28/03/2026
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AGGIORNAMENTI A QUASI 2 ANNI DALLO SGOMBERO DEL C.S. CASALOCA, MILANO
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A quanto pare, lo stabile di CasaLoca sgomberata è divenuto appannaggio di una società immobiliare denominata
Vivir DC, dalle iniziali dei due soci Giancarlo Di Giuseppe e Bruno Cerella.
Quest'ultimo è un ex cestista argentino dell'Olimpia Milano, con qualche blasone nel mondo del gossip. Col solito linguaggio di fuffa rigenerativa, la società vanta un'attenzione al sociale che per il momento si è palesata soltanto nella figura di tale Francesca Cassani aka Nineinthepaint, che ieri stava sola su una scala a cancellare la parte bassa del murales di CasaLoca, nonché il simbolo dell'EZLN sul portone.
Un'artista che dipinge campi da basket, di così basso profilo da affermare di stare cancellando un'opera di Technomurales in vista di una mostra artistica temporanea che l’agenzia terrà nello stesso stabile, inserita nella settimana della "Design week" milanese.
Alla cancellazione della facciata parteciperà anche l'artista Beatrice Vigoni (Cryptomadonne: pixel art project dedicated to woman and human's right).
Finita la mostra artistica, è previsto l'abbattimento dello stabile e la messa a valore con il solito palazzotto residenziale, di cui è già visibile una bozza grafica sul sito della società.
Riassumendo, dunque:
• c'è un'agenzia esterna di "eventi artistici" che chiama artisti che paga due soldi e non si pone neanche il problema di deturpare un murales altrui o di mettersi al soldo di una società immobiliare che specula su un centro sociale sgomberato... pur di avere un quarto d'ora di visibilità;
• c'è la Vivir DC, società immobiliare nuova proprietaria dello stabile di CasaLoca e ci sono due imprenditori attenti al sociale, ma così attenti al sociale, che infatti si sono presi il nostro centro sociale, dove ci faranno la solita cazzatina fighettina per cantarsela e suonarsela durante la Design Week per poi sguinzagliare le ruspe;
• non c'è esposto nessun avviso di lavori, solo una ragazza su una scala, senza DPI né assicurazione, che cancella un murales
• Il murales sulla facciata è uno degli storici e piu grandi murales urbani di Milano con una storia collettiva, importante non solo per la storia dei centri sociali ma per tutta la street art urbana non piegata alla logica del profitto e rimasto intatto per ben 17 anni senza mai essere stato alterato da nessuno se non dai fasci e dal tempo.
• nei giorni scorsi, i muratori hanno già abbattuto dei muri interni al piano terra;
• sui social della società Vivir DC è visibile una bozza di progetto su Bicocca, con una riga nera tirata sulla scritta che supponiamo essere "Viale Sarca", tanto per non farci sapere quale stabile riguarda (spiacenti, lo abbiamo capito).
Nella città di plastica dei grandi eventi speculativi, da Expo alle Olimpiadi invernali, non possiamo stupirci della cancellazione della memoria viva dei quartieri e della fagocitazione di spazi autogestiti. Comanda una giunta che ha fama nazionale di grande generosità, diciamo così, coi palazzinari, mentre ai piani bassi brulica una folla di personaggi in cerca d'autore, mezzi artisti col piattino in mano che vivacchiano dell'artwashing e pinkwashing con cui la borghesia meneghina rende presentabile la sua idea di rigenerazione urbana: mangiamoci tutto, periferie comprese, tra un aperitivo, un evento e una bo**ta... ovviamente "smart".
Lo abbiamo chiesto dopo lo sgombero e torniamo a chiederlo:
QUESTA CITTÀ DI CHI PENSATE CHE SIA?
Ma fate presto a rispondere: in breve potreste diventare di plastica pure voi, persone non privilegiate della città! Un domani le vostre case saranno location, le vostre sofferenze experiences, e il vostro cibo sarà il food con cui accompagnare gli aperitivi dei padroni.
Perché loro sono smart e inclusivi, sempre che bussiate alla loro porta per chiedere l'elemosina, mentre trasformano i quartieri in investimenti per ricchi.