Comitato Civico Messinese "noi-NO"

Comitato Civico Messinese "noi-NO" Cittadini impegnati nella difesa della Costituzione Repubblicana, garanzia di Libertà e Democrazia.

Comitato Civico per il NO al Referendum Costituzionale del 29 marzo 2020.

11/01/2023

Limite 30 km/h subito anche a Roma e nelle altre città italiane. Per salvare vite e abbandonare l'auto privata. Perché la maggior parte delle città italiane è stata costruita per i cavalli, le carrozze e gli uomini a piedi, non per i suv né per i tir.

11/10/2022

E' il momento di scendere in piazza per la pace

di Tomaso Montanari

Il momento di scendere in piazza, in massa, è ora.
Se davvero la nostra libertà, quella che distingue le democrazie occidentali dall’autocrazia russa, è ancora viva e vitale, è inconcepibile non usarla.
È inconcepibile la passività con la quale noi, uomini e donne dell’Occidente, camminiamo sull’orlo dell’abisso nucleare.

È sempre sconvolgente leggere le cronache dei momenti che hanno segnato tragicamente la storia.
In certi casi la folla inneggiava alle dichiarazioni delle guerre che presto le avrebbero decimate.
Più spesso la vita continuava con leggerezza, si finiva danzando tra le braccia della morte. Ebbene, oggi è il nostro turno.
La follia omicida di Vladimir Putin e l’irresponsabile bellicismo delle cancellerie occidentali stanno trascinando l’umanità verso una catastrofe.

Ormai l’uso di armi nucleari nei prossimi
giorni è accreditato come possibile, se non probabile.
Ma a dispetto delle dichiarazioni e dei calcoli (spesso allucinanti) degli esperti, nessuno davvero sa cosa succederebbe dopo il lancio di una prima atomica, anche ‘solo’ tattica.
Quanto velocemente brucerebbe la miccia, in tutto il mondo?
Con quanto margine per eventi imprevisti, per errori, per l’imponderabilità del caso?
Stiamo per buttare un fiammifero in un deposito di benzina: davvero sappiamo cosa succederà un attimo dopo?

Nel 1955 un manifesto promosso da Bertrand Russell e Albert Einstein diceva:

“In considerazione del fatto che in una qualsiasi guerra futura saranno certamente usate armi nucleari e che queste armi minacciano la continuazione dell’esistenza umana, noi invitiamo i governi del mondo a rendersi conto, e a dichiararlo pubblicamente, che il loro scopo non può essere ottenuto con una guerra mondiale, e li invitiamo di conseguenza a trovare i mezzi pacifici per la soluzione di tutti i loro motivi di contesa”.

Quel futuro è ora: l’ottobre del 2022.
Nella premessa di quella risoluzione, quei due giganti del pensiero pacifista avevano scritto:

“Il mondo è pieno di conflitti, tra cui, tralasciando i minori, spicca la titanica lotta tra Comunismo e Anticomunismo.
Quasi chiunque abbia una coscienza politica nutre forti convinzioni a proposito di una di queste posizioni;
noi vogliamo che voi, se è possibile, mettiate da parte queste convinzioni e consideriate voi stessi solo come membri di una specie biologica che ha avuto una ragguardevole storia e di cui nessuno di noi desidera la scomparsa”.

Oggi dobbiamo dire: è in corso una lotta tra Occidente e Russia (e Cina).
Ciascuno di noi umani ha un giudizio più o meno chiaro circa i torti e le ragioni.
Ma ora è il momento di pensare come appartenenti all’unica vera patria, il mondo; all’unica vera nazione, l’umanità.
In un conflitto atomico nessuna ragione potrà prevalere: solo la morte vincerà.

Come ha detto il Papa parlando ai ragazzi dell’emergenza climatica, questo è il momento di fare chiasso.
È il momento di uscire di casa, di andare per strada, chiedendo ai nostri governi democratici di ascoltare la voce dei loro popoli.
I cuori pulsanti delle democrazie sono i parlamenti, ma ci sono dei momenti così gravi da pretendere che il popolo faccia sentire direttamente la propria voce:
in questo caso, la propria voglia di vivere.

Nelle ultime ore in Italia molti appelli e molte voci individuali invitano alla mobilitazione, e un leader di primo piano come Giuseppe Conte
ha fatto suo questo invito. È un passo importante.
Ma deve essere soprattutto la società a insorgere: le associazioni, i sindacati, le chiese, le studentesse e gli studenti.

