Avis Comunale Mestre Marghera

Avis Comunale Mestre Marghera Pagina ufficiale dell'Avis Comunale MestreMarghera. Notizie, aggiornamenti e iniziative organizzati per i soci e per i cittadini.

Promozione e raccolta di sangue in maniera periodica, associata, anonima e gratuita in tutto il territorio. L'associazione Avis comunale di Mestre-Marghera è costituita da coloro che donano volontariamente, gratuitamente, periodicamente e anonimamente il proprio sangue. L'associazione promuove la donazione di sangue e dei suoi componenti e la cultura del dono, diffondendo nella comunità in cui vi

ve i valori della solidarietà e della salute. Storia
La fondazione della sezione risale al 1953. Allora contava 170 donatori e venne chiamata "Associazione Volontari del Sangue di Porto Marghera". I primi gruppi di volontari si erano però già formati intorno al 1950, suddivisi in gruppi aziendali all'interno di Porto Marghera dove, nell'immediato dopoguerra, le grosse industrie avevano iniziato la ricostruzione di quanto era stato distrutto dai bombardamenti. La scarsa preparazione professionale e l'uso di macchinari molto vecchi determinavano numerosi incidenti sul lavoro che spesso necessitavano di trasfusioni di sangue; questo portò alcune persone ad avvicinarsi le une alle altre per aiutare il collega o l'amico. In seguito, per imitazione e necessità, vennero fondate le sezioni limitrofe di Mogliano, Maerne, Quarto d'Altino ecc. e si venne così a creare l'esigenza di un organismo superiore che ne coordinasse l'attività; con una assemblea costituente il 20 giugno 1953 nacque l'Avis Provinciale. La storia della sezione di Mestre-Marghera inizia nello stesso periodo. Il 13 giugno 1959 venne stipulato un accordo con la direzione dell'Ospedale Umberto I, all'interno del quale si installò il primo Centro di Raccolta, di cui l'Avis acquisì la proprietà e la gestione. Dopo i tempi storici di Porto Marghera e della sede sotto il Cavalcavia di Mestre, dal 1 maggio 1968 sia il Centro che la sede amministrativa passarono in via Manin, nel cuore della città, fino al 1984, anno in cui l'amministrazione si trasferì in un prefabbricato di via Antonio da Mestre, mentre il Centro di Raccolta tornò all'interno degli spazi ospedalieri. Nel 2000, con l'acquisto di alcuni locali in via Einaudi in comproprietà con l'Avis Provinciale e l'SRC (Servizio Raccolta Convenzionata), l'associazione ha avuto una sede definitiva, realizzando così il sogno del presidente provinciale Gaetano Zorzetto, al quale dopo la sua morte è stata dedicata la sezione stessa. Inizialmente tutte le manifestazioni e le iniziative realizzate erano rivolte verso l'interno dell'associazione; dal 1992 invece si è cominciato a proiettare le attività verso l'esterno con lo scopo di farsi conoscere e aumentare così il numero dei donatori. Sono state e sono tutt'ora numerose le iniziative svolte presso le scuole, così come gli eventi a cui l'Avis di Mestre-Marghera, sezione Gaetano Zorzetto, è presente per sensibilizzare la cittadinanza alla cultura del dono e della solidarietà.

Non hai donato prima di partire? No problem... Se doni al rientro dalle vacanze 🩸 Svuota la valigia, saluta amici e coll...
04/09/2026

Non hai donato prima di partire? No problem... Se doni al rientro dalle vacanze 🩸

Svuota la valigia, saluta amici e colleghi e prenota la prossima donazione.
Tu riprendi la routine e noi possiamo ripristinare le normali scorte per chi ne ha bisogno ❤️

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GRAZIE!

 Con la fine di agosto salutiamo Sebastiano che ci ha fatto compagnia con la sua testimonianza ❤️😷 Avevo 16 anni quando ...
31/08/2026


Con la fine di agosto salutiamo Sebastiano che ci ha fatto compagnia con la sua testimonianza ❤️

😷 Avevo 16 anni quando nel novembre del 2015 mi è stato detto, all’interno di una stanza sovraffollata da medici, con i miei genitori alle mie spalle, che avevo la leucemia. Leucemia Linfoblastica Acuta.

