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Le "Gole Ranciara", si trovano nella parte alta del torrente e coinvolgono tre comuni: Antillo, da dove si dipartono, nella parte alta di contrada S. Giorgio; Limina, dove sono situate le cascate e le gole più suggestive; e Casalvecchio Siculo, dove l'acqua, lasciato il canyon, si adagia sulla pianura.
Le "Gole Ranciara" così denominate per la presenza nella vallata di alberi di arancio che in dialetto locale si definisce "ranciara", rappresentano una delle più belle espressioni di erosione carsica di tutta la Sicilia. Le "Gole Ranciara" si trovano nel versante Ionico dei Monti Peloritani e dalla "Montagna Grande" che domina tutta la vallata d'Agrò, si origina l'omonima fiumara che si estende per circa 18 km tra zone in cui il suo corso è di tipo torrentizio (a valle) e zone in cui al contrario si presenta estremamente selvaggio ed impervio (a monte). Le "Gole Ranciara" sono facilmente raggiungibili percorrendo la provinciale che dalla riviera Ionica porta in direzione Antillo, e più precisamente poco prima del bivio per Casalvecchio Siculo.
Le gole si trovano prima del bivio per Casalvecchio Siculo, e in effetti sono raggiungibili anche da tale direzione, utilizzando la provinciale che collega la costa Ionica con Savoca, Casalvecchio Siculo e Antillo. Le due provinciali segnalate fanno anello proprio all’altezza delle Gole Ranciara, ma delle due vie la meno tortuosa e la più breve è sicuramente la prima. Le gole Ranciara si trovano proprio nel tratto terminale del percorso in discesa del Torrente Agrò, da tale punto in poi il torrente si muove in piano allargandosi in un letto di sabbia molto ampio e profondo divenendo una grande fiumara. Giunte nella fiumara le acque del torrente difficilmente riescono a restare in superficie, frequentemente sono inghiottite dal grande materasso di sabbia che occupa l’intero alveo della fiumara. Solo durante le precipitazioni più importanti esse saturano l’alveo ed emergono in superficie, talvolta, in occasioni di violente sciroccate autunnali, diventano pure disastrose e irriconoscibili, tanto da riuscire a distruggere e travolgere i ponti e le passerelle a traliccio che le sovrastano.
L’escursione, come tutte le escursioni nei torrenti, è impegnativa. E’ consigliata, specie per il tratto a monte della cascata, solo a escursionisti esperti di torrentismo e dotati di idonea attrezzatura. Nel periodo delle piogge il primo tratto, quello a valle della cascata può comunque essere percorso con il semplice uso di stivali cosciali. Ovviamente raccomandiamo la massima attenzione e una dose illimitata di prudenza. L’escursione, limitata a tale zona, si esaurisce nel tempo di un paio di ore, contando anche le soste nei punti più interessanti e belli.
L’ambiente della gola è quello tipico delle gole di rocce calcaree. Le pareti che delimitano il corridoio in cui si sviluppa la gola sono strapiombi parzialmente rivestiti da vegetazione spontanea di tipo prettamente mediterraneo. Il letto del fiume è una vera e propria galleria d’arte allestita dalla natura con opere lapidee monumentali e dalla stessa realizzata attraverso l’azione lenta, continua e inarrestabile di eventi rovinosi durante i quali l’acqua nel corso dei vari millenni di storia, aiutata dalla forza degli altri agenti naturali, ha staccato dalla montagna enormi massi, li ha frantumati e collocati nel greto fluviale. Questi massi accavallati l’uno sull’altro e spinti dall’azione della corrente, insieme all’acqua, scavano il basamento della gola ed esaltano gli effetti della sua profondità. Il cammino richiede l’abilità di saltare da un masso ad un altro, di arrampicarsi sui più grandi, di sapersi muovere nei meandri dei labirinti formati dalla corrente fluviale, il tutto effettuato senza fretta e con prudenza, risulta molto divertente e regala grandi emozioni.
