Medicina Attiva

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Siamo una lista civica e ci impegniamo per una politica più autonoma, che riesca a difendere davvero i medicinesi e i loro diritti, la qualità della vita e dei servizi pubblici. Siamo una lista autonoma, fuori dai partiti, che si presenterà alle elezioni amministrative dell'8 e 9 giugno 2024 per il Comune di Medicina.

Credibili e affidabili rumors danno per imminente l'avvio degli agognati lavori in via Del Signore: si parla di mercoled...
31/08/2026

Credibili e affidabili rumors danno per imminente l'avvio degli agognati lavori in via Del Signore: si parla di mercoledì mattina. Non ci sono dichiarazioni ufficiali del Comune di Medicina (ma solo una comunicazione di Tper sulla chiusura della strada), tuttavia aspettiamo questo momento con fiducia, senza dimenticare come in questi anni l'Amministrazione comunale non abbia certo dato il meglio di sé sulla manutenzione e sulla comunicazione ai cittadini.

Qui vicino
29/08/2026

Qui vicino

381 ETTARI E QUASI 240.000 PANNELLI: IL MEGA-AGRIVOLTAICO INTERESSEREBBE OLTRE IL 6% DELL'INTERO TERRITORIO DI CONSELICE. VOGLIAMO CAPIRE SE È DAVVERO AGRICOLTURA ED ENERGIA O UN'OPERAZIONE ENERGETICA DI SCALA INDUSTRIALE

In queste settimane stiamo approfondendo la documentazione relativa al grande impianto agrivoltaico progettato nel territorio di Conselice, per il quale è in corso presso la Regione Emilia-Romagna il procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale.
I numeri impongono da soli la massima attenzione:
167 MW di potenza;
circa 381 ettari di territorio interessato;
quasi 284 ettari recintati;
238.656 pannelli fotovoltaici.

La potenza e il numero dei moduli risultano dalla documentazione ufficiale della Regione: 167,06 MWp, realizzati mediante 238.656 moduli bifacciali da 700 Wp.
Ma è soprattutto la dimensione territoriale a preoccuparci.

Il Comune di Conselice si estende complessivamente per circa 60,2 km², equivalenti a circa 6.020 ettari.
381 ettari equivalgono quindi a circa il 6,3% dell'intera superficie comunale.
Più di un ettaro ogni sedici dell'intero territorio di Conselice interessato da un unico progetto.

Non stiamo parlando di un impianto integrato in un'azienda agricola.
Stiamo parlando di un'infrastruttura energetica di scala industriale inserita nel cuore di un territorio a fortissima vocazione agricola e ambientale.

NON SIAMO CONTRO LE RINNOVABILI. MA ESISTE ANCHE UNA QUESTIONE DI MISURA
Vogliamo essere molto chiari.
Come Gruppo Consiliare CON VOI non siamo contrari alle energie rinnovabili e non siamo contrari per principio all'agrivoltaico, se realmente improntato a una equilibrata integrazione tra produzione agricola e produzione energetica, nella quale l'energia rappresenti un'opportunità anche per rafforzare e rendere più sostenibile l'attività agricola, senza determinare la perdita o la marginalizzazione della funzione produttiva dei suoli. Un agrivoltaico che riteniamo accettabile deve preservare nel tempo la capacità dei terreni di produrre cibo, privilegiando, ove le caratteristiche agronomiche lo consentano, colture di qualità e destinate all'alimentazione umana, ottenute con metodi agronomici sostenibili e deve generare benefici concreti anche per l'agricoltura e per il territorio che lo ospita.

Ci preoccupa invece un modello nel quale il rapporto tra agricoltura ed energia venga sostanzialmente rovesciato: grandi investimenti promossi prevalentemente secondo logiche finanziarie ed energetiche, nei quali l'attività agricola rischia di assumere un ruolo secondario o meramente funzionale alla possibilità di occupare per decenni vaste superfici agricole con impianti fotovoltaici.