C’è qualcosa di insopportabile nel vivere questi giorni come giorni qualunque, quando potrebbero essere davvero i nostri ultimi giorni: gridiamo ai nostri governi che le Costituzioni che li legittimano nascono per difendere i popoli, non per estinguerli.
Diciamo loro: l’opzione della guerra nucleare non è un’opzione.
E non basta non cominciarla, è vitale fare di tutto (e anche di più) per non indurre l’altro fronte a cominciarla a sua volta.
Svegliamoci oggi da questa abulia, domani sarà tardi!

31/07/2022

Applicato il limite del per parlamentari,sindaci etc.,mi vien da pensare che,in fondo,questa stupida regola andrebbe applicata anche a ,che ha già fatto il premier per due volte e che quindi non potrebbe più essere candidato a nulla. Ma forse si autoderogherà

16/05/2022

L'Italia viola il diritto alla vita e alla salute, secondo la Corte Europea di Giustizia, risultando inadempiente nel contenere l'inquinamento atmosferico legato all'inquinamento da trasporti, riscaldamento, incenerimento.

L'economia della combustione, provoca sessantamila morti premature l'anno, 165 al giorno.

Ma si continua ad incentivare col super bonus 110% le caldaie a gas, a sostenere l'acquisto di auto a diesel e benzina tanto quanto le auto elettriche, anche se sappiamo che andranno fuorilegge, a realizzare inceneritori spacciandoli per soluzioni avanzate, e ovviamente a bloccare le enrgie pulite.

Perchè sciupano il paesaggio.

10/04/2021

IDEE PER UN RILANCIO DELLA RAPPRESENTANZA POLITICA E DELLA PARTECIPAZIONE POPOLARE VOGLIAMO UN SISTEMA ELETTORALE PROPORZIONALE PURO, SENZA SOGLIE DI ACCESSO CHE LIMITANO LA RAPPRESENTANZA DEI CITTADINI 10 aprile 2021
"La formazione di una nuova maggioranza parlamentare, costituita da quasi tutte le principali forze politiche, segna un impegno comune, volto a fronteggiare la grave crisi sanitaria ed economica che affligge il Paese e a gestire efficacemente i finanziamenti europei.

Lo spirito di solidarietà politica espresso dalla formazione del nuovo Esecutivo offre anche una preziosa opportunità, forse meno visibile per molte persone, ma che non può essere sprecata: quella di realizzare le
riforme istituzionali necessarie e improrogabili, soprattutto dopo l’approvazione della legge costituzionale 18 ottobre 2020, n. 1, che ha ridotto il numero dei parlamentari a partire dalla prossima legislatura.
1. È urgente, innanzitutto, una riforma della disciplina in materia elettorale.
Come è emerso durante la campagna referendaria sul taglio del numero dei parlamentari, anche per gli esponenti delle forze politiche che hanno sostenuto la riforma, quest’ultima ha determinato una
consistente riduzione della rappresentatività delle Assemblee legislative nazionali e ha posto non trascurabili problemi alla funzionalità degli stessi organi parlamentari.
Il decreto legislativo 23 dicembre 2020, n. 177 permette di applicare la vigente normativa elettorale alla nuova composizione di Camera e Senato, ma ha introdotto collegi uninominali eccessivamente ampi e determina un’accentuata disparità tra le Regioni nel rapporto tra popolazione media e seggi da assegnare.
Le forze politiche della precedente maggioranza avevano trovato un accordo per adottare un sistema proporzionale con una soglia di sbarramento al 5 per cento: una scelta volta a garantire il pluralismo politico territoriale, la parità di genere e il rispetto dei principi riconosciuti dalla giurisprudenza della Corte costituzionale in materia elettorale e di tutela delle minoranze linguistiche. Tale soluzione sembra ora di nuovo in discussione.
I sottoscrittori di questo documento sono convinti che il sistema proporzionale resti la soluzione più adeguata alla forma di governo e alla cultura politica del Paese.
Negli anni in cui sono state applicate leggi elettorali di ispirazione maggioritaria non può dirsi che la stabilità di governo sia aumentata e che la frammentazione politica si sia ridotta; al contrario, si è assistito alla nascita di un gran numero di nuove formazioni politiche e di coalizioni divise al proprio interno, che si sono sfaldate ripetutamente determinando diverse crisi di governo e radicalizzando l’insoddisfazione dei cittadini verso la politica, facendo crescere atteggiamenti di reazione ed, in maniera allarmante, l’astensionismo.
Il sistema proporzionale, oltre a contribuire all’innalzamento del livello di rappresentatività delle Camere, agevolerebbe l’instaurazione di più solidi rapporti tra le forze politiche e il territorio e potrebbe anche servire a creare le condizioni per una rigenerazione dei partiti, necessaria ora come mai prima.
Nella stessa prospettiva, si auspica, se non si vuole adottare un proporzionale puro, almeno la previsione di soglie di sbarramento tali da non compromettere la rappresentatività cui il sistema dovrebbe tendere, senza trascurare le legittime esigenze di stabilità di governo.

