09/07/2026
Ozzano sta diventando una frontiera interna d’Europa.
La trasformazione da CAS a centro per le PAF è già barbarie
Come liste civiche neomunicipaliste e forze di sinistra della Città metropolitana di Bologna esprimiamo grande preoccupazione su quanto sembra sta avvenendo alla ex caserma Gamberini di Ozzano. La trasformazione del CAS in un centro destinato alle procedure accelerate di frontiera previste dal nuovo Patto europeo su migrazione e asilo è la fotografia di una scelta politica precisa, che trasforma l’accoglienza in selezione, controllo, marginalità e possibile espulsione.
Il Governo continua a scaricare sui territori un dispositivo opaco e disumano, questa volta attraverso il nuovo patto di un’Unione Europea sempre di più ultranazionalista, razzista, respingente e dove prende sempre più piede lo slogan della “remigrazione”.
Da un lato si svuotano posti dell’accoglienza ordinaria, spostando persone da luoghi che sono già critici, come abbiamo sempre denunciato, in quanto la logica dei grandi centri è fallimentare rispetto all’accoglienza diffusa. In più lo si fa senza un preavviso adeguato e senza considerare lavoro, percorsi sociali, fragilità, legami costruiti. Dall’altro lato si preparano strutture destinate a persone sottoposte a procedure accelerate, spesso provenienti da Paesi definiti “sicuri” sulla carta, ma che possono portare con sé storie di persecuzione, violenza, torture, traumi e vulnerabilità reali.
Ozzano rischia così di diventare una frontiera interna: un luogo lontano dagli occhi della città, dove il diritto d’asilo viene compresso, velocizzato, burocratizzato, reso sempre meno accessibile. Dietro parole fredde come “procedure accelerate” si nasconde una realtà molto concreta: persone vincolate a un luogo, tempi ridotti per difendersi, maggiore difficoltà ad accedere a un avvocato, a una mediazione linguistica adeguata, a informazioni comprensibili, ad una reale tutela dei propri diritti.
Le persone accolte in questo momento sembrano essere trattate come “posti da liberare”. Tutto questo con i territori non informati o informati a cose fatte, senza trasparenza, senza confronto con Comuni, Regione, realtà sociali, associazioni, operatori e comunità locali.
Il Governo sta usando il nuovo patto europeo per alimentare esclusione, rregolarità, precarietà, abbandono e marginalità, per poi usare quella stessa marginalità come strumento di propaganda.
Chiediamo a tutte le autorità competenti di verificare e chiarire pubblicamente cosa sta accadendo al CAS di Ozzano presso l’ex caserma Gamberini, di garantire che nessuna persona venga sbattuta in strada o trasferita senza tutela, senza la consapevolezza di quello che sta succedendo e di rendere pubblici atti, numeri, criteri e modalità operative, e di aprire immediatamente un confronto con Comuni, Regione, organizzazioni sociali, realtà antirazziste, avvocatura, garanti e soggetti che ogni giorno lavorano nei percorsi di accoglienza.
Come forze politiche dell’area metropolitana di Bologna sappiamo da che parte stare.
Crediamo ostinatamente in modello radicalmente diverso, fondato su accoglienza diffusa, diritti, tutela legale, mediazione linguistica reale, inserimento sociale, accesso al lavoro, alla salute, alla casa, alla città. Non vogliamo centri isolati, non vogliamo zone grigie, non vogliamo istituzioni che calpestano le vite delle persone.
Progresso Ozzano, Coalizione Civica Bologna, Futura San Lazzaro, Centrosinistra per Casalecchio, Futura Monte San Pietro, Sinistra Unita Medicina, Sinistra Italiana Bologna, UGS Bologna.