21/08/2022
𝐋𝐚 𝐦𝐨𝐫𝐭𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐟𝐢𝐠𝐥𝐢𝐚 𝐝𝐢 𝐀𝐥𝐞𝐤𝐬𝐚𝐧𝐝𝐫 𝐆𝐞𝐥ʹ𝐞𝐯𝐢𝐜̌ 𝐃𝐮𝐠𝐢𝐧
"L'Ucraina non ha nulla a che fare con l'omicidio della figlia di Dugin": questa la netta dichiarazione di Mykhailo Podolyak, principale consigliere del presidente Zelensky, in riferimento all'attentato nel quale è rimasta uccisa Darya Dugina a Mosca.
ANSA.it
Come ripetutamente segnalato da Dario Sanchez su ig e Alessio Moretti su fb e radio radicale: Aleksandr Gelʹevič Dugin non ha mai ricoperto una posizione ufficiale nel governo russo, ed ha avuto in passato incarichi accademici e di capo redattore di Tsargrad TV, fervente emittente filoPutin, mantenendo sempre il massimo riserbo sul suo legame con il presidente russo. Ma è evidente che il suo linguaggio e la sua retorica, intrisa di sovranismo e occultismo di estrema destra, sono stati da tempo adottati dal Cremlino.
Questo il preambolo all’interessante articolo di Laura Aprati su Rainews.it:
Darya Dugina è saltata in aria sulla macchina su cui sarebbe dovuto essere anche suo padre Aleksander Dugin nei pressi del villaggio di Velyki Vyazomi, a circa 20 km da Mosca. Ecco chi era la figlia dell'ideologo di estrema destra considerato ispiratore delle politiche imperialiste di Vladimir Putin.
Darya Dugina: trent’anni, laurea in filosofia, lavorava come giornalista, commentatrice televisiva e analista di geopolitica, come il padre che per molti era “il Rasputin di Putin” anche se la stampa russa lo considera una “figura marginale” per le sue opinioni “ritenute troppo radicali anche dai nazionalisti”.
Come il padre sosteneva la guerra contro Kiev, definendo gli ucraini come dei “subumani che devono essere conquistati”. Era tra gli autori di un libro ancora non edito, intitolato “Z” (il simbolo dell’invasione). Con uno pseudonimo, Darya Platonova, ha anche lavorato per due emittenti schierate con Putin, RT e Tsargrad Tv. Dirigeva inoltre il sito United World International, accusato di disinformazione, di proprietà di Evghenij Prighozin, stretto alleato del presidente russo, finanziatore del gruppo di milizie Wagner nonché implicato nello scandalo Cambridge Analytica e la disinformazione nella campagna per la Brexit e le elezione di Trump. Sito che qualche giorno fa aveva pubblicato un articolo sulle elezioni in Italia “Italia Sovrana e Popolare, per abbracciare l'ordine multipolare emergente basato sulla cooperazione reciprocamente vantaggiosa tra stati sovrani russo-cinese-euroasiatici”.
Il 4 giugno scorso fu inclusa nella lista delle persone sanzionate dal governo del Regno Unito (tra loro il magnate Roman Abramovic) per avere espresso appoggio o promosso politiche favorevoli all’aggressione russa dell’Ucraina. Era al n. 244 dell’elenco delle 1.331 persone sanzionate
Sulla guerra in Ucraina la posizione di Darya Dugina era chiara: “Se le élite liberali occidentali insistono così tanto nel sostenere Kiev e demonizzare Mosca, è perché dietro c’è una logica di profitto. Tutto deve essere messo in discussione. Questo è un principio importante che ci permette di mantenere un occhio lucido. Nella società dello spettacolo, della propaganda e della natura totalitaria dei sistemi occidentali, il dubbio è un passo essenziale per uscire dalla caverna…”.
Un attacco a Putin?
Sicuramente un attentato compiuto nella notte nella capitale russa sorvegliata centimetro per centimetro dai servizi segreti del Cremlino desta dubbi e perplessità. Un video girato sulla scena del rogo seguito all'esplosione mostra la disperazione di Aleksandr Dugin mentre osserva impotente il rogo dell'auto in cui è rimasta uccisa la figlia Darya. L’effetto del video e dell’attentato è devastante: se si è riusciti ad arrivare ad un sorvegliatissimo Dugin chi è dietro questo attacco può arrivare anche molto più in alto. Un segnale destabilizzante per lo zar Putin sia che il pericolo arrivi dall’esterno o che sia una minaccia interna.
https://www.rainews.it/.../darya-dugina-ucraini-subumani...
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Alcune interessanti analisi di Marta Ottaviani:
1/ Dugin non ha mai frequentato Putin direttamente. Definirlo il suo guru è errato
2/ Il 'pensiero' di Putin è la summa di alcune teorie di diversi pensatori, opportunamente adattate alla visione che Putin e il suo cerchio magico hanno della Russia. Ma dove Dugin ha ispirato solo una parte della politica estera.
3/ Tecnicamente, Dugin fa parte dei Neo Euroasiatisti. In estrema sintesi e semplificazione, credono in una riconquista dello spazio sovietico, e in un atteggiamento anti occidentale/di avvicinamento alla Cina.
4/ Dugin con sue teorie rappresenta una giustificazione a livello teorico della riconquista di territori appartenenti all'ex Urss da parte del Cremlino, ma i pensatori su cui Putin ha plasmato la sua filosofia sono altri: Gumilëv, Leont'ev, Danilevsky solo per citarne alcuni
5/ Il risultato è una sorta di neoimperialismo ondivago, dove si tira in ballo, il nazionalismo, il passato zarista, la fede ortodossa e l'Eurasia un po' a seconda delle circostanze. A questo si aggiunge la riabilitazione di Stalin. Putin è un ex sovietico ma non ex comunista
6/ Chiarita un minimo la faccenda 'dell'ideologo di Putin' passiamo ai fatti di ieri sera. Darya Dugina aveva seguito le orme del padre. Dugin in proporzione era più noto in occidente che nel suo Paese. Diciamo che ha saputo vendere bene la sua immagine.
7/ In Russia è legato a organizzazioni ultra nazionaliste dai contorni molto ambigui. Quello che si racconta troppo poco spesso, è che una parte di esercito e di servizi segreti non sono per niente contenti di come Mosca stia gestendo la guerra in Ucraina.
8/ come vi ho detto, Dugin in occidente è molto noto. Chi lo ha voluto colpire, sicuramente lo ha fatto perché questa cosa avesse la maggiore risonanza possibile proprio da noi.
9/ Qualcuno potrebbe giustamente chiedersi, perché? Io, al momento, ho due ipotesi, ma vi prego di considerare che potrò essere più precisa solo quando si saprà qualcosa di oggettivo dalle indagini
10/ la prima è che chi ha organizzato l'attentato, voglia farci sapere del disagio di forze armate e Fsb contrari alla guerra in Ucraina. La seconda, e sono molto preoccupata per questo, è che vogliano dare la colpa a Kiev
11/ Per quanto riguarda la seconda ipotesi, mi sento di escludere totalmente il secondo caso. Dungin aveva molti nemici e il territorio russo è troppo controllato dall'Fsb perché possa avvenire qualcosa senza che se ne accorgano.
Fine.