25/04/2020
BUON 25 APRILE
E allora perchè insistere e parlare di resistenza?
"Hanno portato via gli ebrei e non ho detto nulla perchè non ero ebreo";/poi hanno portato via i comunisti e non ho detto nulla perchè non ero comunista;/poi hanno portato via i sindacalisti e non ho detto nulla perchè non ero sindacalista;/ poi hanno portato via me,e non c'era più nessuno che potesse dire qualcosa".
Quando al pastore tedesco Martin Niemõller chiesero cosa intendendesse per "Resistenza", egli diede questa definizione (legandola alle colpe del silenzio).
Si,perchè il significato di "resistenza" va ben oltre il periodo storico di riferimento e anche oltre le astratte interpretazioni storiografiche.
Si può,oggi, parlare di "Resistenza", soprattutto a chi ha poca dimistichezza con la memoria, attraverso un racconto che parli all'emozione,prima ancora che alla ragione.
Lo si può fare attraverso le parole,attuali e intellegibili, di Primo Levi :"Tutto questo è accaduto dunque può ancora accadere".
Egli ci spiega che le derive contro cui combatterono i partigiani non erano vergogne irripetibili ma erano e sono anche oggi rischi attuali.
Si, perchè dietro lo scempio dei forni crematori,delle camere a gas e degli stermini c'era la nazione più alfabetizzata al mondo: la Germania di Brecht, Mann, Einstein e degli studiosi(da kant in poi) dei valori dell'essere umano.
Eppure, la ferocia del totalitarismo trasformò un popolo di tedeschi in un popolo di nazisti,chi per convinzione,chi solo per indifferenza.
È questa la forza dei totalitarismi: plasmare le generazioni controllando l'educazione,l'informazione e mettendo a tacere chi non è d'accordo.
Chioserà Levi: "I nostri aguzzini non erano uomini geneticamente tarati.Erano come noi ma erano stati educati male".
La cattiva educazione faceva credere a quegli uomini, legittime le atrocità che commettevano.
La cattiva educazione alla base del sopruso,ieri come oggi.
Ma "resistere" non può essere solo un concetto evocato dinanzi al rischio di derive autoritarie, non bisogna aspettare lo stato di emergenza.
Resistere richiede che si prenda coscienza di se stessi,della propria libertà di pensiero, del coraggio della parola.
Chi ha resistito ad un sistema di (dis)valori che gli si voleva imporre, ha fatto in modo che ci fosse ancora qualcuno libero di dire qualcosa,cioè noi tutti.
E allora, tornando alla domanda iniziale, potremmo dire che il senso della "Resistenza" oggi, è fare si che ci sia qualcuno che possa ancora dire qualcosa.
È in questo che risiede il valore morale della lotta partigiana,ed il valore di ogni 25 aprile.
Questa è l'attualità del messaggio,che nessuna generazione può nè deve ignorare.