13/08/2026
Abbiamo fatto un sopralluogo al carcere di Bollate
Anche ad agosto siamo sul territorio
Con migliaia di agenti in meno rispetto alle necessità, questa estate è più rovente che mai per la polizia penitenziaria e i detenuti delle carceri italiane.
Senza mettere in dubbio che i responsabili di reati scontino le pene previste, non è accettabile che a pagare con enormi sacrifici personali siano anche le forze dell’ordine sotto organico, mentre ai detenuti sia tolta la dignità oltre che la libertà.
In questo quadro, insieme al consigliere M5S del Municipio 8 di Milano, Alberto Arosio, mi sono recato nel carcere di Bollate per verificarne il funzionamento e le condizioni detentive.
Grazie alla massima disponibilità del direttore Giorgio Leggieri, abbiamo potuto accertare l’eccezionalità di questa struttura penitenziaria milanese, che conta al suo interno i laboratori e gli uffici di quasi cento aziende private, dove molti detenuti possono lavorare, rendendo più efficace il loro percorso riabilitativo.
In carcere, tra gli altri, abbiamo incontrato i noti detenuti Mario Roggero e Massimo Bossetti, constatandone le buone condizioni di salute e l’inserimento nelle attività della struttura.
Come MoVimento 5 Stelle non sottovalutiamo l’assoluta necessità di una maggiore sicurezza per i cittadini, senza “buonismo” o sconti per chi commette crimini, ma proprio per il rispetto che si deve ad ogni aspetto dell’ordinamento, chiediamo e vigiliamo affinché pure ai detenuti sia consentito di scontare decentemente il loro debito con lo Stato e possibilmente non tornare a delinquere una volta usciti di prigione.
Cesare Beccaria sosteneva che la civiltà di un Paese si dimostra dalle condizioni delle proprie carceri. Per questo gli impegni presi quattro anni fa dal governo Meloni sembravano giusti e convincenti.
Tali promesse però sono state interamente disattese, come attesta l’ultimo Rapporto Antigone sulla situazione carceraria italiana.
E oggi le nostre carceri non solo non aiutano i detenuti a riabilitarsi, ma li fanno diventare ancora più violenti e pericolosi.
Bene, dunque, la parziale eccezione di Bollate, ma sulle carceri italiane, al pari di tutto il comparto della Giustizia, nel Paese resta tantissimo da fare. E far funzionare.
⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️
Nella foto, insieme a me, il direttore del carcere di Bollate, Giorgio Leggieri, e il consigliere del Municipio 8 di Milano Alberto Arosio, all’interno della struttura carceraria.