02/06/2026
La Festa della Repubblica italiana si celebra ogni anno il 2 giugno per ricordare il referendum istituzionale del 2 e 3 giugno 1946, attraverso il quale, come sappiamo, i cittadini italiani scelsero di abolire la monarchia e instaurare la Repubblica. La festa del 2 giugno celebra perciò la fondazione stessa dello Stato nel quale viviamo ed ha un valore simile a quello che ha il 4 luglio per gli americani (anniversario della Dichiarazione di indipendenza nel 1776) o il 14 luglio per i francesi (anniversario della presa della Bastiglia durante la Rivoluzione nel 1789).
La festa del 2 giugno è intrinsecamente collegata all’altra grande festa civile italiana, quella del 25 aprile, che celebra la liberazione dal fascismo e dall’occupazione nazista. Infatti, fu proprio la liberazione che permise di indire il referendum istituzionale e di instaurare la Repubblica; senza la liberazione, in Italia non ci sarebbe stata una Repubblica democratica, ma una dittatura autoritaria di stampo fascista e i cittadini non godrebbero delle libertà e dei diritti garantiti dalla Costituzione.
La festa del 2 giugno è uno dei riti più importanti della religione civile italiana: come tutti gli Stati moderni, anche la nostra Repubblica ha bisogno di simboli e celebrazioni che consolidino il senso di appartenenza dei cittadini e celebrino le istituzioni.
Una festa per celebrare l’instaurazione della Repubblica italiana fu organizzata già nel 1946, pochi giorni dopo il referendum: poiché i risultati furono proclamati dalla Corte di Cassazione il 10 giugno, il governo dichiarò festivo l’11 giugno, nonostante la Repubblica non fosse stata ancora instaurata ufficialmente e il sovrano Umberto II, teoricamente, fosse ancora capo dello Stato.
La festa del 2 giugno fu celebrata per la prima volta nel 1947, primo anniversario del referendum, in un momento nel quale l’Assemblea costituente non aveva ancora terminato i lavori e la Costituzione della Repubblica non era stata scritta. Principale protagonista della celebrazione del 1947 fu il Capo provvisorio dello stato, Enrico De Nicola (non aveva ancora la qualifica di Presidente della repubblica, non essendo in vigore la Costituzione).
Nel 1949 la festa fu istituita ufficialmente e il 2 giugno divenne un “giorno rosso” sul calendario, con scuole e uffici chiusi. Rimase tale fino al 1977, quando, a causa delle ristrettezze economiche (era il periodo degli shock petroliferi e dell’austerity) il governo stabilì di trasformare la celebrazione in una festa mobile: si celebrava la prima domenica di giugno (non più il giorno 2), in maniera da non perdere un giorno di lavoro. La festività del 2 giugno è stata ripristinata nel 2001 per impulso del presidente Carlo Azeglio Ciampi, particolarmente attento alla valorizzazione dei simboli nazionali. Da allora la festa si è sempre celebrata.