2. Un altro elemento che dovrebbe caratterizzare il nuovo sistema elettorale è il meccanismo delle preferenze, indispensabile per restituire valore alla libera scelta elettorale dei cittadini.
Le critiche a tale metodo, secondo cui esso agevolerebbe la corruzione e comporterebbe un nuovo aumento dei costi della politica, non appaiono convincenti.
Certamente il voto di lista con preferenza non rende immune il sistema da fenomeni corruttivi, ma questi possono essere prevenuti e combattuti attraverso appositi correttivi, come la definizione di collegi piccoli e un più efficiente sistema di controlli. Quanto alle spese elettorali, si può introdurre un’adeguata disciplina che le regoli.

3. Se, infine, si andasse a votare con l’attuale disciplina e senza alcune nuove modifiche alla Costituzione, volte a innalzare i quorum attualmente previsti per l’elezione degli organi di garanzia e per il procedimento di revisione costituzionale, il rischio concreto è che una maggioranza sovra rappresentata da questa legge elettorale si potrebbe trovare nelle condizioni di fare tutto da sé. Potrebbe cambiare la Costituzione senza il concorso delle minoranze politiche (raggiungendo anche i due terzi dei voti, sufficienti a impedire lo svolgimento del referendum costituzionale) e potrebbe designare, sempre in solitudine, un rilevante numero di componenti degli organi di garanzia (Presidente della Repubblica, Corte costituzionale, CSM., ecc.).

4. Non è meno urgente, poi, la riforma dei regolamenti parlamentari. Questi da tempo avevano bisogno di una riscrittura complessiva e accorta; oggi però un intervento è addirittura indispensabile, per consentire il funzionamento delle Assemblee legislative e degli organi parlamentari minori e per assicurare la rappresentanza delle minoranze nello svolgimento delle funzioni affidate alle Camere.

5. L’attuale fase politica costituisce, infine, un’occasione preziosa per promuovere la riscoperta del valore dei partiti, protagonisti della democrazia rappresentativa dei quali non è possibile fare a meno.
Coloro che firmano questo documento auspicano che si apra un’ampia e approfondita riflessione per arrivare ad attuare l’articolo 49 della Costituzione, con l’adozione di una disciplina che finalmente assicuri la democrazia interna dei partiti. È questa una condizione indispensabile per restituire ai partiti il loro fondamentale ruolo di strumenti di partecipazione e di mediazione e di soggetti idonei a formare e a selezionare una classe politica adeguata.

Chiediamo, pertanto, ai parlamentari di intervenire, riprendendo i lavori sulla riforma della disciplina elettorale nel senso auspicato e sulle proposte di revisione costituzionale utili a salvaguardare il sistema delle garanzie. Agire presto e in fretta per uscire dall’emergenza è una necessità, ma non è un buon motivo per trascurare problemi che, se non affrontati a dovere, rischiano di compromettere in modo irreparabile il funzionamento del sistema costituzionale.

Chiediamo, inoltre, agli organi d’informazione, alle associazioni espressioni e sostenitrici dei valori democratici della partecipazione popolare, ai protagonisti della vita culturale ed artistica del Paese, ed, in definitiva, ad ogni cittadino che voglia partecipare ad un processo di rivitalizzazione della politica, di sostenere in ogni forma e luogo questo appello ed i contenuti che propone.
FORUM AL CENTRO
CIVICA
APPELLO ALL'UNITA' DELLE FORZE LIBERALI E DEMOCRATICHE ITALIANE
CENTRO STUDI FORME&RIFORME
COORDINAMENTO PER LA DEMOCRAZIA COSTITUZIONALE - PIEMONTE
RETE per LA DEMOCRAZIA LIBERALE
PARTITO LIBERALE EUROPEO

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Via A. Martino, 21
Messina
98121

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