23/08/2026
🔴📣Atalanta-Hapoel Tel Aviv: presunta presenza del Mossad, trattamento differenziato e diritti calpestati. Interrogazione parlamentare del Senatore Magni (AVS) al Governo.
La gestione dell’ordine pubblico in occasione dell’incontro di calcio tra Atalanta e Hapoel Tel Aviv a Bergamo impone una risposta politica e istituzionale immediata da parte del Ministero dell’Interno.
La città è stata sottoposta a una misura di sicurezza imponente e pervasiva, caratterizzata da strade presidiate, controlli rafforzati, divieto di sorvolo dell'area dello stadio e un massiccio impiego di reparti specializzati.
Tra i punti di maggiore criticità, le indiscrezioni pubblicate negli scorsi giorni sulla Gazzetta dello Sport riguardanti la presunta presenza sul campo di agenti riconducibili al Mossad — il servizio segreto estero israeliano, noto a livello internazionale per le sue operazioni coperte e spesso non autorizzate su territori stranieri — sollevano interrogativi inquietanti: se confermate, prefigurerebbero un’ingerenza inaccettabile di un'intelligence straniera all’interno di un evento pubblico sul territorio italiano.
Nel frattempo, il dissenso pacifico di chi chiedeva la sospensione della partita è stato confinato in un presidio statico, blindato e ben lontano dallo stadio. A questo si aggiunge la grave violazione della libertà d'espressione rappresentata dal divieto di introdurre all'interno dell'impianto sportivo la bandiera palestinese e qualsiasi simbolo o striscione riconducibile alla causa palestinese.
L'impianto della sicurezza ha fatto registrare un evidente ed ingiustificato trattamento differenziato: mentre ai cittadini e ai tifosi locali sono stati riservati rigidi controlli di sicurezza e pervasivi filtraggi agli ingressi, con il blocco sistematico di oggetti personali (come semplici accendini) e di ogni espressione simbolica legata alla Palestina, alla tifoseria ospite è stato consentito di introdurre nello stadio numerose torce e fumogeni. Resta da chiarire come tale materiale pirotecnico abbia potuto superare inosservato i varchi di sicurezza e i controlli preventivi.
Va ricordato che l'introduzione e l'utilizzo di fumogeni o fuochi artificiali negli stadi non costituiscono semplici infrazioni regolamentari, ma condotte rilevanti sul piano penale (ai sensi degli artt. 6-bis e 6-ter della Legge 401/1989), per le quali un qualsiasi tifoso andrebbe incontro alla denuncia e all'immediata applicazione del DASPO da uno a due anni. È doveroso chiarire se tali violazioni siano state debitamente perseguite e se siano stati adottati i medesimi provvedimenti sanzionatori nei confronti dei responsabili.
Contestualmente, ai tifosi ospiti è stato consentito di muoversi in corteo per le vie cittadine, una modalità di gestione dell'ordine pubblico di norma evitata per le tifoserie considerate a rischio, solitamente trasferite sotto scorta diretta dall'arrivo in città allo stadio.
Non è tollerabile che lo spazio pubblico venga piegato a un regime di eccezione, dove da un lato si limita il dissenso pacifico e la libertà d'espressione, e dall'altro si applicano diversi criteri di rigore nell'applicazione delle norme di sicurezza.
Per fare piena luce su questi gravi episodi, il senatore di Alleanza Verdi e Sinistra Tino Magni ha già predisposto un’interrogazione parlamentare al Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi.