27/10/2025
In tanti hanno chiesto cosa può accadere a seguito del documento della Corte dei Conti. Provo a dare una risposta sintetica.
Ciò che è accaduto è che la Sezione di Controllo della Corte dei Conti, anche dopo la documentazione inviata dal Governo a integrazione della precedente trasmissione, ritiene che le procedure e il progetto non siano legittimi e che dunque la delibera di approvazione del progetto definitivo licenziata dal CIPESS sia da annullare (o revocare), non potendo essere pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale. Se così è, il progetto è carta straccia e il tutto deve ripartire da zero.
La decisione di negare il visto di legittimità, però, non può essere assunta dalla sola Sezione di Controllo, ma è rinviata al "plenum" della Corte dei Conti che, da quanto si sa, ha fissato un'audizione del Governo e di SdM il 29, avendo scadenza il 7 novembre per il giudizio finale.
Adesso il "plenum" (anche a seguito delle audizioni che in merito ha convocato) potrebbe:
1) ritenere esaustivi i chiarimenti resi in audizione (e con ulteriore documentazione) dal Governo ed SdM e concedere il visto di legittimità alla delibera CIPESS;
2) accogliere la valutazione della Sezione Controllo e negare il visto.
Nel primo caso la delibera verrebbe pubblicata, ma la relazione istruttoria della Sezione Controllo sarebbe un punto molto forte per le nostre azioni giudiziarie di contrasto al progetto in sede di TAR, corroborando le tesi già elaborate e, di fatto, condivise dalla Sezione Controllo della Corte dei Conti.
Nel secondo caso si aprono due scenari: a) il Governo prende atto del verdetto della Corte e revoca gli atti (eventualmente ripartendo da zero per un nuovo progetto e una nuova gara); b) il Governo "resiste" e riapprova gli atti informando il Parlamento. In tal caso ha luogo la pubblicazione della delibera "con riserva", dato il verdetto di non legittimità della Corte dei Conti; la delibera e gli atti assumono piena esecutività e il Governo può partire col "Piano delle Opere Anticipate", avviando i relativi "cantieri". Si tratterebbe però di una mossa quasi disperata, perché il mancato visto di legittimità della Corte dei Conti (o la pubblicazione "forzata" della delibera) costituirebbe una quasi certa premessa per l'accoglimento in TAR della immediata sospensiva dei lavori, con invio del fascicolo a Corte Costituzionale o Corte di Giustizia Europea per pronunce pregiudiziali sulle leggi e sul progetto, e il riconoscimento della illegittimità di carte e procedure da parte della Corte dei Conti sarebbe un ostacolo difficilmente sormontabile per il Governo.
Sugli orientamenti futuri della Corte dei Conti (che dipendono anche dalle audizioni e dall'ulteriore materiale informativo) non possiamo formulare alcuna previsione o aspettativa, ma sicuramente la relazione istruttoria della Sezione di Controllo è un punto molto utile e importante perché supporta le tesi che abbiamo sempre sostenuto: le procedure, le leggi, gli stessi elaborati di progetto che sostengono il ritorno del "morto vivente" (...siamo prossimi al 2 novembre) sono nulli perché non rispondenti alle norme italiane, europee e costituzionali.
Prof. Guido Signorino