🏀 Avevo da pochi giorni firmato il contratto con l’associazione che mi avrebbe permesso di frequentare la quarta superiore negli Stati Uniti, giocavo a pallacanestro al massimo livello aspirabile per un giocatore di 16 anni ed andavo discretamente bene a scuola, non potevo lamentarmi, sembrava andare tutto perfettamente ed ero pronto a sbocciare nel pieno della mia adolescenza.

🩺 Dal nulla, dopo un essermi tolto il gesso per una frattura alla caviglia, una mattina il mio corpo ha deciso di abbandonarmi. Svenendo nel tragitto dal letto alla cucina, per pura coincidenza avevo appuntamento col medico di base. Dopo una breve visita quest’ultimo consigliò a mia mamma di portarmi il prima possibile in pronto soccorso temendo un’embolia polmonare.
Al pronto soccorso di Dolo si accorsero piuttosto velocemente che qualcosa non andava (avevo 5,5 di emoglobina, forse più che comprensibile).

🚑 Decisero già nel pomeriggio il trasferimento in Oncoematologia Pediatrica a Padova, reparto nel quale entrai senza saper neanche bene cosa quella parola, così lunga e complessa, significasse. Dopo una notte di pianti, ansia e punti interrogativi iniziarono con un prelievo di midollo ed una rachicentesi (sapevano, loro, che di tumore ematologico si trattava, dovevano solo appurare di quale tipo). In fila per gli esami del sangue, la mattina, ero circondato da genitori in tute gialle (la tuta data ai genitori di bambini ricoverati) e bambini pelati che andavano da un range di pochi mesi d’età ad un massimo di una decina d’anni. Mi consideravo (e sotto un certo punto di vista ero, fino a quel momento) totalmente estraneo a quel reparto, non sapevo ancora che in realtà, sarebbe diventata la mia casa.
Nella serata di quel primo giorno ebbe luogo l’incontro coi medici, in cui la mia appartenenza a quel nuovo reparto venne confermata, e la realtà dei fatti mi venne messa davanti.

👨‍⚕️ Da quel colloquio coi medici uscii senza più orizzonti. Non sarei più partito per gli Stati Uniti, non avrei più giocato a basket e non sarei più andato a scuola, almeno per un po’. Dopo un attimo di confusione e di giustificata devastazione, ho agito pre-tempore con quella che sarebbe poi diventata la mia specializzazione accademica: la gestione della crisi.
Assieme ai miei genitori abbiamo appurato che evidentemente non avrebbe avuto senso fare progetti a lungo termine, e che avrei dovuto affrontare questa malattia giorno per giorno. Il giorno prima ero un adolescente pronto ad esplodere nel momento clue della giovinezza, il giorno dopo mi veniva diagnosticato un tumore al sangue con delle cure devastanti alle porte affinché questo venisse guarito.

💊 Dai medici mi erano stati prospettati 6 mesi di chemioterapia intensa, ad alto dosaggio, allo scadere dei quali avrei iniziato la chemioterapia a più basse dosi, con la possibilità di tornare ad una vita più simile al normale. I 6 mesi in realtà divennero poi 9, a causa di diverse complicazioni che allungarono i tempi. Mesi durante i quali vissi facendo la spola tra l’oncoematologia pediatrica di Padova, il suo day hospital e casa mia. I valori del sangue erano saliti con me sull’altalena della vita. Per lunghi periodi del percorso entravo in day hospital sapendo che avrei avuto bisogno di trasfusioni di sangue o di piastrine, avevo imparato a riconoscerne i segnali, il sangue dal naso, la fiacchezza e le gambe che cedevano.

🩸 Ogni volta che, nel primo pomeriggio (le sacche arrivavano sempre nel primo pomeriggio perché le ordinavano dopo gli esami del sangue la mattina), mi veniva trasfusa la sacca, controllavo la data della donazione, come se in qualche modo mi avesse fatto sentire più vicino a quella persona che quel giorno si era svegliata sapendo che avrebbe donato il sangue. Io, che ero dall’altra parte, a ricevere quel sangue, sapevo che se un giorno fossi guarito da quella malattia sarebbe stato anche grazie a quella persona. E quella persona in realtà sono state tante persone, tante donazioni di sangue e tante date controllate sulle sacche. E oggi, che sono qui a scriverlo, la consapevolezza di ciò è ancora maggiore, e con essa la gratitudine verso ogni persona che compie quel semplice gesto che a me, come a tante altre persone, ha permesso e permette di sopravvivere e di guarire.

❤️ È anche grazie a quelle persone, è anche grazie a quel sangue se il 25 novembre 2017 ho preso la mia ultima pastiglia di chemioterapia, dopo che nell’ottobre del 2016 sono tornato a scuola e nel dicembre dello stesso anno sono tornato a calcare i campi da basket fino a, nel giugno 2017, giocarmi la finale scudetto di categoria nel palazzetto dello sport di Udine. Nel dicembre 2022, dopo aver speso un semestre all’Università di Bayreuth, in Germania, mi sono laureato in Scienze Internazionali e Diplomatiche all’Università di Trieste. Nel momento in cui scrivo sto per laurearmi in International Organizations and Crisis Management alla Friedrich Schiller Universitat di Jena, sempre in Germania, dopo aver speso un semestre studiando Peace, Mediation and Conflict Research all’Università di Tampere, in Finlandia. Dal 2015 ad oggi i momenti pieni di vita, di incredibili passioni e di pura felicità sono stati tanti e difficili da raccontare. Allo stesso tempo so, che quest’esperienza sarà per sempre con me e che ciò che ho vissuto in quei due anni non è una cosa che un adolescente dovrebbe vivere.

🥰 Questa parentesi curriculum vitae e autoreferenziale perché sì, è anche grazie ai Donatori Avis, se oggi sono qui a scrivere queste righe. Grazie!

Con la donazione di plasma di questa mattina Michele ha raggiunto le sue (prime) 💯 donazioni!Il suo sorriso ci racconta ...
10/08/2026

Con la donazione di plasma di questa mattina Michele ha raggiunto le sue (prime) 💯 donazioni!

Il suo sorriso ci racconta la grande soddisfazione, ma soprattutto la leggerezza con cui ha tagliato questo importante traguardo 💪

Grazie Michele! 🤩

 Finisce luglio e salutiamo Cristiano, che con la sua testimonianza ci ha accompagnato per tutto il mese di luglio ❤️📆 E...
31/07/2026


Finisce luglio e salutiamo Cristiano, che con la sua testimonianza ci ha accompagnato per tutto il mese di luglio ❤️

📆 Era il 2008, gli ultimi mesi per la precisione. Fino a quel momento la mia vita era stata quella di un ragazzo semplice, senza fronzoli: avevo da poco iniziato la prima superiore, strimpellavo di tanto in tanto il pianoforte e giocavo a calcio, la mia grande passione!
In quei mesi iniziarono a presentarsi, però, alcuni imprevisti: dapprima una lieve febbricola, poi alcuni dolori vaganti, prima ad un ginocchio, poi ad un piede, fino ad arrivare ad un torcicollo oserei dire invalidante. Non riuscivo a muovere la testa, in nessuna direzione; l’unico sollievo era quel collare rigido che avevo “preso in prestito” da un vecchio infortunio di mio padre.
Il susseguirsi di questi sintomi si protrasse fino a febbraio del 2009 quando, stanchi di non avere risposte, fummo indirizzati all’I.R.C.C.S. Burlo Garofolo di Trieste. La prima cosa che venne fatta, e che fino a quel momento nessuno aveva pensato di prescrivermi, fu un banalissimo esame del sangue.

