18/05/2026
Può un soggetto privato che vince un appalto pubblico arrogarsi il diritto di scavalcare i regolamenti e vietare a bambine e bambini l’accesso ai locali della scuola pubblica? 🏫❌
Nella Melzo amministrata dal Sindaco Fusè e dalle Liste Civiche, a quanto pare, la risposta è SI.
La società DUSSMANN ha diffuso una comunicazione in cui stabilisce che il servizio mensa sarà garantito solo a chi è in regola con i pagamenti e regolarmente iscritto. Per "motivi di sicurezza alimentare", chi non è iscritto non potrà proprio accedere alla mensa.
Ma la mensa scolastica è collocata all'interno di plessi comunali e il pranzo è a tutti gli effetti tempo scuola (con tanto di obbligo di giustificare l’assenza!).
Ci chiediamo, e chiediamo all'Amministrazione comunale:
❓ Dove staranno esattamente i bambini esclusi durante l'orario del pasto? Saranno lasciati in corridoio, in classe o in un limbo amministrativo in attesa che il saldo torni positivo?
❓ Chi si occuperà della loro vigilanza? I docenti devono accompagnare il resto della classe in refettorio. Quali risorse avranno le dirigenti scolastiche per gestire questa emergenza?
❓ Visto che i regolamenti vietano il pasto da casa, l'unica alternativa per questi bambini sarà il digiuno o l'allontanamento da scuola?
La morosità è un tema complesso: a volte è legata a situazioni di reale fragilità economica, altre a disguidi burocratici, altre ancora a scelte colpevoli. Non mettiamo in discussione il principio per cui i servizi vadano pagati.
Ma riteniamo inaccettabile che a pagare le conseguenze delle decisioni (o delle difficoltà) degli adulti siano i minori. 👦👧
È incredibile che un soggetto privato possa diffondere comunicazioni di questo tenore senza che il Comune — guidato da Liste Civiche che si sono sempre proclamate paladine di solidarietà e inclusione — intervenga per tutelare le famiglie e accompagnare questa transizione.
Ancora una volta, si sceglie di tutelare l'organizzazione burocratica del privato anziché proteggere i bambini, che dovrebbero essere i primi e unici destinatari del servizio scolastico.