancora in carica come Segretario Generale. La stessa Onorevole si dice “convinta che la partita per l’Italia si giochi nel Mezzogiorno” e siamo certi anche noi che il Sud Italia e più complessivamente l’intera area del Mediterraneo siano uno scacchiere geopolitico ed economico fondamentale per il rilancio dei Paesi presenti in questo quadrante. Scorrendo un sito che monitora le attività dei parlamentari sembrerebbe però risultare che l’ON. Polverini al momento di votare la Legge sugli ecoreati fosse assente, sul Decreto Sviluppo Taranto risulti astenuta, sul Decreto Terra dei Fuochi fosse assente e lo stesso dicasi per il decreto sull’ILVA, tutte votazioni che riguardano direttamente il Mezzogiorno. Per cui se ciò fosse confermato, auguriamo all’ON Polverini un maggiore e proficuo lavoro in aula per i prossimi mesi, con la speranza magari che si dedichi di più alle attività parlamentari rispetto a quelle sindacali, dove il suo impegno come Consigliere Nazionale UGL è richiesto solamente in caso di convocazione e non quotidianamente come invece appare.
1) Legge sugli ecoreati – disposizioni in materia di delitti contro l’ambiente (inquinamento ambientale, disastro ambientale, traffico ed abbandono materiali ad alta radioattività) ASSENTE
2) Decreto Sviluppo Taranto – applicazione delle procedure dell’amministrazione straordinaria alle imprese di interesse strategico nazionale in crisi e per lo sviluppo della città e dell’area di Taranto – ASTENUTA
3) Decreto Terra dei fuochi – affronta il fenomeno dello smaltimento illegale di rifiuti prevedendo uno screening sanitario della popolazione e il controllo di sicurezza del territorio; introduce il reato penale di combustione illecita di rifiuti – ASSENTE
4) Decreto ILVA – ASSENTE

http://www.ugl24.it/wordpress/?p=637
21/09/2015

http://www.ugl24.it/wordpress/?p=637

Albanese: “Sulla riforma del lavoro saremo propositivi ma attenti” Il Jobs Act è stato al centro dell’incontro che si è svolto in giornata al ministero del Lavoro tra una delegazi…

05/09/2015

UNA INUTILE RIUNIONE RIELEGGE PAOLO CAPONE
Da un articolo de "l'Ultima ribattuta"
Il titolo non vuole essere offensivo nei confronti di nessuno ma è mutuato da un post della pagina di facebook di Salvatore Ronghi che, come molti lettori ricorderanno, era stato nominato Segretario generale della regione Lazio da Renata Polverini quando fu eletta Presidente della regione Lazio.
Di acqua sotto i ponti ne è passata da allora (correva l’anno 2010) se il braccio destro dell’allora presidente della regione oggi disobbedendo alla sua ex sodale Polverini si permette il lusso di dire che “preferisce andare al mare” invece di recarsi “a Roma ad una inutile riunione”. Niente di strano se non fosse che in quella che Ronghi definisce una inutile riunione era la riunione del consiglio nazionale dell’Ugl che doveva procedere, secondo la lettera di convocazione, all’ elezione del segretario generale della confederazione.
Ci chiediamo perché definire inutile una riunione così importante dopo che due giudici avevano sospeso le delibere delle precedenti elezioni di Capone alla massima carica del sindacato che fu guidato da Renata Polverini? Salvatore Ronghi oltre ad aver ricoperto l’importante incarico in regione Lazio è stato, negli ultimi trent’anni uno dei sindacalisti più attivi e in vista nella gerarchia confederale oltre che un valido organizzatore di manifestazioni sindacali sul territorio campano con particolare riferimento alla città di Napoli.
Premesso questo potrebbe sembrare strano l’atteggiamento assunto da chi ha condiviso, nel bene e nel male, la vita politica e sindacale della Polverini ma se si analizza il termine usato, inutile, si capisce che quella riunione, così organizzata dopo l’ ordinanza del 6 agosto dove è risultato eletto Paolo Capone a segretario generale, forse è davvero inutile. Chiediamo scusa, quindi, a Salvatore Ronghi per aver usato il suo post di facebook per far capire ai nostri lettori che la riunione del consiglio nazionale, seppur voluta dai 2/3 dei suoi componenti e seppur conclusasi con la votazione a favore di Capone può essere veramente “inutile” ai fini giuridici per dire che Francesco Paolo Capone è il segretario generale dell’Ugl.
Andiamo per ordine partendo dalla prima ordinanza sospensiva della delibera dell’ ottobre dello scorso anno che voleva far credere che Capone fosse stato eletto, regolarmente, segretario generale. Quell’ordinanza smentiva clamorosamente la notizia dell’elezione di Capone e quindi il giudice Garri riteneva di affermare che Capone non era il segretario generale e che quindi non poteva usare quel titolo in nome e per conto dell’Ugl.
C’è stata poi la seconda riunione del consiglio nazionale nel febbraio scorso quando Capone si fece (ri)eleggere dai famosi 101 (come quelli della carica) dopo aver commissariato strutture guidate da sindacalisti eletti da regolari congressi ed aver espulso circo 80 dirigenti sindacali colpevoli di essere suoi avversari. Anche quella seconda elezione venne annullata dal giudice Cecilia Bernardo il 6 agosto con un’ ordinanza di tredici pagine dove chiaramente il giudice Bernardo affermava che Capone non era legittimato a nominare, commissariare o espellere niente e nessuno e tantomeno poteva farlo la segreteria confederale da lui nominata anch’essa illegittima.

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