La gola con la sua affascinante bellezza riesce a dare al visitatore l’idea di una creazione sempre dinamica, imprevedibile e inimitabile, espressione di un amore Superiore che non conosce limiti e che non si lascia condizionare dalla risposta della persona a cui è diretto, restando immutabile nella sua grandezza e sorprendente nella sua manifestazione.
Lungo l'Agrò, dopo Passo Ranciara, sono state realizzate varie opere di archeologia idraulica, principalmente mulini ad acqua e condotte, alcune delle quali sono ancora visibili e recuperabili, soprattutto nei pressi di Passo Murazzo e Porcheria.
Camminando all’interno della Gola improvvisamente la stessa è sbarrata da un muro di roccia grigia alto più di venti metri da cui, in un unico getto, le acque del fiume si buttano dal piano superiore al piano inferiore della gola. Il salto compiuto dalle acque del fiume è unico e non presenta né rimbalzi intermedi né sbavature laterali che possano interrompere l’armonia della cascata. La violenza con cui il getto in caduta batte sul piano sottostante scava in continuazione la roccia e forma ai piedi della cascata una piscina profonda e turbolenta che sconsigliamo di attraversare. La cascata è circondata da alti muri di roccia grigia, rosa e gialla, che sono un’ostacolo serio al cammino in risalita della gola. Tuttavia a sinistra della cascata, il fronte roccioso è affrontabile per i più esperti e coraggiosi e per gli amanti dell’arrampicata libera. Su questa porzione di roccia si riesce a salire fino ad arrivare sul piano superiore, da dove lo spettacolo della cascata è senza dubbio il più completo e affascinante.
La Gola in corrispondenza della cascata non si restringe, come solitamente accade in questi casi, ma continua a mantenere la stessa ampiezza iniziale tant’è che la cascata non occupa tutto lo strapiombo roccioso da cui precipita ma si colloca sul fianco destro dello stesso, ove le acque del fiume sembra abbiano trovato un letto più tenero da scalfire. Solo nelle immediate vicinanze del getto, la forza trivellante dello stesso ha eroso il manto roccioso al punto da scavare il classico canalone semicilindrico e parzialmente chiuso che solitamente fa da cornice alle cascate. Tutta la base di questo canalone è occupata dalle acque della piscina per cui lo stesso non è visitabile se non bagnandosi e col rischio serio di farsi una bella doccia fredda. Per questo motivo non è possibile avvicinarsi troppo al salto della cascata. Nonostante ciò la bellezza della cascata non è per niente compromessa, anzi è ulteriormente esaltata dalla architettura rocciosa che la circonda.
Questa cascata è senza dubbio una delle meraviglie più importanti dei monti Peloritani i quali contrariamente ai Nebrodi, avendo sia il versante Nord che il versante Sud direttamente esposti alle correnti marine e degradando, in entrambi i suddetti versanti, sul litorale marino, sono ricchi di pregevoli bellezze naturali da tutte e due i lati. Ciò non accade nella catena montuosa dei Nebrodi ove analoghe bellezze sono concentrate principalmente solo sul versante Nord, quello appunto che degrada direttamente sul Tirreno.
La cascata Ranciara è il tipico esempio di bellezza naturale siciliana selvaggia. Essa ha un gusto fortemente mediterraneo grazie alla ricchezza della vegetazione spontanea che la circonda. Nella gola ci sono segni di vecchie strutture umane realizzate per sfruttare in qualche modo le acque della cascata, presumibilmente per scopi irrigui, ma lo stato di abbandono in cui esse versano poco impatta con l’armonia del luogo, la quale dunque resta per lo più intatta e caratterizzata unicamente dall’asprezza della natura. Grazie alla impraticabilità del posto questa perla del creato mantiene quasi inalterato il suo splendore naturale e si presenta al visitatore col fascino irresistibile di un gioiello incontaminato.