05/07/2025
Ricordando Emilio Molinari - Il libro "Volevamo cambiare il mondo - Storia di Avanguardia Operaia 1968-1977" nasce da numerose interviste, tra esse quella a Emilio Molinari e a Tina Mastrolonardo - Milano, 29 maggio 2018.
L'intervista inizia così:
*Qual era il clima politico in cui sei cresciuto, nella famiglia o tra gli amici?
Sono nato nel 1939. Sono figlio di un operaio confinato politico a Lipari, morto troppo presto. Mia mamma aveva lavorato alla Borletti di Milano, e io entrai alla Borletti presto, alla scuola aziendale. Avevo 10 anni. Non sono mai stato iscritto al Pci, ma in una famiglia comunista, con tutti i parenti comunisti, non potevo che frequentare militanti del Pci.
*Come ti sei avvicinato alla politica?
In fabbrica, in reparto in mezzo a operai comunisti.
Poi ci sono state le lotte degli elettromeccanici e poi c'è stato il Vietnam, il 68, l'incontro con Ao e l'impegno a costituire un Cub che nasce nel 1969, in seguito alla lotta degli impiegati della Borletti.
Alla fine del 1968 avevamo costituito il gruppo “operai studenti”. Abbiamo iniziamo con riunioni che definirei semi clandestine, con operai specializzati del mio reparto e operaie degli altri reparti di produzione. Quella modalità di intervento, dall'interno, dal basso, parlando con pochi lavoratori per volta, partendo dai problemi reali della loro e della nostra condizione perché eravamo interni alla fabbrica, è stata una modalità di intervento ripresa da tutti i cub ed è stata un grande elemento strategico. Partivi da ciò che pensavano, dal disagio. Le donne che erano la maggioranza e lavoravano alla catena di montaggio, parlavano delle pause sempre più strette, del cottimo individuale o di gruppo, dei marcatempo, dei capetti. Mettevamo tutto per iscritto nei volantini, anche i nomi dei capetti che, oltre a tirar loro il collo con i tempi, a volte le molestavano e le ricattavano. Si creavano situazioni di oppressione tali che a volte erano le operaie stesse a offrirsi… (nulla di nuovo oggi).
Mettevamo tutto per iscritto e magari vi aggiungevamo delle vignette per essere ancora più chiari e distribuivamo i volantini. All'inizio li facevamo distribuire dagli studenti dei Cub studenteschi di Scienze. Se ci fossimo scoperti subito avremmo avuto contro tutti, sindacato compreso, e forse ci avrebbero licenziati. Borletti era un duro della Confindustria, dopo ogni sciopero, negli anni 50 e nei primi anni 60, c’erano sempre uno o due attivisti della Cgil che finivano licenziati. (...)
I CUB ed Emilio: lo ricordiamo, Emilio, con il numero del 18 marzo 1975 del "Quotidiano", a pagina 4
https://www.quotidianodeilavoratori.it/QdL/1975/03/QdL19750318.pdf
"«Contro l'attacco padronale, contro il cumulo dei redditi, rilanciamo le lotte»: questo il tema dell'assemblea dei Cub milanesi tenuto sabato a Milano - Le conclusioni del compagno Emilio Molinari"