14/05/2026
Una piccola curiosità di lessico da corniciai che spesso genera confusione: la differenza tra "passe-partout" e "Marie-Louise" e il motivo per cui in Italia e in Francia questi termini vengono usati in modo un po’ diverso.
Partiamo dal passe-partout.
In Francia il termine "passe-partout" indica, in senso tecnico preciso, il classico cartoncino finestrato che si inserisce tra l’opera e la cornice. Serve a separare il foglio dal vetro, creare una distanza fisica di protezione, dare respiro visivo al soggetto e valorizzarlo dentro una cornice più ampia.
È il suo significato originario, ed è da lì che il termine è arrivato anche da noi.
In Italia però, nell’uso comune, “passe-partout” è diventato una parola molto elastica. Spesso viene usata per indicare genericamente qualsiasi elemento di raccordo tra opera e cornice: cartoncini, distanziatori, bordi lignei interni, persino soluzioni che tecnicamente sarebbero altro.
Ed è qui che entra in gioco la "Marie-Louise"
Nel lessico francese dell’incorniciatura, la "Marie-Louise" non è un semplice passe-partout. È una cornice interna vera e propria, spesso inclinata, sagomata o rivestita, inserita tra il dipinto e la cornice esterna. Può essere lignea, dorata, laccata, telata, oppure rivestita in carta o tessuto. Ha una funzione sia estetica sia strutturale: accompagna lo stacco visivo e crea profondità.
In Italia questa distinzione spesso si perde. Molti chiamano “passe-partout” anche una Marie-Louise, soprattutto fuori dall’ambito strettamente professionale.
Quanto al nome, “Marie-Louise” deriva quasi certamente da Maria Luisa d’Austria, seconda moglie di Napoleone. Il termine nasce nell’ambiente decorativo francese di epoca Impero, dove questo tipo di rifinitura interna divenne molto diffuso. Come accade spesso nella storia delle arti decorative, il nome di una figura di corte è finito per identificare uno stile o un dettaglio tecnico.
In breve:
Il "passe-partout"è un cartoncino finestrato.
La "Marie-Louise" è una cornice interna, spesso più strutturata e architettonica.
In Francia la distinzione è netta.
In Italia, molto spesso, si chiama “passe-partout” un po’ tutto.
È uno di quei casi in cui il mestiere conserva sfumature che il linguaggio quotidiano tende a semplificare.