Riaprire Messina ai suoi cittadini, rimettere davvero in comune il suo patrimonio materiale e immateriale, ridefinire le regole della partecipazione democratica alle scelte amministrative. Sono questi gli obiettivi con cui la Giunta comunale di Messina ha istituito il "Laboratorio Messina per i beni comuni e le istituzioni partecipate", quella che possiamo definire come la "via messinese" ai beni
comuni. Al centro della delibera vi è infatti la definizione di un metodo "costituente" (un "Laboratorio" democratico aperto alla cittadinanza tutta) attraverso il quale tutti gli abitanti della nostra città potranno ripensare e riscrivere insieme alla Giunta l'ampliamento dei metodi e degli istituti con cui si esprime la partecipazione democratica dei cittadini alle scelte dell'amministrazione oltre che le forme attraverso cui la città potrà riappropriarsi del proprio patrimonio. I nostri Enti Locali, e in modo particolare le istituzioni democratiche di prossimità quali Comuni e circoscrizioni, costituiscono oggi la vera trincea nella quale si contrappongono le politiche di austerità sovranazionali, da un lato, e dall'altro i pressanti bisogni sociali che, soprattutto in un momento di grave crisi economica, proprio ai Comuni vengono rivolti. È dunque alle istituzioni comunali che i cittadini chiedono di farsi garanti della propria sovranità costituzionale e del proprio diritto ad una esistenza dignitosa: in questo senso una più larga condivisione democratica delle scelte amministrativa non è più un'opzione tra le altre, ma un preciso mandato della Costituzione Italiana. Le proposte che nasceranno in seno al forum del "Laboratorio" - quindi come espressione della più autentica volontà popolare - regolamenti d'uso civico e nuovi istituti di partecipazione - saranno successivamente presentate dalla Giunta in Consiglio Comunale per essere poi implementate nello statuto comunale della città. Di questo mandato costituzionale, pertanto, questa Giunta si fa oggi interprete a Messina, per offrire alla città uno strumento con cui ripensare da un lato i dispositivi e le forme di partecipazione alle scelte amministrative, e dall'altro i metodi e le regole attraverso cui i cittadini possono riaprire alla città l'uso di luoghi, di spazi, di parti del patrimonio materiale e immateriale del Comune. Si tratta dunque di uno dei primi tentativi di attuare radicalmente quelle convenzioni internazionali, (Trattato di Lisbona e Convenzione di Aarhus innanzitutto) già ratificate dallo Stato italiano e mirate ad un ampliamento della trasparenza e della partecipazione democratica: il solco è quello tracciato, in questa direzione, da importanti esperienze nazionali quali il Comune di Napoli, la regione Toscana e vari Comuni del Nordest. Su questa strada di innovazione l'esperienza messinese ha inoltre già incontrato il sostegno di illustri giuristi quali Paolo Maddalena (vicepresidente emerito della Corte Costituzionale e oggi esperto del Sindaco di Messina) e Ugo Mattei (ordinario di Diritto Pubblico presso l'università di Torino) oltre che quello dello storico dell'arte Salvatore Settis. Il "Laboratorio", con i suoi tre organi - un forum della cittadinanza, vero organo sovrano del Laboratorio, un tavolo tecnico di esperti e un nucleo di coordinamento affidato all'Assessorato all'autogestione dei beni comuni - costituirà inoltre il motore di quelle iniziative pubbliche che questa amministrazione intende avviare insieme ad esperienze amministrative vicine a queste tematiche (la Rete delle città solidali, le amministrazioni di Ragusa, di Palermo, di Napoli e di Milano, etc.), per riscrivere a livello nazionale, e non più solo locale, un effettivo federalismo costituzionale, poggiato sull'autonomia democratica dei Comuni e delle istituzioni di prossimità. Obiettivi del Laboratorio
1) definizione di specifiche proposte rivolte alla Giunta e al Consiglio Comunale in materia di realizzazione e di riforma di istituzioni partecipative del Comune di Messina per la configurazione di un percorso di democrazia partecipativa e diretta relativo alla determinazione e all'attuazione delle politiche di indirizzo a livello locale;
2) mappatura e pubblicizzazione del patrimonio immobiliare, agricolo, etc. del Comune di Messina, ivi compresi i diritti d'uso civico, etc., in accordo con gli indirizzi espressi dalla Commissione consiliare competente sul Patrimonio del Comune;
3) proposte per una ridefinizione della regolamentazione degli "usi civici" del Comune di Messina, con particolare riguardo all'implementazione di parti del patrimonio comunale in disuso, al fine di restituire alla città parti del proprio patrimonio abbandonate o attualmente in cattivo stato di conservazione;
4) definizione di una proposta di Giunta riguardante la progettualità del Comune di Messina relativa a parti del patrimonio immobiliare di Enti e Privati, con la possibilità di sperimentazione d'uso attraverso progetti di riuso e riprogettazione a titolo non oneroso e a tempo determinato;