06/06/2026
Galleria Vittorio Emanuele: nuove indagini, stesso Modello Milano
Dalla Galleria alle inchieste sull’urbanistica, fino alla vendita di San Siro: centrosinistra e centrodestra, Comune e Regione uniti nella difesa di una città sempre più piegata a rendita, speculazione e interessi privati.
L’inchiesta sulle concessioni degli spazi della Galleria Vittorio Emanuele e di altri luoghi simbolo della città riporta ancora una volta l’attenzione sul modo in cui viene gestito il patrimonio pubblico a Milano. E la reazione politica è stata immediata: Sala, Fontana, Majorino e persino Salvini si sono ritrovati dalla stessa parte nel difendere le scelte delle istituzioni cittadine e regionali. Ma questa vicenda non è un caso isolato. Dalle inchieste sull’urbanistica alla vendita di San Siro, passando per la progressiva privatizzazione degli spazi pubblici, emergono le contraddizioni di un modello di città costruito attorno agli interessi della rendita e dei grandi investitori. Quando si tratta di difendere il Modello Milano, centrosinistra e centrodestra, Comune e Regione, agiscono come un unico partito del potere.
Da anni le amministrazioni che si sono succedute condividono la stessa visione della città: una Milano trasformata in vetrina per grandi marchi, multinazionali, eventi esclusivi e operazioni immobiliari, dove il patrimonio pubblico viene sempre più piegato alle esigenze del mercato e della rendita.
Dietro la retorica della città dinamica e vincente si nasconde una realtà fatta di affitti insostenibili, salari insufficienti, precarietà abitativa, privatizzazione degli spazi pubblici ed espulsione dei ceti popolari. La Milano dei grattacieli, delle settimane della moda e dei grandi eventi è la stessa in cui sempre più persone faticano a trovare una casa, a pagare l’affitto e a restare nei propri quartieri.
Per questo non stupisce vedere esponenti del centrosinistra e del centrodestra schierati a difesa dello stesso impianto politico...
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