Siamo favorevoli a un agrivoltaico al servizio dell'agricoltura, non a un'agricoltura utilizzata come giustificazione per realizzare grandi impianti energetici.
La differenza, per noi, è sostanziale: il terreno agricolo deve continuare prima di tutto a produrre agricoltura e, dove possibile, cibo, mentre la produzione energetica deve integrarsi con questa funzione e contribuire alla sua sostenibilità, non progressivamente sostituirla.
È proprio per questo che, di fronte a un progetto di 381 ettari e 167 MW, promosso da un grande operatore internazionale dell'energia, riteniamo necessario verificare con particolare rigore che la componente agricola sia reale, qualificata, economicamente significativa e garantita per l'intera vita dell'impianto, e non costituisca semplicemente il presupposto formale che consente la realizzazione di un investimento la cui natura economica prevalente sia invece energetica.

La stessa normativa in base alla quale viene esaminato il progetto fa riferimento agli impianti realizzati in zone agricole che consentano l'“effettiva compatibilità e integrazione con le attività agricole”.
Ed è proprio quell'“effettiva” integrazione che vogliamo vedere dimostrata.

È DAVVERO AGRIVOLTAICO?
Questa è una delle domande fondamentali.
Vogliamo sapere cosa viene coltivato oggi su quei terreni e cosa verrà coltivato domani sotto e tra le fila di quasi 240.000 pannelli.
Quanti ettari resteranno effettivamente coltivabili?
Quali colture saranno praticate?
Con quali rese?
Quale sarà il valore della produzione agricola prima e dopo l'intervento?
Chi sarà obbligato a garantire la coltivazione per tutta la durata dell'impianto?
E quali controlli verranno effettuati fra 5, 10, 20 o 30 anni per verificare che l'attività agricola continui realmente?
Perché non basta chiamare un impianto “agrivoltaico” perché esso sia automaticamente compatibile con l'agricoltura.
Occorre dimostrare che la produzione agricola rimanga una componente reale, economicamente significativa e continuativa del progetto e non diventi progressivamente marginale rispetto alla produzione di energia.

IL COINVOLGIMENTO DI CAB MASSARI ED ALTRI PROPRIETARI DI FONDI AGRICOLI È IMPORTANTE, MA NON PUÒ ESSERE CONSIDERATA UNA GARANZIA AUTOMATICA
Nel progetto risultano coinvolti terreni riconducibili anche alla CAB Massari, che rappresenta una realtà agricola che conosciamo e della quale riconosciamo il ruolo storico ed economico e la sua origine fortemente integrata con la storia del nostro territorio.
La documentazione ufficiale del procedimento conferma la presenza della CAB tra i proprietari di particelle interessate dalle opere.
Ma proprio per la dimensione eccezionale dell'intervento e la tipologia del gruppo finanziario proponente riteniamo che la presenza indiretta di uno o più soggetti agricoli locali non possa costituire, da sola, una garanzia sufficiente della permanenza della funzione agricola dei terreni per i prossimi decenni.
La garanzia deve invece risiedere nel progetto e negli obblighi autorizzativi, non semplicemente nell’indiretto partenariato con la proprietà dei terreni.
Cosa accadrebbe, ad esempio, se negli anni cambiassero i soggetti che conducono i terreni?
L'attività agricola rimarrebbe comunque obbligatoria? Gestibile in modo sostenibile? con quali livelli minimi garantiti? Chi la controllerebbe? E quali conseguenze avrebbe il mancato rispetto di questi obblighi?
Sono domande alle quali i cittadini hanno diritto a risposte precise.

CI PREOCCUPA LA NATURA DELL'OPERAZIONE
Vogliamo evitare equivoci su questo punto.
Non è la provenienza dell'investitore a preoccuparci.
Il proponente formale è OX2 ITALY SPV 2 S.r.l., società costituita nell'ambito di un grande gruppo internazionale specializzato nello sviluppo di progetti energetici da fonti rinnovabili. La Regione identifica espressamente OX2 ITALY SPV 2 quale proponente dell'impianto.
Questo rende ancora più legittima una domanda:
qual è la funzione realmente prevalente di un investimento di queste dimensioni: quella agricola o quella energetica?
Un progetto da 167 MW ha oggettivamente una dimensione industriale.
Per questo vogliamo essere certi che la qualificazione come “agrivoltaico” non finisca per consentire la realizzazione su centinaia di ettari agricoli di un investimento la cui logica economica sia prevalentemente quella della produzione e valorizzazione dell'energia elettrica.
Non abbiamo elementi certi per affermare oggi che sia così. Ma chiediamo che venga dimostrato con numeri, obblighi e garanzie che non lo sia.

