31/07/2026
Usare le morti di povera gente a fini politici , lo schifo
Il modo in cui la destra italiana e di governo - Meloni e il ministro degli Esteri Tajani in testa - sta strumentalizzando la crisi migratoria di Ceuta è quanto di più politicamente vergognoso, abietto e demagogico abbiamo visto negli ultimi anni. E sì che ne abbiamo viste di ogni.
Usare un caso serissimo come leva e arma di ritorsione nei confronti di un dichiarato avversario politico, Pedro Sánchez, evocando addirittura lo stop all’area Schengen, è un esercizio di pura demagogia che riduce un tema complesso e sfaccettato come questo in mera clava politica e propaganda da dare in pasto a orde di razzistelli da tastiera che straparlano di invasioni e “remigrazioni” e non saprebbero neanche indicare Ceuta su una cartina geografica.
Ripetiamo insieme.
Non c’è nessuna invasione dell’Europa.
Non c’è nessuna reale minaccia ai confini italiani, figuriamoci.
Di più, non c’è nessuna possibilità che queste migliaia di migranti salgano su un traghetto, attraversino lo stretto di Gibilterra e sbarchino nella pen*sola iberica e sul continente europeo senza un titolo, una protezione internazionale o il riconoscimento del diritto d’asilo. È follia (o malafede) anche sol pensarlo. O entrambe le cose.
E, soprattutto, non c’entra nulla né “il fallimento del modello Sánchez” - come straparlano i giornali di destra - né la recente regolarizzazione di 500.000 nuovi spagnoli voluta dal governo spagnolo.
Se decine di migliaia di migranti - tra cui anche donne e bambini - all’improvviso sono riusciti ad oltrepassare il confine via mare la ragione è semplice: che chi doveva controllare i confini nella parte marocchina non ha fatto letteralmente NULLA, lasciando migliaia di persone libere di passare.
Se mai dovremmo chiederci perché.
E le ragioni possono essere molte.
C’è chi parla della storica rivendicazione territoriale del Marocco sulle enclave spagnole Cueta e Melilla.
Chi punta il dito sui legami tra la monarchia marocchina e Israele e di una crisi artatamente costruita e voluta per mettere politicamente in difficoltà la più grande spina nel fianco di Israele in Europa, ovvero Pedro Sànchez, nonché l’unico a parlare di genocidio a Gaza e a rispettare il mandato di cattura internazionale nei confronti di Netanyahu. Una ripicca politica, quindi.
Ma potrebbero esserci anche altre questioni legali.
Due in particolare che si incrociano.
In primis, il ricorso vinto alla Corte Suprema da un migrante algerino che ha contestato l’espulsione in quanto arrivato a Ceuta a nuoto, poiché non è entrato violando una barriera fisica. Un precedente che potrebbe aver spinto altri a tentare la stessa strada, rendendo giuridicamente più difficile il respingimento immediato. Ma, anche se fosse, non significa affatto che potranno entrare in Spagna, solo che i tempi e i modi del rimpatrio sono più lunghi e non automatici.
Secondo: l’annullamento di alcuni articoli del Regolamento sugli stranieri con cui la stessa Corte suprema ha imposto un rafforzamento della tutela dei minori migranti.
L’unica cosa che non c’entra assolutamente nulla è la regolarizzazione dei migranti voluta da Sánchez, che non riguarda minimamente le migliaia di migranti che hanno superato il confine a nuoto in un’enclave sp****la in Africa.
Come è puro sciacallaggio politico della peggior specie, tuonare contro la Spagna ed evocare la sospensione di Schengen per una crisi, seria ma non certo nuova (era già capitato nel 2021 per una cris diplomatica tra Spagna e Marocco) e limitata a un territorio politicamente europeo ma geograficamente in Africa, separato dalla Spagna e dall’Europa dallo stretto di Gibilterra, e che sarà come tutte le altre volte controllato - c’è da pretendere con umanità e rispetto dei diritti umani - da parte del governo spagnolo.
Quella di Ceuta non è una crisi che riguarda l’Unione europea e men che meno l’Italia, ma solo e soltanto la Spagna.
Che ha risposto a Tajani convocando immediatamente l’ambasciatore. È il minimo.
Questo è quello che c’è da dire oggi su Ceuta.
Tutto il resto è pura speculazione politica, autentica disinformazione e sguaiata propaganda da parte di avvoltoi che volteggiano sulle disgrazie per cibare le viscere di gente che esulta per la morte di decine di migranti (“diciotto di meno”) e augura che diventino “pasto per gli squali”.
E il livello di barbarie che si sta toccando non ha nulla a che vedere con la richiesta di controllo dei confini ma moltissimo con il razzismo più becero e ormai sdoganato dalle destre estreme in Italia, in Spagna e in tutta Europa.
E va combattuto con la legge, il diritto, con il ragionamento, con la verità. Ma anche con umanità.