15/01/2024
Anonimo:
Dopo 12 anni da dipendente con un lavoro d'oro, ho deciso nel 2009 di approfittare di un'ingente buonuscita per coronare il sogno di aprire un negozio per bambini nel 2011. Da allora sono passati 13 anni e non c'è giorno che sia passato senza maledirmi per questa mia enorme imprudenza. Ti fanno credere che nella vita si debba sempre avere il coraggio di sfidare i propri limiti, di uscire dalla confort zone per inseguire i propri sogni, ti dicono che questo farà di te una persona di successo, ma non ti dicono che oltre al coraggio ci va una buona dose di fortuna. Le persone da fuori mi vedono come una donna intraprendente, realizzata, ma non hanno la minima idea di quanto invece precaria sia diventata la mia vita. La notte non riesco a dormire, nonostante le giornate pesanti di lavoro, vado a letto e inizio a pensare a tutte le cose che devo pagare, alle rate, alle scadenze, ai finanziamenti, al fatto che ormai non gioisco nemmeno più se ottengo dei buoni risultati, perché tanto tutto quello che entra serve per pagare qualcuno o qualcosa. Tutto il mio lavoro finisce nelle mani altrui, a me rimangono solo la gloria ed i complimenti dei clienti. Si potesse campare di quello sarei ricca. Eppure io ricca non volevo diventarlo, mi interessava solo vivere serenamente questo mio piccolo sogno e di avere di che vivere dignitosamente. Invece sono qui, schiava di un incubo da cui non so come uscirne. È un lavoro che amo, ma che come in tanti settori ti fa vivere sempre sul filo del rasoio non sapendo mai se quel giorno entreranno o meno clienti. Questa perenne incertezza è uno strazio psicologico che mi ha ormai completamente deteriorata a livello mentale. Soffro di ansia, tachicardia, insonnia e se potessi tornerei indietro senza ba***re ciglio. Ogni tanto,poi, qualche vecchia collega la incroci o ti viene a trovare e ti racconta che dal 2020 lavorano solo il smartworking, che "chi sta meglio di noi" ed io mi sento la più grande stupida sulla faccia della Terra.