UN TERRITORIO AGRICOLO E AMBIENTALE PARTICOLARMENTE DELICATO
Non possiamo poi dimenticare dove questo intervento viene proposto.
Conselice appartiene a un territorio nel quale agricoltura, bonifica, zone umide e biodiversità convivono da generazioni.
Siamo in prossimità di aree di straordinaria rilevanza ambientale, dalle Valli di Argenta e Marmorta al sistema del Parco del Delta del Po e alle aree appartenenti alla Rete Natura 2000.
Non a caso il procedimento regionale comprende espressamente anche la Valutazione di Incidenza Ambientale – Screening VINCA.

La transizione energetica è necessaria.
Ma transizione energetica non può significare sacrificare senza limiti territorio agricolo, paesaggio e biodiversità.

E NON ESISTE SOLTANTO QUESTO IMPIANTO
C'è poi un problema che riteniamo ancora più ampio.
Questo progetto non nasce nel vuoto.
Nel territorio di Conselice e nei Comuni limitrofi risultano esistenti, autorizzati o proposti ai fini autorizzativi, oltre a numerosi impianti FV a terra in area agricola realizzati nello scorso decennio, anche altri importanti impianti fotovoltaici e agrivoltaici.
Fra questi vi è il progetto “Fossatone” da circa 61 MW su 85 Ha, anch'esso attualmente sottoposto a VIA e interessante anche il territorio comunale di Conselice.
Ulteriori progetti interessano il vicino quadrante territoriale di Argenta, Portomaggiore, Molinella e altri Comuni della zona.
Per questo chiediamo che la valutazione non avvenga come se ciascun impianto fosse un'isola.
Qual è l'effetto cumulativo di tutti questi progetti?
Quanto territorio agricolo complessivamente verrà interessato?
Quale sarà l'effetto complessivo sul paesaggio?
Sulla biodiversità?
Sulla fauna?
Sui corridoi ecologici?
Sulla rete idraulica?
Sull’assetto idrogeologico?
Sulle infrastrutture elettriche?
Sull’inquinamento elettromagnetico?
Sulle abitazioni?
Sull’attrattività del territorio e il valore degli immobili?
La somma degli impatti di dieci progetti può essere molto diversa dalla valutazione separata di dieci singoli impatti.
Non vorremmo scoprire tra dieci anni che, autorizzando un progetto alla volta, una parte della Bassa Romagna si sia progressivamente trasformata in un enorme distretto di produzione energetica diffusa.

DOPO L'ALLUVIONE, LA SICUREZZA IDRAULICA NON È NEGOZIABILE
Per Conselice questa questione assume un significato particolare.
Dopo quello che il nostro territorio ha vissuto, qualsiasi intervento che interessi centinaia di ettari deve offrire garanzie assolute rispetto alla gestione delle acque.
Vogliamo verificare puntualmente la salvaguardia di fossi, scoline e canali, l'accessibilità per la loro manutenzione, la permeabilità dei terreni, il deflusso delle acque e il comportamento dell'intero sistema durante eventi meteorologici estremi.
Su questo non possono esserci scorciatoie.

E TRA 30 O 35 ANNI?
238.656 pannelli significano anche migliaia di tonnellate di materiali, centinaia di migliaia di componenti e strutture, chilometri di cavi, cabine e opere accessorie.
Il progetto dovrà prevedere lo smantellamento e il ripristino delle aree.
Vogliamo conoscere l'importo della garanzia finanziaria, il metodo con cui verrà determinata e soprattutto come verrà rivalutata nel corso dei decenni.
Perché fra trent'anni potrebbero essere cambiate le società, gli azionisti e le condizioni economiche.
Una cosa, invece, non deve cambiare:
nessun euro della futura dismissione dovrà mai ricadere sulla comunità di Conselice.

381 ETTARI: E A CONSELICE COSA RESTA?
Questa è infine la domanda più semplice.
Se una comunità mette in gioco per decenni una porzione così importante del proprio territorio, snaturando sostanzialmente il proprio ambiente e la propria vocazione agricola, quale beneficio riceve in cambio?
Quanti posti di lavoro permanenti verranno creati?
Quale indotto rimarrà alle imprese locali?
Quali opere compensative saranno realizzate?
Quali interventi ambientali?
Quali vantaggi energetici avranno famiglie e imprese di Conselice?
Perché, per quanto risulta dalla documentazione esaminata, l'impianto non nasce come Comunità Energetica Rinnovabile a servizio della comunità locale.
Non possiamo accettare che gli eventuali benefici economici dell'operazione siano concentrati sugli investitori e sui soggetti direttamente coinvolti, mentre alla collettività rimangano prevalentemente gli impatti territoriali e paesaggistici.

QUESTO È IL MOMENTO DI PARLARNE
La procedura è ancora aperta.
L'istanza è stata presentata il 17 aprile 2026 e la Regione ha pubblicato l'avviso il 12 agosto 2026. Il procedimento comprende VIA, Screening VINCA, Autorizzazione Unica e anche varianti agli strumenti urbanistici per le opere di connessione.
Come Gruppo Consiliare continueremo quindi ad approfondire gli elaborati e presenteremo le nostre osservazioni alla Regione.
Ma chiediamo anche all'Amministrazione Comunale di Conselice di fare la propria parte.

Tenuto conto, come pubblicato sull’Albo Pretorio, del previsto incontro in Regione del 8 settembre che coinvolge l’Amministrazione Comunale, chiediamo al Sindaco e alla Giunta che in esito a tale incontro sia organizzato al più presto un incontro pubblico, con tecnici, enti competenti, soggetti agricoli e rappresentanze interessati, nel quale vengano illustrate ai cittadini dimensioni, caratteristiche, impatti, mitigazioni e benefici del progetto ed esplicitata la posizione dell’Amministrazione nel merito.

Su 381 ettari del nostro territorio non può esserci un sì a scatola chiusa.
La nostra posizione è semplice:
SÌ alle energie rinnovabili con progetti sostenibili.
NO alla progressiva industrializzazione energetica del territorio agricolo.
NO a un utilizzo meramente formale dell'agricoltura per rendere possibile ciò che, nella sostanza, risultasse prevalentemente un investimento energetico.
E NO a qualsiasi progetto di queste dimensioni senza garanzie rigorose, trasparenza e benefici concreti per la comunità.
381 ettari sono oltre il 6% dell'intero territorio comunale. Non è una pratica qualsiasi. È una scelta che può cambiare per decenni il volto di Conselice.
E una scelta di questa portata deve essere conosciuta, discussa e valutata mettendo davanti a tutto l'interesse del nostro territorio e della nostra comunità.

Gruppo Consiliare
CON VOI

Cari medicinesi, Nei giorni scorsi la LAC - Lega per l'Abolizione della Caccia di Bologna ha rilevato come il Comune di ...
27/08/2026

Cari medicinesi,

Nei giorni scorsi la LAC - Lega per l'Abolizione della Caccia di Bologna ha rilevato come il Comune di Medicina, con una determina dello scorso giugno, abbia disposto l'abbattimento di alcune alberature, fra cui alcuni tigli che si trovano a Villa Pasi.

Abbiamo inoltre avuto contezza di come la LAC avesse effettuato un accesso agli atti e alle informazioni ambientali al quale il nostro Comune non ha dato risposta nei 30 giorni successivi.

Pertanto, la LAC si è rivolta al Difensore civico regionale della Regione Emilia-Romagna, che ha imposto al comune di trasmettere questi documenti entro 30 gg.

Il tema ambientale qui si intreccia a quello della trasparenza amministrativa e della scarsa capacità che il nostro Comune ha di condividere con la cittadinanza le proprie scelte, con l'opacità che in altre occasioni abbiamo visto e che talvolta diventa prassi.

Non avendo visto le relazioni tecniche di abbattimento - che siamo certi esistano - non possiamo ancora esprimerci tecnicamente, per l'appunto, sugli abbattimenti, che per noi restano l'extrema ratio, specie se si tratta di alberi monumentali in un contesto paesaggistico e storico-artistico vincolato.

Proprio perché crediamo che la tutela del territorio debba essere accompagnata da un'informazione tempestiva e trasparente, abbiamo formalizzato una serie di iniziative e richieste precise:

- Abbiamo chiesto ufficialmente di prendere visione di tutti gli atti e i documenti tecnici relativi all'abbattimento di questi alberi.

- Abbiamo chiesto alla Giunta se siano state condotte prove strumentali approfondite e se sia stata acquisita la preventiva autorizzazione degli organi di tutela paesaggistico e storico-artistica.

- Trattandosi dell'area di Villa Simoni-Pasi, soggetta a vincolo, abbiamo inviato una segnalazione alla Soprintendenza competente.

Garantire la sicurezza pubblica e la tutela del verde sono obiettivi che condividiamo e che vanno di pari passo, ma devono basarsi su evidenze tecniche pienamente consultabili e su un dialogo aperto con la comunità.

Vi terremo informati con sollecitudine!

26/08/2026

A cosa stiamo pensando? Al fatto che oggi sono iniziati i lavori Consap in via Vigo. Finalmente.

24/08/2026
24/08/2026

Strade, stradine e stradelli: ahimè, i nostri rovelli.

07/08/2026

Un aggiornamento su TpL e Metrobus.

Cari medicinesi,Non si tratta né di un maxi piano né di un "investimento" sulle strade, bensì di interventi che non sono...
07/08/2026

Cari medicinesi,

Non si tratta né di un maxi piano né di un "investimento" sulle strade, bensì di interventi che non sono affatto sufficienti a risolvere una situazione che ci appare come notevolmente compromessa.

Siamo ovviamente contenti che si intervenga con queste risorse su via Fava, via Cappellaccio, via Cantagrillo e via Fasanina.

Siamo invece molto delusi dal fatto che da qui all'estate prossima, a meno di cambiamenti epocali e risorse esterne, non si interverrà su altre arterie fondamentali, come via Nuova, via Fiorentina, via Bandite, via Portonovo, via Sillaro, per non affrontare la questione annosa delle strade bianche comunali, che da anni versano in stato di abbandono.

Aspettiamo anche con sollecitudine l'avvio dei lavori Consap su via del Signore, via Biancafarina e via Vigo. Speriamo che ad agosto la situazione si sblocchi, ma anche su questo non abbiamo risposte da parte dell'Amministazione.

Capiamo perfettamente le complessità burocratiche e la scarsità di risorse che un’amministrazione si trova ad affrontare. Proprio per questo non ci interessa la polemica sterile, ma pretendiamo una gestione più celere, trasparente e puntuale: i cittadini hanno il diritto di conoscere con chiarezza i tempi reali dei cantieri e le priorità di intervento. Chiediamo alla Giunta di farsi promotrice di un’azione politica più incisiva presso le istituzioni regionali e nazionali per attrarre nuovi fondi, esplorando al contempo modelli di manutenzione innovativi e programmati che superino la logica dei continui rattoppi d'emergenza.

Infine, non possiamo rassegnarci all'idea che lo stato attuale della nostra rete stradale sia vissuto fatalisticamente come un destino ineluttabile. Guardando oltre i confini comunali, anche in altre regioni d'Italia, vediamo realtà locali che — pur gestendo risorse limitate e contesti complessi — riescono a garantire una viabilità secondaria e rurale decisamente più curata e sicura. Un'alternativa è possibile, ma serve il coraggio di cambiare passo, pianificare a lungo termine e rimettere la sicurezza e la vivibilità del nostro territorio al centro delle priorità amministrative. Oggi non ci pare che sia così.

02/08/2026

, ore 10.25, stazione di Bologna.

Una bomba esplode nella sala d'aspetto di seconda classe.

85 morti e oltre 200 feriti.

La città si trasforma immediatamente in una gigantesca macchina di soccorso e assistenza per le vittime.

L'autobus numero 37 viene dirottato in stazione e trasformato in carro funebre, è lì che vengono deposti e coperti da lenzuola bianche i primi corpi estratti dalle macerie.

è il 46° anniversario della strage alla stazione di Bologna

Dedichiamo un pensiero alle vittime e alle loro famiglie, che da quel tragico giorno portano una ferita che appartiene all'intero Paese.

Bologna e non dimenticano.

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