📑 Gli esiti non tardarono ad arrivare. Entrammo nello studio del Medico e ci chiesero di sederci: “I globuli bianchi, nel nostro organismo, solitamente dovrebbero essere circa tra i 4.000 ed i 10.000” ci dissero “purtroppo, però, ne hai qualcuno in più. Il tuo emocromo ne evidenzia 109.100”.
Non avevo idea di cosa mi stessero dicendo ma avevo ben chiaro che non si trattasse di qualcosa di buono. Ci accompagnarono nel reparto di ematologia, indossammo mascherina, camice, calzari e cuffia e poco dopo ci raggiunsero un ematologo e un anestesista. Mi addormentarono per qualche minuto per procedere con la biopsia midollare. L’esito, purtroppo era quello immaginato: Leucemia Mieloide Acuta.

🗣️ Nonostante i miei 14 anni, chiesi subito ai medici di dirmi tutto, sia le cose positive sia quelle negative.
Avrei dovuto affrontare quattro cicli (in quattro mesi) di chemioterapia, per poi arrivare obbligatoriamente al trapianto di midollo osseo. Il tempo non era molto.
I primi due cicli di chemioterapia non diedero, mio malgrado, i risultati sperati: la mia malattia era ancora presente per il 90% e venne classificata come refrattaria alle terapie di prima linea.

🔥 A conclusione del secondo ciclo, l’ematologo entrò nella mia stanza e mi disse: “Cristiano, fino ad oggi siamo andati con il mitragliatore, d’ora in poi andremo con il lanciafiamme!” e così cambiarono il protocollo di cura.
Al terzo ciclo, però, la malattia persisteva, era ancora lì, all’85%, ed il tempo stringeva… Ormai con poche speranze venne avviato il quarto ciclo di chemioterapia ed ecco, contro ogni aspettativa, i risultati tanto agognati: remissione completa!

👬 Io, credetemi, ho avuto la grande fortuna di avere un solo fratello e, ironia della sorte, compatibile al 100% con il mio midollo osseo: Tommaso, quasi 6 anni al tempo. Mentre lui si preparava a regalarmi la vita, io aspettavo quel momento disteso su quel letto, in quella stanza di forse 15 metri quadrati e con quelle 117 pastiglie al giorno che erano la mia colazione, il mio pranzo e la mia cena!

🎹 Ho combinato di tutto in quel reparto, mi ero fatto portare addirittura una tastiera per suonare ed avevo appeso un cartello dietro al mio letto con il segnale di pericolo e la mia testa disegnata: “Attenzione! Pericolo caduta capelli!”. Quello era il mio modo di vivere la malattia, di affrontare ogni difficoltà… avevo capito che la vera arma era il sorriso.
Un pensiero mi ha sempre accompagnato e, probabilmente, è ciò che mi ha permesso di affrontare tutto: non riuscivo a spiegarmi come fosse possibile che una malattia per la quale non avevo alcuna colpa potesse prendere il sopravvento sulla mia vita. Non lo potevo accettare!

🩺 Il giorno del trapianto, il 18 giugno 2009, io pesavo 95 kg a causa del cortisone e mio fratello forse 30 bagnato. Incredibilmente trovarono quasi il doppio delle cellule a me necessarie, corsero nella mia stanza e mi infusero la sacca con le famosissime cellule staminali emopoietiche.
Il giorno dopo, il 19 giugno, era il compleanno di mio fratello e lui era a casa sua a giocare con i suoi amici, con un cerotto sopra al sedere, forse senza quasi rendersi conto di quanto avesse fatto il giorno prima.

🧬 Sembrava che fosse tutto finito, che finalmente si potesse pensare di tornare alla normalità. Sembrava.
A causa di due virus, purtroppo, mi trovai a dover affrontare un rigetto da trapianto di quarto stadio, statisticamente ancor più mortale della mia stessa malattia. Ho perso il conto delle polmoniti e delle varie complicanze avute in quei mesi; vi basti sapere che il mio intestino si stava “sgretolando” e che ho rischiato di perdere anche il fegato.

💊 Gli immunosoppressori cominciavano ad essere poco efficaci e uno di questi mi scatenò una pancreatite acuta.
La situazione era diventata allarmante ed anche i medici si dichiaravano particolarmente preoccupati. Decisero di “farmi respirare l’aria di casa” per due giorni ma, dopo poche ore e 280 km percorsi tra andata e ritorno, ero di nuovo lì, ricoverato, con 40° di febbre e dolori lancinanti ad un fianco. Scoprirono un’infezione importante alla parete del mio intestino ma non potevo essere operato a causa dell’immunodeficienza. Dopo qualche ora di attesa, uno dei medici del Centro Trapianti decise di sottopormi a terapie antibiotiche ad ampio spettro, nella speranza di risolvere la situazione. La mia condizione, particolarmente aggravata da questa infezione, consentì di richiedere alla Svizzera, tramite il Ministero della Salute, l’unico farmaco che sembrava potesse essermi d’aiuto: la Talidomide.

👩‍⚕️ Grazie al tempestivo intervento dei medici, tre giorni dopo ero completamente sfebbrato e la TAC risultò negativa.
Pochi giorni dopo arrivò la Talidomide e tutto iniziò a cambiare! La terapia funzionava, gli esami rientrarono in valori pressoché normali e finalmente, dopo 10 mesi di ricovero continuativo, tornai a casa!
Oggi mi accompagnano alcuni effetti collaterali delle terapie che ho dovuto affrontare. Tra i vari, molte delle mie articolazioni sono necrotiche e continuano a logorarsi con il tempo. Per questo motivo nel 2014 ho dovuto protesizzare l’anca sinistra ma, purtroppo, in sede di intervento mi è stato lesionato il nervo sciatico.

⚽️ Ho iniziato questo racconto dicendo che il calcio era la mia grande passione: nonostante tutto, ad oggi sono quasi 13 anni che faccio l’allenatore di calcio, non potendo più giocare, e porto nel cuore il grido che accompagnava me ed i miei compagni di squadra nel lontano 2008, prima di ogni partita. Un grido che è diventato parte del mio modo di essere ed è ciò che auguro, ogni giorno, a tutti: LOTTARE SEMPRE, MOLLARE MAI!

✍️ È doveroso, per me, ringraziare dal profondo del cuore mio fratello e la mia famiglia, i medici ed il personale del Burlo Garofolo di Trieste, le associazioni che mi hanno supportato durante il mio percorso di cura e tutti i donatori che hanno fatto giungere nella mia stanza tra le 250 e le 300 sacche tra emazie, sangue e piastrine.

Luigi, esempio di costanza, dedizione e solidarietà ❤️
24/07/2026

Luigi, esempio di costanza, dedizione e solidarietà ❤️

Qualche giorno fa Luigi ha fatto la sua ultima donazione... e guardate con che orgoglio mostra quel numero, 131 sacche donate, 131 doni preziosi per tanti ammalati.

Grazie Luigi per quanto hai fatto, speriamo tu sia di esempio!

E grazie a tutte le donatrici e tutti I donatori che ogni giorno donano una parte di sé!!



Avis Comunale Mestre Marghera
Avis Provinciale di Venezia
Avis Regionale Veneto ODV

Donare è un gesto gratuito che fa la differenza nella vita di molte persone. Anche il modo in cui scegli di farlo conta....
22/07/2026

Donare è un gesto gratuito che fa la differenza nella vita di molte persone. Anche il modo in cui scegli di farlo conta.

Prenota sul nostro portale ufficiale https://sit-donor.azero.veneto.it, in questo modo, sai sempre a chi affidi i tuoi dati e a chi rivolgerti per risolvere dubbi o ricevere informazioni.

Ogni appuntamento è reso possibile grazie al supporto di volontari: una comunità di persone che condividono i valori della solidarietà e che ti accompagneranno in ogni fase della donazione.

Il tuo dono è un meraviglioso atto di gratuità.
Fallo arrivare nel modo giusto.

💯 per Massimo 🤩
06/07/2026

💯 per Massimo 🤩

Indirizzo

Via Einaudi, 74
Marghera
30174

Orario di apertura

Lunedì 08:00 - 11:30
Martedì 08:00 - 11:30
Mercoledì 08:00 - 16:00
Giovedì 08:00 - 11:30
Venerdì 08:00 - 11:30

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